Wallpaper: il regalo per il mese di gennaio 2010

28 12 2009

Ecco lo sfondo per il desktop per il mese di Gennaio 2010, omaggio a tutti i nostri lettori realizzato in collaborazione con lo studio fotografico di Simone Burchi di Firenze.

Clicca qui per avviare il download.

Una volta salvato il file sul proprio PC, è sufficiente aprirlo; cliccando con il tasto destro del mouse sull’immagine, e scegliendo l’opzione “Imposta come sfondo del desktop“, il gioco è fatto.





Limitazioni alla vendita degli appartamenti: aggiornamenti e novità

23 12 2009

E’ passato quasi 1 anno da quando  si è costituito ed ha cominciato a lavorare il Comitato “Gli Amici di via del Pesciolino“. Sembra ieri ed invece … come passa il tempo!

In questi (circa) 12 mesi il Comitato si è principalmente concentrato su un tema caro a tutti quanti: le limitazioni alla libera vendita degli appartamenti (dei “nostri” appartamenti … doverosa precisazione) che sono contenute nella Convenzione, riportata nell’atto di assegnazione, tra il costruttore (Unica scrl) ed il Comune di Firenze.

[...] La prima, ufficiale, iniziativa del neonato Comitato si rivolge alla Convenzione che regola alcuni aspetti della possibile vendita dei “nostri” appartamenti di via del Pesciolino. [...] Come altre aree fiorentine, anche la nostra presenta vincoli e limitazioni per la cessione dell’immobile. A grandi linee, l’acquirente non deve possedere altre proprietà nel Comune di Firenze; la vendita, o seconda cessione, deve avvenire dopo almeno 5 anni dalla prima cessione e, soprattutto, si deve rispettare un prezzo di vendita definito come prezzo massimo di cessione. [...]

Il problema, com’era già stato indicato, sta nel vincolo, normato dalla suddetta Convenzione, inerente il “prezzo di vendita“, o cessione.

[...] Il prezzo di vendita dell’alloggio non potrà essere superiore all’importo che si configurerà come il maggiore fra il prezzo di prima cessione rivalutato e il valore derivante dalla rendita catastale rivalutata. [...]

Nella scorsa primavera, prima delle elezioni di Giugno 2009, con esponenti della “vecchia” Giunta comunale, nella fattispecie con l’allora Assessore al Bilancio [Tea Albini], furono allacciati dei rapporti e ci furono degli incontri volti a rappresentare le nostre esigenze e, parallelamente, a capire la disponibilità tecnico/amministrativaa, nonchè la volontà politica, a superare questo problema. Ne parlammo qui, sul Blog.

Da allora ad oggi sono stati fatti passi in avanti; dopo un iniziale “rallentamento”, fisiologicamente dovuto all’insediamento della nuova Giunta comunale, i rapporti sono stati riallacciati, gli incontri si sono susseguiti e, con la politica dei “piccoli passi”, si sta proseguendo nella strada maestra intrapresa diversi mesi fa. Il percorso è, probabilmente, ancora lungo ma, al momento, si può guardare con ottimismo al futuro. Magari (ed è la speranza di tutti) ad un prossimo e vicino futuro …

Un doveroso, sincero e sentito  ringraziamento va al dott. Andrea Pugliese, Consigliere comunale nonchè nostro Amministratore di Condominio, il nostro trait d’union ed il nostro mentore nella “battaglia” intrapresa.

Appena ci saranno novità, ulteriori notizie ed aggiornamenti … il Blog sarà pronto ad accoglierli. Restiamo in contatto!

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Il Presidente dell’Assemblea di Condominio: poteri

4 12 2009

Da CondominioWeb. Interessante …

Nuova sentenza della Cassazione, la n. 24132 del 13 novembre 2009, in materia di condominio.
L’importanza della pronuncia sta nel fatto che si occupa di delineare i poteri del presidente dell’assemblea, figura spesso sottovalutata ma che, al contrario, può incidere e non poco sul corretto svolgimento della riunione condominiale.
Prima di addentrarci nel merito è utile un breve excursus sulle figure coinvolte nella convocazione e nello svolgimento dell’assemblea.
L’amministratore ha il dovere/potere di convocare l’assemblea di condominio.
Dovere in quanto alla fine di ogni anno deve rendere il conto della propria gestione (artt. 1129-1130 c.c.).
Potere poiché, ai sensi dell’art. 66 disp. att. c.c., l’amministratore ha la facoltà di convocare l’assemblea ogni qualvolta ne ravveda la necessità.
In occasione dello svolgimento dell’assemblea, però, i suoi poteri si affievoliscono, e salvo particolari disposizioni contenute nel regolamento di condominio, non è errato affermare che spariscano.
Egli, infatti, è tenuto a dar conto della gestione del condominio ma la gestione e direzione dell’assemblea è rimessa ai condomini, che, all’inizio della riunione, ed al fine di garantirne l’ordinato svolgimento, nominano un presidente. La mancata nomina del presidente costituisce un’irregolarità formale che non inficia la validità della deliberazione (sul punto si veda Cass. 15 luglio 1980, n.4615).
La situazione è diversa allorché sia il regolamento condominiale a prevedere la nomina del presidente e le relative funzioni. In questo caso una deliberazione dalla quale non si evince la sua nomina potrebbe essere impugnata in quanto contraria al regolamento di condominio.
E’ molto frequente, però, che il regolamento non specifichi le attribuzioni del presidente. In questi casi quali saranno le norme di riferimento?
In assenza di specifiche disposizioni legislative sarà necessario rifarsi ai principi generali. In pratica, nel presidente si individua quella figura che svolge un ruolo di direzione e moderazione del consesso assembleare, disciplinando la discussione e garantendo a tutti la possibilità d’intervenire compiutamente al fine di giungere ad una corretta formazione della volontà assembleare.
Come può fare tutto questo?
E’ di ciò che, in parte, si è occupata la sentenza del Supremo Collegio oggetto di questo approfondimento.
Nel caso di specie il presidente dell’assemblea visto l’elevato numero di condomini partecipanti all’ assemblea (40 persone) aveva deciso di contingentare i tempi degli interventi di ciascuno limitandoli a 10 minuti. Un dei condomini si opponeva alla deliberazione osservando che una simile decisione dovesse ritenersi invalida, non tanto per il minutaggio, quanto proprio per l’eccesso di potere del presidente. Sostanzialmente, secondo il ricorrente non è possibile esercitare un simile potere, qualunque sia la misura del tempo concesso per gli interventi.
Diceva letteralmente il condomino nel suo ricorso: “il punto non è quello di stabilire se la limitazione degli interventi a 10 minuti sia tale da comprimere, in concreto, il diritto di ciascun condomino ad intervenire in assemblea, ma se il potere di introdurre limiti temporali agli interventi dei condomini sia nella disponibilità del presidente ovvero se esso debba trovare la propria fonte in una disposizione regolamentare (che nel caso manca) ovvero in una deliberazione della stessa assemblea”(così Cass. 13 novembre 2009 n. 24132)
La Corte di Cassazione, rigettando il ricorso proposto afferma, al contrario, che “il presidente, pur in mancanza di una espressa disposizione del regolamento condominiale, che lo abiliti in tal senso, può stabilire la durata di ciascun intervento, purché la relativa misura sia tale da assicurare ad ogni condomino la possibilità di esprimere le proprie ragioni su tutti i punti posti in discussione” (così. Cass. 13 novembre 2009 n. 24132).
In pratica, assodato che la legge non disciplina i poteri del presidente dell’assemblea, il così detto contingentamento dei tempi è legittimo, anche in assenza di espressa previsione regolamentare, laddove sia funzionale a garantire l’ordinato svolgimento dell’assemblea e purché non sia tale da comprimere il diritto di condomino ad esprimere le proprie opinioni.





Errore o mancata convocazione: è possibile impugnare le delibere dell’assemblea per annullabilità

2 12 2009

L’obbligo di convocare alle assemblee tutti i condomini tocca all’amministratore. Con mezzi che diano effettivo riscontro affinché sia possibile provare che ogni proprietario sia stato messo in grado di conoscere giorno e luogo in cui l’assemblea si svolge, nonché ma gli argomenti da discutere votare. Anche la prova del deposito dell’avviso di convocazione nelle singole caselle postali dei condomini, può presumere di desumere l’adempimento dell’avviso di convocazione. La stragrande maggioranza degli amministratori, a ragion veduta, si affidano all’invio per raccomandata, eliminando in radice ogni contestazione poiché facilmente tracciabile il percorso della corrispondenza e il giorno esatto della consegna.

Quando dovesse accadere che la delibera chiamati a votare, interessi solo alcuni condomini, l’invito sarà consegnato solo a questi, poiché facenti parte del cosiddetto condominio parziale (riguardante cioè i soli fruitori dell’uso e godimento di un determinato bene.

Quando invece l’unità immobiliare appartenesse a più proprietari (coniugi, familiari, eredi), sarà opportuno avvisarli tutti (tranne il caso di coniugi conviventi, per cui si presume che uno informi l’altro) . L’amministratore porrà la stessa diligenza nel convocare l’usufruttuario per le decisioni inerenti le spese ordinarie e il nudo proprietario per quelle straordinarie riguardanti la conservazione dei beni comuni.

In caso di errore o mancata convocazione è possibile impugnare il deliberato assembleare per annullabilità. Ciò significa che il condomino non convocato ha tempo trenta giorni dall’avvenuta conoscenza delle delibere assunte nell’assemblea cui non ha potuto partecipare per l’impugnazione innanzi al tribunale della sua città.

(Fonte: Il CondominioWeb)





Ripartizione delle spese tra proprietario ed inquilino

1 12 2009

Si rompe la caldaia, cedono gli infissi, la tubatura dell’acqua perde, lo scalino si è rotto. Che sfortuna! Ma non solo, quante beghe … Chi paga, il proprietario oppure l’inquilino? Domanda spontanea ma anche spigolosa.

Vediamo, in breve, di fare un pò di chiarezza.  L’art. 1576 del Codice Civile recita:

Il locatore deve eseguire, durante la locazione tutte le riparazioni necessarie , eccettuate quelle di piccola manutenzione che sono a carico del conduttore.
Se si tratta di cose mobili, le spese di conservazione e di ordinaria manutenzione sono, salvo patto contrario, a carico del conduttore.

Se ne desume pertanto che, come criterio generale, è il locatore (colui che affitta, quindi il proprietario) che deve eseguire tutte le riparazioni necessarie, ad eccezione di quelle di piccola manutenzione, che sono invece a carico del conduttore (inquilino). Tutte le spese ordinarie sono quindi a carico dell’inquilino, mentre il proprietario è tenuto solo ad intervenire in caso di manutenzione straordinaria.

La legge 392/78 (Disciplina delle locazioni di immobili urbani, conosciuta anche con il nome di Legge equo canone), articolo 9, recita:

Sono interamente a carico del conduttore, salvo patto contrario, le spese relative al servizio di pulizia, al funzionamento e all’ordinaria manutenzione dell’ascensore, alla fornitura dell’acqua, dell’energia elettrica, del riscaldamento e del condizionamento dell’aria, allo spurgo dei pozzi neri e delle latrine, nonché alla fornitura di altri servizi comuni. Le spese per il servizio di portineria sono a carico del conduttore nella misura del 90 per cento, salvo che le parti abbiano convenuto una misura inferiore.

Il medesimo articolo aggiunge anche:

Quando si eseguano sull’immobile importanti ed improrogabili opere necessarie per conservare ad esso la sua destinazione o per evitare maggiori danni che ne compromettano l’efficienza in relazione all’uso a cui è adibito, o comunque opere di straordinaria manutenzione di rilevante entità, il locatore può chiedere al conduttore che il canone venga integrato con un aumento non superiore all’interesse legale sul capitale impiegato nelle opere e nei lavori effettuati, dedotte le indennità e i contributi di ogni natura che il locatore abbia percepito o che successivamente venga a percepire per le opere eseguite.

Per andare sul concreto, questa tabella (abbastanza recente, clicca qui per visualizzarla), illustra per le diverse possibili spese la corretta ripartizione.





Discarica abusiva in via Piemonte, resoconto dell’Assemblea Pubblica

30 11 2009

Si è tenuta l’altro ieri, venerdì 27 novembre 2009, un’Assemblea pubblica per illustrare gli sviluppi dell’iniziativa contro la discarica di materiali e terre di scavo (del fiume Mugnone) in via Piemonte.

Leggi l’articolo sul Altracittà (clicca qui).

Questo il comunicato stampa diffuso al termine dell’Assemblea.

Dall’inizio dell’anno, davanti ai grandi caseggiati di Via Piemonte, sono state trasportati e ammassati più di 40 mila mc. di terre di scavo provenienti dal Mugnone. Fanghi, blocchi di cemento, asfalti, materiali da demolizioni, rifiuti ferrosi e plastici, pneumatici, legnami, e quant’altro. Un movimento continuo di camion e imprese, che hanno trasformato 13 mila mq. in una discarica di rifiuti alta quasi quattro metri. Un colossale monumento al degrado e all’abusivismo. Il cartello dei lavori riportava “Adeguamento idrico del Mugnone”, ma l’unico collegamento con il Mugnone è che l’area di Via Piemonte è servita per scaricare terre di risulta che dovevano finire in discariche controllate, lontane da Firenze, con pesanti oneri di gestione. Un disastro annunciato, giorno dopo giorno, in mezzo agli odori nauseanti, i rumori, le vibrazioni insostenibili dei trattori e dei rulli che compattavano la “roba”. Durante l’estate si sono messi perfino a macinare all’aperto le vecchie traversine di cemento, senza alcuna garanzia sull’assenza di amianto, con le polveri trasportate fin dentro le abitazioni. Ma dove sono finiti i cumuli delle traversine triturate? A luglio gli abitanti hanno denunciato tutto questo al Comune, nel tentativo di scongiurare processi irreversibili contro l’ambiente e le falde acquifere. Ma i rifiuti e il degrado hanno continuato a prendere la stessa strada. Ora i cittadini, riuniti in assemblea, hanno accertato che le analisi dei materiali scaricati dimostrano una concentrazione di inquinanti proibita, superiore cioè ai limiti (colonna A) tassativamente prescritti dalla legge, trattandosi interamente di terreni agricoli, in parte vincolati a verde dal piano regolatore. Come è possibile seppellire cinquemila metri quadri di verde pubblico senza che nessuno muova ciglio? E poco importa se, all’inizio di Via Piemonte, il cartello del Comune continua a vantare le magnifiche sorti del “parco fluviale dell’Arno”. Ma nessuno intende rinunciare a sacrosanti diritti. L’assemblea dei cittadini si è espressa in direzione di misure urgenti, che obbligano per legge alla bonifica dell’area. Sopra una discarica di rifiuti, sulla quale è in corso l’inchiesta della Procura, non è possibile costruire né progettare alcunchè. Il Comune ha responsabilità dirette e poteri per rimuovere i danni provocati da una gestione illecita dei rifiuti. Ma anche da inefficienze, mancanza di controlli, verifiche. Si tratta non solo di uscire dall’emergenza, ma di ripristinare in tempi rapidi la qualità ambientale di un’area di indiscutibile pregio naturale e paesaggistico, porta di accesso di Peretola alle Cascine. Questa è la strada che i cittadini intendono percorrere. Del futuro dell’Arno e la sua città.  Firenze, 27 novembre 2009

Per conoscenza ai cittadini viene allegata la tabella riepilogativa del materiale originato dai lavori di adeguamento e bonifica del torrente Mugnone interessanti il tratto da viale Redi fino allo sbocco in Arno, piazzale dell’Indiano.

Fonte dati: registro rintracciabilità terre e materiali di resulta acquisito dal Comitato, insieme ad altra documentazione riguardante il cantiere di via Piemonte nel mese di settembre 2009.

La richiesta di accesso agli atti era stata inoltrata , dai cittadini residenti in questa zona, al Comune di Firenze il 22 maggio 2009. Il Comitato, non avendo ottenuto risposta nei termini di legge documentazione amministrativa , ha presentato il 25 giugno 2009,attraverso l’Ufficio del Difensore Civico del Comune di Firenze, richiesta per il riesame del diniego di accesso alla documentazione amministrativa , frapposto dal Comune, che essendo stata accolta ha consentito di prendere visione ed estrarre copia,in base alla normativa vigente,degli atti amministrativi concernenti il cantiere aperto in via Piemonte. Oltre al Comune di Firenze il 25 settembre 2009 è stata inoltrata la richiesta di accesso agli atti all’Agenzia Regionale di protezione ambientale della Toscana (ARPAT),in quanto aveva effettuato, nei mesi di aprile e maggio 2009 ispezioni al cantiere e prelievo di alcuni campioni di materiale. ARPAT, il 21 ottobre 2009, ha reso disponibile e fornito copia della documentazione.

Queste alcune foto dell’Assemblea.

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Wallpaper: il regalo per il mese di dicembre 2009

28 11 2009

Ecco lo sfondo per il desktop per il mese di Dicembre 2009, omaggio a tutti i nostri lettori realizzato in collaborazione con lo Studio Fotografico “Simone Burchi” di Firenze .

Clicca qui per avviare il download.

Una volta salvato sul proprio PC, è sufficiente aprirlo; cliccando con il tasto destro del mouse sull’immagine, e scegliendo l’opzione “Imposta come sfondo del desktop“, il gioco è fatto.





Il mondo secondo Berlusconi

27 11 2009

Impazza sul web questo video. Non sono necessarie grandi spiegazioni. E’ il mondo, agli occhi di Silvio Berlusconi (Italia, Presidente del Consiglio dei Ministri), così come lo vede Le Monde. Eccolo qua …

Se non vedi il video, clicca su questo link.





Meno libri per tutti … tutti un pò più poveri

27 11 2009

Preoccupatevi gente, preoccupatevi …“.  Da Il Fatto Quotidiano del 26 novembre 2009

Questa volta i tagli previsti dall’ultima Finanziaria non passeranno inosservati perché mettono in crisi una misura che è un pilastro della scuola pubblica dal 1967 e che serve a garantire il diritto allo studio a tutti i ragazzi. La notizia sembra imbarazzare anche il governo: sono stati soppressi i fondi che servivano a fornire libri di testo gratis agli alunni meno abbienti nella scuola dell’obbligo. Si tratta di 103 milioni di euro che, fino a oggi, venivano indirizzati agli enti locali per pagare i buoni libro.

“Il governo – commenta il capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera, Manuela Ghizzoni – ha cancellato con la Finanziaria lo stanziamento di soldi che, come dimostra anche il servizio studi di Montecitorio, sono destinati alla fornitura gratuita dei libri di testo a chi non può permetterseli”. Replica il ministero dell’Istruzione: “I finanziamenti per il 2010 sono già previsti. Saranno infatti assicurati dalle risorse che il governo sta predisponendo e che saranno anche in parte recuperate tramite il rientro dei capitali. É la nostra priorità”.

Se ne deduce che la possibilità, per gli studenti in difficoltà economiche, di accedere ai testi scolastici è appesa allo scudo fiscale: “Prima o poi – ragiona la Ghizzoni – si scoprirà che lo scudo non basterà per tutto. Ogni volta che tagliano, ci raccontano che possiamo stare tranquilli perché rientreranno i capitali dall’estero”. E soprattutto lo scudo è una misura una tantum che finanzierà l’accesso ai libri per un solo anno, mentre i 103 milioni ne avrebbero coperti tre. Proprio questo lascia perplessa la Ghizzoni, cioè che l’impegno del governo si limiti, come conferma il portavoce del ministro Mariastella Gelmini, a garantire la gratuità dei testi solamente per il 2010: “E’ una beffa. A parte il fatto che non ci sono certezze, ma solo parole, se anche il ministero dell’Istruzione fosse sincero, sta promettendo solo una norma tampone. Quest’anno doveva essere rinnovato il prossimo triennio, come ha fatto tre anni fa il governo Prodi e come sempre avviene. Nel 2011 invece saremo scoperti. Anche il ministro Bondi, ieri in aula, ha ammesso che questo allarme è reale”. E al ministero dell’Istruzione ammettono che ancora non sanno dove troveranno i fondi il prossimo anno.

La preoccupazione emerge anche negli ambienti sindacali: “Questa nuova mossa del governo – dice il segretario generale della Cgil scuola, Mimmo Pantaleo – si inserisce in un’opera di demolizione della scuola pubblica”. E aggiunge: “Si va disperdendo il concetto di gratuità dell’istruzione e tutto ciò – sottolinea il sindacalista – finirà per gravare sulle famiglie, con conseguenze molto pesanti sui loro bilanci considerando la crisi economica che ancora attanaglia il paese”. Attacca anche la Cisl: “Il mancato stanziamento dei 103 milioni di euro, destinati alla fornitura dei libri di testo per gli alunni meno abbienti, penalizza ingiustamente – dice il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima – coloro che hanno minori possibilità economiche. É inconcepibile che un paese civile e che si vanta di essere la sesta potenza economica del mondo ostacoli in questo modo l’esercizio del diritto allo studio”. Né il ministero dell’Istruzione, né quello dell’Economia, sanno dire come verranno utilizzati i fondi sottratti alla scuola.






Assemblea Pubblica: sviluppi dell’iniziativa contro la discarica abusiva

26 11 2009

VENERDI 27 NOVEMBRE 2009

dalle ore 17,30 alle ore 19,30

presso la “Saletta” gentilmente concessa

dalla Parrocchia di San Biagio a Petriolo

via San Biagio a Petriolo n. 18 (angolo Via Pistoiese) Peretola, Firenze

ASSEMBLEA PUBBLICA ORGANIZZATA DAL COMITATO SPONTANEO (DI VIA PIEMONTE,VIA MOLISE, VIA SARDEGNA, VIA PUGLIA, VIA SICILIA) APERTA A TUTTI I CITTADINI INTERESSATI.

Ordine del Giorno: SVILUPPI DELL’ INIZIATIVA CONTRO LA DISCARICA DI MATERIALI E TERRE DEL MUGNONE IN VIA PIEMONTE





Nuova pista pedonale e ciclabile: inaugurazione

19 11 2009

Venerdì 20 novembre 2009, alle ore 12:00, con ritrovo all’incrocio tra via della Sala e via Lazio, verrà inaugurata la nuova pista pedonale e ciclabile lungo la Goricina (da via Molise a via della Sala).

La nuova pista è lunga 1,35 km (ovvero 1.350 mt) ed è collegata a quella che corre lungo il fiume Arno e che arriva fino ai Renai di Signa. E’ stata realizzata con materiali naturali, per non alterare lo stato dei luoghi, ed è corredata da circa 50 pali per l’illuminazione fotovoltaici (immagazzinano energia solare di giorno e la “restituiscono” di notte). Per la prima volta, nel Comune di Firenze, è stato realizzato un impianto che permette di perseguire risparmi energetici a tutto vantaggio dell’ambiente circostante.

Interverranno l’Assessore alla Mobilità del Comune di Firenze, Massimo Mattei, l’Assessore alla Mobilità del Comune di Firenze, Cristina Scaletti , ed il presidente del Quartiere 5, Federico Gianassi.





Piazze wifi a Firenze

13 11 2009

E’ stato recentemente presentato (11 novembre 2009), ed è già stato attivato, il primo lotto funzionale del progetto Firenze-Wifi, a cura del Comune e la Provincia di Firenze, realizzato nell’ambito del progetto nazionale denominato Wi-Move (che coinvolge anche Roma, Genova, Cagliari e Parma e che si propone di abbattere in tempi brevi il cosiddetto digital divide).

Firenze-Wifi: è già stato attivato in 10 piazze e in 2 parchi di Firenze. E per il 2010 è già prevista l’estensione del servizio anche alle fermate della linea 1 della Tramvia.

Che cos’è?

Il servizio Firenze-Wifi permette la connessione ad Internet in modalità senza fili. Basta un dispositivo wireless (pc portatile, smartphone ecc. …).  In questa fase, tutti gli utenti hanno a disposizione ogni giorno 1 ora di tempo di navigazione o 300Mbytes di traffico. I siti istituzionali del Comune di Firenze e della Provincia sono navigabili senza limiti.

Dove si trova, da dove è accessibile?

Ad oggi il servizio è attivo in questi luoghi:

1. Piazza della Signoria
2. Piazza Santa Croce
3. Piazza Santo Spirito
4. Piazza Santissima Annunziata
5. Parterre di Piazza della Libertà
6. Via Canova, presso uffici dell’Anagrafe
7. Piazza Ghiberti
8. Piazza Alberti
9. Piazzale Michelangelo
10. Piazza Bambini di Beslan
11. Parco delle Cascine
12. Parco di San Donato

Come si usa?

Quando si è in una delle zone coperte, il proprio dispositivo portatile (Netbook, Notebook o palmare smartphone) abilitato alla connessione wireless rileverà una rete senza fili nominata FirenzeWifi. In alcune zone, viste le dimensioni della piazza o del parco in questione, le reti rilevate potrebbero essere più d’una; in questo caso il dispositivo presenterà la scelta tra FirenzeWifi1, FirenzeWifi2, FirenzeWifi3 o FirenzeWifi4. Si consiglia di scegliere la rete che il proprio dispositivo propone come quella con il segnale migliore. Non c’è alcun parametro da inserire, basta scegliere la rete e connettersi. Una volta connessi, aprendo un qualsiasi browser (MS Explorer, Firefox, Safari, etc) e digitando un qualsiasi indirizzo web, apparirà automaticamente la pagina di autenticazione dove inserire il nome utente la propria password. La prima volta occorre registrarsi. Scopri come fare.

Quanto si può navigare?

In questa fase promozionale, ogni utente registrato ha a disposizione una connessione gratuita quotidiana pari ad 1 ora di connessione effettiva (anche in connessioni diverse) o 300Mbytes di traffico. In qualsiasi momento si può verificare quanto tempo rimane o quanto traffico è stato generato.  Questi quantitativi sono quotidiani, questo vuol dire che alla mezzanotte di ogni giorno quanto consumato viene “ricaricato” automaticamente e si hanno di nuovo a disposizione 1 ora e 300 Mbytes di traffico.

Per approfondire, anche tecnicamente, il nuovo servizio Firenze-Wifi consulta le ISTRUZIONI OPERATIVE predisposte dal Comune di Firenze.

Invia via Twitter





Riscaldamento centralizzato: come staccarsi?

12 11 2009

E’ tema dibattuto e fonte di controversie in condominio, il possibile distacco dal riscaldamento centralizzato avanzato da uno o più condomini.

Grazie alle interpretazioni fornite dalla Corte di Cassazione negli ultimi anni, si sono chiariti i termini e le possibilità al distacco, tenendo presente la normativa in materia di risparmio energetico.

Cosicché, quando previsto dal regolamento condominiale, il proprietario che intendesse fare richiesta all’assemblea di distacco del suo allacciamento da quello di riscaldamento centralizzato, dovrà – a mezzo di perizia redatta da termotecnico specializzato – dimostrare che dalla sua rinuncia al riscaldamento comune non deriverà alcuno squilibrio termico, che resteranno invariate le funzionalità dell’impianto e che i condomini rimasti allacciati non subiranno maggiori costi. Che, insomma, sia garantita la continuità dello standard di efficienza senza aggravi.

Quando il condomino avrà pronta la documentazione redatta dal tecnico, avrà cura di inviarla all’amministratore affinché la questione, posta all’ordine del giorno di apposita assemblea, possa essere valutata dalla collegialità per la delibera relativa.

Deliberato in senso positivo il distacco, il condomino non parteciperà più alle spese inerenti il consumo dell’energia del riscaldamento centralizzato ( gas, gasolio, utenza elettrica relativa) ma, sarà chiamato a contribuire alle sole spese che riguarderanno la conservazione dell’impianto, in quanto egli rimane comproprietario dello stesso.

[Fonte: Il Condominioweb]





Giardino: spese di mantenimento

11 11 2009

In condominio, il giardino è solitamente compreso tra i beni comuni. In alcuni casi rappresenta, invece, bene di individuale proprietà, in altri ancora, pur considerato di proprietà comune, è concesso in uso e godimento ai proprietario dei piani terra.

Quando il giardino è identificato come bene comune, quindi, ogni condomino avrà il diritto di usufruirne e anche di poterne fare usi particolari finché non impediscano agli altri pari godimento.

In generale, gli usi consentiti sono quelli che non contrastano con la destinazione del bene – nel caso del giardino dare aria e luce agli appartamenti che vi si affacciano – e in particolare sembra ad alcuni controverso se il giardino comune possa essere usato come luogo dove i bambini possano giocare. A nostro parere il gioco dei bambini in giardino non essendo in contrasto con la destinazione principale di cui si faceva cenno, è legittimo e sarà compito dell’assemblea indicare i modi della vigilanza, gli orari consentiti del gioco e che non arrechino disturbo alcuno.

Tra i fatti che non dovrebbero consentirsi, va certamente sottolineato quello dell’inserimento di alberi cosiddetti d’alto fusto che per via della loro crescita, seppur bellissimi da vedere, diminuirebbero luce e veduta degli affacci di alcune unità abitative.

Per quanto riguarda la partecipazione alle spese di mantenimento del giardino comune, ad essa concorrono tutti i proprietari. Infatti, le spese di giardinaggio e illuminazione, le spese di cura e sistemazione dei vialetti quando presenti nel giardino, quelle del consumo di acqua per innaffiamento e di manutenzione delle canalette di scolo, sono considerate necessarie per il mantenimento del bene, e considerato che offrono a tutti quel pregio che valorizza le abitazioni, alle spese dovranno partecipare anche i proprietari che non avessero un affaccio sul giardino (se non diversamente previsto dal regolamento). Le spese di cui parliamo si suddivideranno secondo la tabella generale e nel caso di inquilini, a quest’ultimi addebitati.

La spesa di manutenzione dei giardini di proprietà esclusiva, invece, ricade completamente sui condomini che li posseggono. Questi giardini non hanno una loro autonoma caratura millesimale poiché considerati pertinenza dell’abitazione ma, di essi si tiene conto nell’attribuzione dei coefficienti di riduzione durante il processo di calcolo dei millesimi generali da addebitare. Inutili, quindi, le polemiche spesso presenti in condominio, circa la volontà di alcuni di voler addebitare maggiori oneri ai proprietari dei giardini pensando di proporzionalmente aggiungere al loro valore millesimale, quello dei metri quadri di giardino posseduto.





Salva l’acqua: campagna nazionale contro la privatizzazione dell’acqua

10 11 2009
Il Senato, il 04 Novembre 2009, ha approvato l’Art.15 del DL 135/09. Tale provvedimento approderà alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati il 10 Novembre.

Se convertito in legge, il DL 135/09, sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto. E’ un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.

Pertanto, alla luce di quanto sopra, della conclusione dell’esame presso il Senato e in previsione della discussione di tale provvedimento alla Camera dei Deputati (inizio previsto per il 16 Novembre) è necessario attuare un mail bombing sui componenti della Commissione, al fine di mettere un po’ di pressione richiedendo di sostenere le nostre proposte nel dibattito. Affinchè il mail bombing sortisca effetto, è importante che l’invio delle mail sia realizzato contemporaneamente dal maggior numero di persone possibili, concentradosi sulla giornata di martedì 10 Novembre 2009.

Elenco degli indirizzi e-mail: vedi qui.

Testo (suggerito) delle e-mail: leggi qui.

FIRMA L’APPELLO ON-LINE

CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L’ACQUA” – IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA!

FIRMA L’APPELLO ON-LINE

[Fonte: Forum italiano dei Movimenti per l'acqua]

Un video interessante.





Cosa fare quando i rumori provocati da alcuni condòmini disturbano la quiete degli altri?

9 11 2009

Talvolta un vicino compie azioni rumorose, ripetutamente, anche in orari notturni o per lungo tempo.

Non vengono rispettati gli orari tipici del riposo.

Talvolta si hanno problemi di musica ad alto volume, o di altri rumori di vario tipo dovuti ai fatti più diversi (spostamento di brande e letti, lavoro notturno nelle abitazioni, calpestio con suole in legno o tacchi in metallo, realizzazione di feste domestiche, ecc).

Cosa si può fare quando i rumori provocati da alcuni condòmini disturbano la quiete di altri abitanti? Come si può stabilire se il volume della musica o della televisione, o delle voci è troppo alto? Ci sono limiti alle feste domestiche?

I regolamenti di condominio prevedono in genere orari da rispettare negli appartamenti per tenere sotto controllo le rumorosità di qualunque genere. Non vi sono particolari limitazioni alle feste domestiche, fatto però salvo il rispetto della quiete altrui, e lo svolgimento di attività che non siano vietate da leggi nazionali e altre normative locali. I condòmini disturbati possono chiamare direttamente le forze dell’ordine, per fare cessare immediatamente la confusione. In caso di disturbo continuato nel tempo, oltre a richiami scritti dell’Amministratore di condominio, è possibile citare in giudizio i trasgressori. E’ possibile contattare ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) per la misura dei decibel raggiunti dai rumori; il suo intervento può essere richiesto sia dal singolo cittadino che da un giudice. ARPA provvederà a effettuare i rilievi ed i controlli di merito; se risultano superati i limiti previsti dalla legge, verrà imposto di adeguarsi ai valori limite di rumore previsti dalla legge. Sempre i tecnici ARPA verificheranno in seguito se è avvenuto il risanamento e, nel caso in cui accertino la continuazione dell’attività rumorosa, è prevista una sanzione amministrativa fino a 10.329 € (art.10 L.Q. 447/95). Può essere inoltrata informativa di reato all’Autorità Giudiziaria competente (giudice unico – art. 650 del Codice Penale) per inosservanza di un provvedimento dell’autorità. Il singolo cittadino può rivolgersi al Giudice di Pace (art.7 C.P.C.) per ottenere il rispetto dell’art.844 del Codice Civile che, regolando i rapporti di vicinato, vieta le immissioni, le esalazioni, i rumori e gli scuotimenti che superano la “normale tollerabilità”. Non è necessaria l’assistenza di un legale e per questa materia il Giudice di Pace è competente qualsiasi sia il valore della controversia; il Giudice potrà inibire immediatamente l’attività rumorosa, oppure imporre, se tecnicamente possibile, determinati accorgimenti tecnici che riducano il fastidio provocato. Il trasgressore potrà essere condannato al risarcimento dei danni nei confronti di coloro che hanno dovuto subire il fastidio provocato dal rumore. Nei confronti di chi provoca rumore può anche essere intentata una causa penale sulla base dell’art.659 del Codice Penale. Il disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone (ad esempio a causa di schiamazzi notturni provenienti dai frequentatori di un locale, o dall’abuso di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche). L’art.659 C.P. è disposto a tutela della quiete pubblica e privata e colui che viene riconosciuto colpevole di reato è sottoposto ad una serie di “spiacevoli” conseguenze. L’azione penale inizia con un atto di denuncia-querela presentato alla Polizia Giudiziaria (ad es. Carabinieri, Polizia) che lo trasmette immediatamente alla Pretura (competente in base all’art.7 c.p.p.) perché proceda agli accertamenti volti a verificare la sussistenza del reato.

(Fonte: Rete Civica del Comune di Reggio Emilia)

Aggiornamento: vedi anche qui (Fonte: Il CondominioWeb)





Terremoto sulla Comunità delle Piagge

7 11 2009

Scandalo e indignazione” per l’allontanamento di Alessandro Santoro, prete alle Piagge, deciso lunedi’ scorso dal vescovo Giuseppe Betori.

In 1.500 per l’ultima messa di don Santoro.

Le Piagge in Champions League! Esposto in curva uno striscione a sostegno di Alessandro.

Uno striscione lungo 10 metri con su scritto “Don Santoro deve restare alle Piagge” è stato esposto nei minuti iniziali della partita di Champions League Fiorentina-Debreceni allo stadio Artemio Franchi di Firenze.

Come sostenere la Comunità delle Piagge in sette mosse e far tornare Alessandro





Uso improprio del cortile: il condominio non è responsabile

6 11 2009

Il condominio non è responsabile per l’uso improprio del cortile, trasformato in “parco giochi”. Lo stabilisce la Corte di Cassazione.

Il gioco del calcio, vietato nel cortile condominiale, costituisce una utilizzazione impropria dell’area condominiale che fa venire meno il rapporto di causalità con l’evento dannoso. Pertanto l’imprudenza dell’utilizzatore-danneggiato integra «il caso fortuito» richiesto dalla legge per esonerare il condominio dalla responsabilità da cose in custodia, con l’esclusione, altresì, dell’obbligo del condominio custode di segnalare la pericolosità connessa all’uso del manufatto.

(Cassazione, Sezione III, 8 ottobre 2008, n.24904)

[Fonte: IlCondominioweb]






Wallpaper: il regalo per il mese di novembre 2009

28 10 2009

Ecco lo sfondo per il desktop per il mese di Novembre 2009, omaggio a tutti i nostri lettori realizzato in collaborazione con lo Studio Fotografico “Simone Burchi” di Firenze .

Clicca qui per avviare il download.

Una volta salvato sul proprio PC, è sufficiente aprirlo; cliccando con il tasto destro del mouse sull’immagine, e scegliendo l’opzione “Imposta come sfondo del desktop“, il gioco è fatto.





Letture di mutuo soccorso: presentazione del libro “La risorsa infinita”

24 10 2009

Venerdì 30 ottobre 2009, alle ore 21:00, presso l’SMS di Peretola (Firenze, via Pratese n.48) verrà presentato il libro “La risorsa infinita (per una società democratica della conoscenza)” di Pietro Greco e Vittorio Silvestrini. Sarà presente l’autore, Pietro Greco, ed il Prof. Marcello Buiatti.

E’ il primo di una serie di incontri denominati  “Letture di mutuo soccorso” che si svolgeranno alla SMS di Peretola. L’obiettivo è quello di rispondere alle esigenze di informazione e di arricchimento culturale dei cittadini della zona e, contestualmente, di lanciare il progetto  di una libreria/biblioteca inter-etnica, in una zona periferica, problematica e  priva di  librerie e biblioteche.

Siamo tutti invitati.