Il mistero del fumo irritante/{group}

31 10 2007

Nella prima pagina del Blog, da oggi, c’è una nuova pagina dedicata esclusivamente a questo “mistero”, ovvero a questa grottesca vicenda (se non fosse così seria e grave potrebbe davvero essere una grottesca storia kafkiana). Si trova sullo stesso livello della “Home”, subito sotto l’immagine (header) del nostro condominio.

Inoltre, nella barra laterale, c’è anche un nuovo box (“Il mistero del fumo irritante: leggi!”) con una immagine “parlante” che, se cliccata, rimanda alla medesima nuova pagina.

Invito chi fosse interessato a vedere i filmati realizzati amatorialmente (nel periodo Agosto-Ottobre 2007) per rendersi conto, con i propri occhi, di cosa davvero parliamo: ne pubblicheremo, con un apposito post, uno per giorno. La visione non è consigliata ai deboli di cuore …

Più persone conoscono questi FATTI, che non sono storie inventate frutto della nostra mania di protagonismo ma che, al contrario, sono la tristissima realtà che centinaia (se non migliaia) di persone vivono quotidianamente, maggiore sarà la possibilità di successo nella “battaglia” che abbiamo intrapreso.

Diffondete questo post a tutti coloro che ritenete possano esserne interessati.





Il mistero del fumo irritante/10

24 10 2007

Alla faccia di chi ci crede dei visionari …

Domenica 21 ottobre 2007, sul quotidiano La Nazione a pagina 6 della Cronaca di Firenze, è apparso quest’articolo (vedi sotto o clicca qui).

L’Esposto l’abbiamo presentato (173 firme!), ora aspettiamo che la Procura faccia il proprio dovere: vigileremo … vigileremo attentamente!

Questo il testo integrale dell’articolo, per chi non volesse (o fosse impossibilitato a) scaricarlo.

NON E’ ANCORA risolto il mistero del fumo irritante a Peretola, un giallo che si trascina da questa estate. Nonostante l’intervento dell’Arpat, gli odori nauseabondi proseguono e la loro origine resta sconosciuta. Gli abitanti della zona di via del Pesciolino, preoccupati per la loro salute, dopo petizioni e lettere a enti ed autorità cittadine, hanno presentato sabato scorso un esposto, il terzo, alla Procura della Repubblica, convinti che la causa degli efflati sia da ricercare
nell’impianto di conglomerati bituminosi che si trova al Poderaccio, in via dell’Argingrosso, sull’altra sponda dell’Arno.
«Un impianto che – sostengono i residenti – dalla visura camerale risulta essere in realtà un cantiere, aperto nel lontano 1995, e non uno stabilimento». E che può esporre chi ne è a contatto a fattori di rischio per la salute, come emerge da uno studio del 2004 realizzato dall’Inail proprio su questo tipo di impianti. Nell’esposto, sottoscritto da quasi 200 abitanti della zona, si chiede, tra le altre cose, «la sospensione cautelativa immediata di tutte le attività lavorative pericolose dell’impianto », «la verifica, da parte di un ente pubblico abilitato, delle emissioni inquinanti», «l’effettuazione di una Valutazione d’impatto ambientale (Via), che descriva e valuti gli effetti diretti ed indiretti dell’attività svolta dall’impianto» e «un controllo delle condizioni di salute dei cittadini che hanno respirato, e continuano a respirare, queste potenziali e pericolose emissioni inquinanti».
Secondo i residenti, infatti, i due sopralluoghi effettuati sull’impianto, non bastano, perché sono avvenuti in orario
diurno. «È invece durante la notte – spiega LF, residente in uno dei condomini di via del Pesciolino – che l’impianto lavora ad alte temperature i residui di asfalto delle strade, che fonde insieme a nuovo materiale bituminoso»
I residenti di via del Pesciolino, che si sono organizzati pubblicando un blog (
http://pesciolino.wordpress.com), fanno presente che negli ultimi tre anni si sono insediate nella zona oltre 200 famiglie e che quest’anno è stato inaugurato nella loro strada un asilo nido, che accoglie bambini dai 2 ai 5 anni di età. «Anche questi piccoli bambini, assieme ai nostri – spiega ancora LF- respirano giorno dopo giorno quest’aria malsana, che provoca una costante irritazione alle vie respiratorie e chissà in futuro cos’altro».





Ignobile aggressione …

24 10 2007

Piena solidarietà alla malcapitata signora … Ongi ulteriore commento è, visti i fatti, superfluo.

Aggressione vicino a via Pistoiese. Altre tre rapine in città: in quella alle poste una dipendente è svenuta

Circondata da dieci baby rapinatori

Spinta a terra, minacciata: le prendono 5 euro e la bici

La baby gang entra in azione al primo calar del buio. In via del Pesciolino, vicino all´Arno, c´è una giovane donna sola. Ha 36 anni, è in bici. Obiettivo facile. I ragazzini la accerchiano. Le chiedono i soldi. Lei rifiuta, cerca di svicolare. E quella che è un´azione di accattonaggio insolente si trasforma subito in violenza.
I ragazzini minacciano di morte la giovane, la spintonano, la fanno cadere a terra. Dolorante e impaurita, la donna consegna ai ragazzini tutto quello che ha in borsa: cinque euro. Loro non si accontentano. Le prendono anche la bici, che abbandoneranno poco distante. La donna, terrorizzata, chiama il 113 e la polizia fa affluire in zona più di una volante. Raccogliendo il racconto della rapinata, che ha dolori alle braccia ma rifiuta di andare all´ospedale, i poliziotti scoprono dalla deposizione di altri testimoni che la baby gang ha compiuto almeno un altro colpo. Qualcuno ha assistito ad una scena analoga compiuta ai danni di un uomo. Lui, però, ha assecondato subito le richieste di denaro dei ragazzini che lo avevano accerchiato, ha pagato e ha tirato dritto per la sua strada senza chiamare le forze dell´ordine. Vana la caccia ai baby rapinatori, svaniti dopo i colpi.
Più tradizionali le altre rapine della giornata. Nella tarda mattinata il primo colpo. Due banditi con il volto coperto da maschere e accento meridionale sono entrati nell´ufficio postale di via Scipione Ammirato. Quello armato di pistola ha minacciato da vicino gli impiegati e clienti, soprattutto una dipendente, che ha avuto un malore ed è svenuta. L´altro ha saltato il bancone e ha rastrellato denaro per circa 2mila euro. Poi sono fuggiti a piedi in direzione piazza Alberti, invano braccati dalle volanti della polizia avvertite in tempo reale del compimento della rapina.
Bis nel pomeriggio poco prima delle 16.30 allo sportello Cariparma di via di Novoli. Anche in questo caso i rapinatori erano due, volto coperto anche loro, ma trincetto alla mano. Sono fuggiti in moto dopo aver rapinato contanti per un valore ancora da quantificare. La terza rapina è stata invece compiuta ai danni di una farmacia in via dell´Agnolo. Un rapinatore solitario, che appariva armato di una piccola pistola, ha minacciato senza profferire parola la titolare della farmacia e una sua dipendente. Si è servito da solo. E´ andato dietro il bancone e si è rifornito dalla cassa del denaro a disposizione, qualche centinaio di euro. E´ fuggito su una moto, andandosene come era arrivato senza pronunciare parole.

[fonte: l'Espresso]





Stasera in TV, ospiti di politicaduepuntozero

19 10 2007

Stasera saremo ospiti di N3TV, emittente generalista interamente online (ideata e sviluppata da Tommaso Tessarolo). Si parlerà di Urban blog, una realtà che sta mettendo radici nel panorama anche italiano; i più famosi esempi, che molti conosceranno, sono 06blog e 02blog (del network Blogo.it) e Axwellweb.

L’inizio della trasmissione è fissata per le 22:30, questo è il link per vedere, e partecipare, alla trasmissione. Conduce Emiliano Germani.

Che dire ancora … un nodo al fazzoletto e via. Appuntamento a stasera.





Il mistero del fumo irritante/9

19 10 2007

… sottotitolo: Ci hanno preso in giro per una estate intera!

Cos’altro dire, cos’altro scoprire? Ci sarebbe molto da scrivere, ma è preferibile essere sintetici … e limitarsi a evidenziare le macro-criticità. C’è un ESPOSTO (anzi, ce ne sono almeno 2): ci sono almento 173 cittadini che l’hanno sottoscritto e centinaia di altri che, idealmente, hanno fatto lo stesso (quando ne sono venuti a conoscenza).

Ci aspettiamo delle risposte, da parte delle Autorità cittadine. Comune, Provincia, Arpat, etc. facciano la loro parte; come stiamo denunciando questa situazione saremmo ben lieti di pubblicare anche le repliche, sempre che arrivino.

Ci sono migliaia di cittadini che vivono, quotidianamente, nell’area di ricaduta di queste polveri e di questi fumi. Recentemente è stato inaugurato un asilo nido, sempre in via del Pesciolino, che si trova sulla direttrice, in linea d’aria, che ci unice, idealmente, con il cantiere-impianto di conglomerati bituminosi. Anche loro, anche questi piccoli bambini, assieme ai nostri, respirano giorno dopo giorno quest’aria malsana.

Sarà l’ora di mettere la parola fine a questa vicenda, già durata troppo a lungo? Quanto dovremmo attendere?

Per certo la determinazione dei promotori dell’Esposto è, e sarà, sempre costante e molto alta.

Ora, care Autorità cittadine, spetta a voi; a voi la parola … Vi aspettiamo.

>>>> 5.a Puntata, l’ultima.

Puntate precedenti: 1.a, 2.a, 3.a, 4.a





Il mistero del fumo irritante/8

18 10 2007

… sottotitolo: Ci hanno preso in giro per una estate intera!

Ma perchè quest’Impianto di conglomerati bituminosi, non da sempre ma da alcuni mesi, ci tempesta di questi “sgradevoli” fumi?

Già, perchè?

Intanto diamo un occhiata a questo famigerato Impianto di conglomerati bituminosi: è semplice, basta andare su Google Maps e zoommare un pò. Ecco il risultato, clicca qui per vederlo.

Facendo una semplice visura sulla Società (una S.p.A.) che gestisce l’Impianto, documento pubblico accessibile a chiunque, si scopre che la stessa ha la sua sede legale nel Comune di Campi Bisenzio ma svolge la sua attività prevalente (produzione di conglomerati bitumosi) in uno stabilimento nel Comune di Empoli, sito in zona industriale, in uno stabilimento nel Comune di Sesto Fiorentino e nel cantiere sito nel Comune di Firenze, in via dell’Argingrosso.

Ho sottolineato le parole stabilimento e cantiere per evidenziare che sono, o dovrebbero essere, diverse le destinazioni delle aree su cui sorgono questi impianti, almeno in base alle risultanze della Camera di Commercio di Firenze. E’ ovvio che in un CANTIERE non si possono gestire le stesse lavorazioni che si possono fare in uno stabilimento. O no? Il CANTIERE è provvisorio, uno stabilimento no. Ma questo CANTIERE in via dell’Argingrosso è stato aperto bel lontano 1995 … ben 11 anni fa!
Inoltre, particolare moooltooo interessante, lo stabilimento, o Impianto sito nel Comune di Empoli (nella zona industriale) da Giugno 2007 ha temporaneamente cessato le sue attività produttive perchè sottoposto a un piano di ristrutturazione e risanamento complessivo deliberato dal Consiglio Comunale. La relativa delibera è visualizzabile sul sito del Comune di Empoli.

Che, adesso, in via dell’Argingrosso si sia spostata anche la produzione di Empoli?

Ma l’area su cui sorge il CANTIERE (ripetiamo: CANTIERE non stabilimento) a cosa è destinata nel PRG del Comune di Firenze? E’ una zona industriale? Assolutamente no. Nelle immediate vicinanza c’è il campo-nomadi del Poderaccio e, poco più lontano, il borgo di Ugnano-Mantignano. Sull’opposta riva dell’Arno ci sono invece tutti gli insediamenti abitativi (si parla di migliaia di persone) delle traverse di via Pistoiese.

Ma com’è possibile che un’attività così potenzialmente pericolosa, collocata (a ragione) in zone industriali in altri Comuni della Provincia (vedi Empoli), debba essere collocata in una zona cittadina abitata da persone? Il PRG del Comune di Firenze ha destinato l’aera su cui oggi è presente il CANTIERE a tutt’altro …

Ma com’è possibile (????) … ci chiediamo. Magari le Autorità cittadine sapranno darci una risposta … anche se fin’ora quasi tutti hanno taciuto. Lo speriamo; se ci tolgono anche la speranza cosa ci resta?

Ma c’è dell’altro in merito al tipo di attività svolta nel CANTIERE … c’è molto ancora da scoprire.

>>>> 4.a Puntata, domani il seguito.

Puntate precedenti: 1.a, 2.a, 3.a





Il mistero del fumo irritante/7

17 10 2007

… sottotitolo: Ci hanno preso in giro per una estate intera!

Scopriamo qualcosa di più sugli impianti di conglomerati bituminosi, del tipo di quello che ci siamo ritrovati dietro casa.

Molto utile, a questo scopo, è uno studio dell’ “Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro” intitolato “IMPIANTI DI PRODUZIONE DEI CONGLOMERATI BITUMINOSI – valutazione e contenimento dei rischi lavorativi” (anno 2004, in formato PDF oppure HTML), che evidenzia alcuni dei fattori di rischio a cui sono soggetti i lavoratori della categoria.

In particolare, nella premessa, viene evidenziata, come pericolo ed elemento ad alta criticità, “[...] la presenza di una pluralità di fattori di rischio: esposizione ad agenti chimici pericolosi (polveri, vapori) o cancerogeni, a rumore, a vibrazioni [...]” nonchè “[...] l’elevato impatto ambientale che questo comparto ha sul territorio [...]“.

Continuando a leggere lo studio di INAIL citato sopra, si scopre che in relazione alle attività lavorative a cui sono soggetti i lavoratori che si trovano a contatto con tali conglomerati bituminosi nella catena di montaggio dell’Impianto “[...] i pericoli maggiori … sono connessi all’esposizione a vapori generati dal bitume e dagli oli B.T.Z. e diatermici. … Gli estratti di bitume che hanno subito un processo di stripping al vapore, i bitumi raffinati all’aria e le miscele dei due, sono classificati nel gruppo 2B, ossia possibili cancerogeni per l’uomo [...] Il NIOSH (National Institute of Occupational Safety and Health) raccomanda di considerare i fumi di asfalto come potenziali cancerogeni occupazionali. … La cancerogenicità dei bitumi è legata alla presenza nei fumi di idrocarburi policlici aromatici (IPA), alcuni dei quali sono classificati dalla IARC come possibili cancerogeni per l’uomo, gruppo 2A (benzo[a]antracene, benzo[a]pirene, dibenzo[a,h]antracene) o probabili cancerogeni, gruppo 2B (naftalene, indeno[1,2,3-cd]pirene, benzo[b]fluorantene, benzo[j]fluorantene, benzo[k]fluorantene). [...]“.

Inoltre, se quanto affermato fino a ora non fosse ancora sufficiente a generare “panico” e “terrore” in chi legge, da uno studio (epidemiologico, internazionale, che ha interessato 8 paesi) promosso da IARC, emerge che esiste una correlazione tra le lavorazioni sopra citate e “[...] un eccesso di tumori polmonari [...]“. Si afferma inoltre che “[...] Gli olii combustibili B.T.Z. e gli oli diatermici sono cancerogeni riconosciuti, contrassegnati dalla frase di rischio R 45 (“Può provocare il cancro”); particolare importanza assume l’olio diatermico utilizzato nello scambiatore di calore per mantenere a temperatura il bitume. Gli stessi agenti cancerogeni sopramenzionati si sviluppano anche dai processi di combustione e pirolisi degli oli combustibili e diatermici. A questi si aggiunge l’idrogeno solforato (H2S), irritante, non presente nelle materie prime tal quali, ma generato quale sottoprodotto, e la soda caustica (idrossido di sodio, NaOH), sostanza tossica utilizzata in quantità discrete. [...]“.

E’ vero che questi effetti riguardano i lavoratori, o per meglio dire, principalmente i lavoratori: ma nell’ambiente queste sostante ci vanno a finire comunque e l’ambiente, nel nostro caso, è l’aria che respiriamo quotidianamente! Ed i venti, che trasportano le sostanze ed i fumi, non riconoscono i palazzi, le strade, i quartieri. “Inondano” tutto l’ambiente circostante e, di conseguenza, tutti coloro che ci vivono.

Ed i bruciori di gola, le irritazioni delle prime vie respiratorie … sono il meno che possa capitarci!

Ma perchè quest’Impianto di conglomerati bituminosi, non da sempre ma da alcuni mesi, ci tempesta di questi “sgradevoli” fumi?

>>>> 3.a Puntata, domani il seguito.

Puntate precedenti: 1.a, 2.a





Il mistero del fumo irritante/6

16 10 2007

… sottotitolo: Ci hanno preso in giro per una estate intera!

Ma qual’è il contenuto dell’Esposto? Quali sono i motivi che hanno spinto 173 persone a prendere una decisione così seria come quella di informare la Procura della Repubblica di Firenze?

Il principale motivo è la tutela della salute, il bene più importante e prezioso di ogni essere umano.

Gli abitanti della zona, da diversi mesi, hanno notato che in concomitanza con il funzionamento di un impianto di conglomerati bituminosi (posto sull’opposta riva dell’Arno) nell’aria si formavano odori/fumi maleodoranti ed irritanti, che per caratteristiche odorigene sembrano equiparabili a quelli che si percepiscono sulle strade quando vengono asfaltate (in particolare i conglomerati bituminosi, caldi e fumanti, vengono scaricati e distesi sul manto stradale).

Più volte è stata segnalata questa situazione (di potenziale pericolo e di sicuro “disagio”) alle Autorità cittadine competenti: Arpat, ma anche Asl, Vigili Urbani, etc. Non si contano le telefonate, per non parlare delle e-mail e delle lettere inviate. Putroppo senza apprezzabili risultati … Anzi, no: l’Arpat avrebbe predisposto un “ [...] rilevamento olfattivo su scheda predisposta al fine di giungere ad una mappatura degli odori che possa anche orientare le ricerche dell’origine del fenomeno [...]“, inziativa di cui si è perso traccia. E meno male: qualche risorsa pubblica risparmiata, è sufficiente leggere questi post per capire davvero cosa è successo.

La situazione è andata sensibilmente peggiorando nel corso dell’estate, in conseguenza anche di una intensificazione della produzione di conglomerati bituminosi, sia diurna che notturna (dopo le 22:00/22:30), nell’impianto sopra indicato.

Per questo motivo abbiamo realizzato dei filmati, anch’essi consegnati assieme all’Esposto, che documentano inequivocabilmente quanto asserito nello stesso. Questi sono fatti, documenti, filmati … non semplici storie o illazioni. Così come “fatti” sono le irritazioni, specialmente alle prime vie respiratorie, lamentate dagli abitanti della zona.

Scopriamo qualcosa di più sugli impianti di conglomerati bituminosi come quello citato sopra …

>>>> 2.a Puntata, domani il seguito.

Puntate precedenti: 1.a





Il mistero del fumo irritante/5

15 10 2007

… sottotitolo: Ci hanno preso in giro per una estate intera!

Ricordate i vari post scritti sul tema “Il mistero del fumo irritante” durante l’estate? Se volete, potete rileggerli qui: [*] primo, secondo, terzo e quarto. Nel quarto post si riprendeva, integralmente, un Comunicato di Arpat, apparso sul loro sito, che aveva questo roboante titolo: “Maleodoranze a Peretola: concordato un piano di azione“. Questi i 5 impegni presi:

[...]

  1. procedere durante il mese di agosto ad intensificare, approfondire ed estendere il controllo documentale e in zona, comprendendo anche la parte ricadente nel Comune di Sesto Fiorentino, sugli insediamenti/servizi/impianti rilevanti ma anche su piccole attività in modo da verificarne la regolarità ambientale, accertare se vi siano attività illecite e se ve ne siano alcune che possono dar luogo ad emissioni di sostanze correlabili agli odori rilevati.
  2. mantenere un’adeguata vigilanza in zona negli orari in cui il fenomeno si è manifestato in maniera più intensa.
  3. contemporaneamente promuovere da parte di tutti gli Enti, con la collaborazione della popolazione, un rilevamento olfattivo su scheda predisposta al fine di giungere ad una mappatura degli odori che possa anche orientare le ricerche dell’origine del fenomeno.
  4. ricostruire un quadro aggiornato della collocazione delle scuole e altri ricettori sensibili, delle fognature, delle industrie insalubri e delle sorgenti emissive.
  5. far circolare tra tutti gli Enti le informazioni relative alle azioni in corso e relativi esiti.

Di quanto sopra sarà inviata nota ai cittadini esponenti. [...]

Sembrava tutto sotto controllo … Sembrava, ma invece non è stato così. Come cittadini non abbiamo avuto nessuna percezione nè ritorni in relazione al punto 1 e 2. Il punto 3 fa sorridere (“… un rilevamento olfattivo su scheda predisposta …”), anche se nessuno MAI è venuto a proporre una cosa del genere. Forse, i punti 4 e 5 sono stati espletati. Di sicuro nessuno ha mai informato noi “cittadini esponenti”.

Ma il paradosso, e il termine non rende giustizia ad un concetto che è ancora più sconcertante, è che NESSUNO HA MAI VERAMENTE ASCOLTATO I CITTADINI CHE ABITANO IN QUESTA ZONA. Già da Luglio, più volte, avevamo interessato ARPAT indicando l’IMPIANTO DI CONGLOMERATI BITUMINOSI CHE SI TROVA SULL’ALTRA SPONDA DELL’ARNO COME LA CAUSA DEGLI ODORI NAUSEABONDI.

Questo ha spinto alcuni cittadini a presentare almeno 2 diversi Esposti alla Procura della Repubblica di Firenze; l’ultimo in ordine cronologico è stato presentato da 173 cittadini il giorno Sabato 13 Ottobre 2007 presso la Stazione dei Carabinieri di Firenze-Peretola, nelle mani del Comandante della stessa. Chi vuol leggere quest’ultimo lo può fare cliccando qui.

Ma qual’è il contenuto dell’Esposto?

Quali sono i motivi che hanno spinto 173 persone a prendere una decisione così seria come quella di informare la Procura della Repubblica di Firenze?

[segue]

>>>> 1.a Puntata, domani il seguito.





L’importanza della verifica della regolare costituzione dell’assemblea condominiale …

9 10 2007

… è stata ribadita da una recente sentenza della Corte Suprema di Cassazione (Cass. civ., sez. II, 25 gennaio 2007, n. 1625).

In tema di condominio, è congruamente e correttamente motivata la sentenza di merito che, a causa dell’omessa verifica del quorum costitutivo, abbia annullato la delibera condominiale di un condominio formato da più di cento partecipanti, sull’osservazione che, avendo avuto la riunione inizio alle ore 14 e termine alle ore 14,15, era «contrario alla logica e al buon senso» che, in un lasso di tempo di soli quindici minuti in un condominio, si fosse proceduto alla verifica della regolare costituzione dell’assemblea e al controllo dei condomini presenti e di quelli eventualmente provvisti di delega, nonchè allo svolgimento delle altre operazioni.

(fonte: Condominioweb)





Le spese condominiali devono essere pagate dal Proprietario dell’immobile

8 10 2007

Solo i proprietari sono obbligati a pagare gli oneri, e le spese, condominiali. Lo stabilisce la Corte di Cassazione, sez. II civ., con la sentenza n. 17619 del 10 agosto 2007.

Sono tenuti a contribuire alle spese comuni, anche dopo l’entrata in vigore della legge sul c.d. equo canone, solo i proprietari delle varie porzioni di piano di un edificio, pur se locate, salvo il diritto ad essere rimborsati (in parte) dai conduttori. Tra questi ultimi e il condominio, pertanto, non esiste alcun rapporto che legittimi la proposizione di azioni dirette dell’uno nei confronti degli altri, neppure se questi hanno provveduto in passato a pagare personalmente e di propria spontanea volontà gli oneri condominiali direttamente al condominio.

(fonte: Condominioweb)





“Appello per la Giustizia e la Legalità in Calabria”

5 10 2007

Il tema è all’ordine del giorno, è uno degli argomenti più caldi … Tutti ne parlano (vedi qui, oppure qui o ancora qui), a proposito o a sproposito.

E’ giusto rispettare, comunque, l’opinione di tutti. Giust’appunto, per chi vuole, questo è il link per leggere la Petizione promossa dall’ associazione Calabrialibre, dal Movimento dei ragazzi di Locri “E adesso Ammazzateci tutti”, da Fare Verde Calabria, dall’associazione Studenti in Movimento, dall’associazione culturale “Rerum Novarum” e da altri.

Per chi vuole offrire il proprio “contributo”, ovvero la vuol firmare, il link è questo: firma l’appello.

Questo, per chi volesse approfondire, il link al blog degli organizzatori.





Occupare abusivamente una casa popolare non è reato

5 10 2007

Molto si è detto e molto si è scritto su quest’argomento (ad esempio, leggi qui oppure qui o ancora qui).

Questi gli estremi della Sentenza: 26 settembre 2007 n. 35580, II sezione penale – Corte di Cassazione.


Non commette reato chi, in situazione di grave indigenza, occupa abusivamente una casa popolare. Secondo la Corte, “ai fini della sussistenza dell’esimente dello stato di necessità previsto dall’art. 54 c.p., rientrano nel concetto di danno grave alla persona non solo la lesione della vita o dell’integrità fisica, ma anche quelle situazioni che attentano alla sfera dei diritti fondamentali della persona, secondo la previsione contenuta nell’art. 2 della Costituzione…, fra i quali deve essere ricompreso il diritto all’abitazione, in quanto l’esigenza di un alloggio rientra fra i bisogni primari della persona”. Nel caso di specie, in particolare, i giudici d’appello, conclude la Cassazione, hanno “totalmente omesso qualsiasi indagine” al fine di verificare sia le obiettive condizioni economiche dell’imputata, l’esigenza di tutela del figlio minore, la minaccia dell’integrità fisica degli stessi, sia gli ulteriori requisiti (necessità ed inevitabilità) per ritenere la sussistenza dell’esimente in parola. Per questo la Corte d’appello di Roma dovrà riesaminare il caso.

(fonte: Condominioweb)