Aereporto di Peretola: l’insostenibile leggerezza dell’essere …

7 01 2008

Ci vorrà scusare (spero) Milan Kundera se il primo post dell’anno prende a prestito il titolo di un suo famosissimo romanzo, ed altrettanto famoso film.

Ma, diversamente da quello che afferma il poeta, saggista e romanziere Ceco, le decisioni che i nostri Amministratori Pubblici prendono non sono prive di significato e di poca importanza, anzi … tutt’altro. Condizionano la nostra esistenza, la quotidianeità della nostra vita. E, spesso, anche la nostra Salute.

Ci sono alcune persone che, organizzate, stanno cercando di dialogare con le Istituzioni per trovare una soluzione all’ormai annoso problema dell’Aereporto Vespucci; si tratta del Gruppo Luda, del S.M.S di Peretola, del Circolo Legambiente Firenze, dell’Ass . Amici della Terra di Firenze, del Comitato spontaneo cittadini di Peretola – Piagge1 – Quaracchi.

Questi cittadini, recentemente, hanno consegnato un documento ad alcuni rappresentanti dell’Amministrazione Comunale Fiorentina che, integralmente, riportiamo nel proseguo del post.

Conoscere, sapere, apprendere: è fondamentale. Solo la diffusione e la condivisione delle informazioni garantisce e tutela la nostra vivibilità e, in parte, ci permette di riappropriarci di fatti che ci interessano in prima persona.

E’ un documento molto interessante, che merita una attenta lettura. Eccolo qua:

Firenze 29.11.07
UN AEROPORTO INSOSTENIBILE
L’aeroporto Vespucci di Firenze è uno scalo particolare: con la pista costretta tra un’autostrada, una strada di grande scorrimento, un monte, due bracci ferroviari; decolli che insistono su un denso tessuto residenziale; atterraggi che devono sfiorare di poche diecine di metri gli edifici.
Una collocazione strutturale che doveva bastare ad evitare la conversione in scalo internazionale il piccolo “campo di volo” sportivo degli anni 70, in un’ assurda competizione con Pisa e, in prospettiva, con Bologna e con i pretesi sviluppi di altri scali toscani come Siena e Grosseto.
La forzatura di un tale sviluppo è dimostrata dal modo intermittente e dagli innaturali e inefficienti artifici urbanistici e stradali con cui si sono attuati gli ampliamenti che si realizzavano in parallelo al lancio e poi all’abbandono d’ipotesi alternative ( spostamento dello scalo, creazione di un nuovo aeroporto internazionale in località più idonea, qualificazione del Galilei di Pisa come aeroporto di Firenze).
Ha funzionato, insieme allo scontato richiamo di un aeroporto distante 6 chilometri dalla cupola del Brunelleschi, la soggezione dei pianificatori pubblici ai luoghi comuni e alle pressioni interessate di chi riduce il valore di una città alla sola dimensione commerciale.
Oggi nella stessa Piana che ospita l’aeroporto, la discarica di Case Passerini, la devastante presenza dell’impianto di manutenzione ferroviaria – che solo di recente si pensa di qualificare inserendovi strutture d’alta tecnologia- si continuano a realizzare e progettare da parte dei Comuni, grandi espansioni edilizie, residenziali e terziarie, e si pensa di collocarvi un grande inceneritore di rifiuti.
Nel primo caso si asseconda di fatto la rendita immobiliare secondo la logica di lucrare alti oneri d’urbanizzazione, come fonte generica di finanziamento dei bilanci; nel secondo caso come rassegnata sconfitta nella lotta per una sostanziale riduzione dei rifiuti e uno spinto riciclaggio.
Ciò vanifica le solenni dichiarazioni di principio presenti nelle leggi regionali (Legge 1/2005; PIT) e locali (Piani Strutturali ), senza che venga in qualche modo controllato l’effetto complessivo di saturazione del territorio, i problemi di compatibilità reciproca tra le diverse funzioni, i rischi per la salute ambientale ed umana che ne derivano, in una zona sempre più congestionata e anche storicamente soggetta ad un alto rischio idraulico.
Osservando i fenomeni in corso, tra cui le più o meno dichiarate intenzioni di spingere ulteriormente l’ampliamento dell’attività del Vespucci, viene da chiedersi chi e come si intenda politicamente e amministrativamente realizzare la “compatibilità”, l’equilibrio e il recupero della centralità urbana delle periferie nella nostra area, obiettivi solennemente dichiarati da anni in ogni documento politico di tutte le amministrazioni regionale, comunali e circoscrizionali.
Con questo documento vogliamo, riaprire, con l’ottica della partecipazione e dell’impegno civico, il “caso” dell’aeroporto di Firenze, per difendere la nostra serenità e salute, ma anche per contribuire ad un ripensamento sulle politiche di sviluppo del nord-ovest di Firenze, la cui progressiva saturazione edilizia e infrastrutturale minaccia l’equilibrio urbanistico e ambientale dell’intera area metropolitana.
LA SITUAZIONE
Rischio
Il sorvolo dei centri abitati di Peretola, Quaracchi, Brozzi, Le Piagge comporta, in tempi indefiniti, la certezza statistica d’incidente.
La probabilità di tale evento, oltre che dalla forzata collocazione dello scalo nella Piana risente del progressivo aumento del numero dei voli giornalieri: per quanto riguarda i voli di linea, dai pochi voli del 1980, agli attuali 140/180 movimenti giornalieri . A questi si devono aggiungere i voli di trasporto merci e i voli privati.
L’entità del sinistro, è aggravato dall’uso d’aerei di sempre maggiore portata, fino agli attuali BAE 146, airbus A 319 e i beoing 737 con una capacità fino a 126 passeggeri, che coprono oggi oltre il 70% dei voli giornalieri. Essi operano con una pista che ha margini minimi di sicurezza, costretta com’è tra l’autostrada e Monte Morello e sorvolano, per la fase terminale di atterraggio ed iniziale di decollo, una fascia densamente abitata. Difficile immaginare, in caso di emergenza, quali possibilità vi siano per una diversione che non coinvolga l’autostrada, la ferrovia, o l’abitato, alcuni insediamenti chimici ad alto rischio, con conseguenze che è facile immaginare
Il rischio percepito
Chi abita o lavora sotto o in prossimità delle rotte di sorvolo “vive” l’alto fattore di rischio constatandone il progressivo incremento, di frequenza( numero crescete di voli)e di intensità ( aerei di taglia maggiore)
Questa situazione senza tregua in ogni giorno dell’anno, crea per una parte consistente della popolazione, una stato permanente di preoccupazione e disagio che può raggiungere la ansia.
Elemento di tensione particolare riguarda la presenza di bambini i cui ritmi vengono disturbati e che occorre rassicurare, con falsa coscienza, quando intercettano alla televisione o sui giornali, notizie sui disastri aerei.
Rumore medio e rumore puntuale
L’elemento di disturbo più immediatamente percepito è quello del rumore.
Firenze è una delle prime città che si è dotata di una zonizzazione acustica, che, per l’aeroporto, pone limiti più restrittivi delle norme nazionali, grazie ad un accordo ottenuto dal Comune di Firenze. Il limite (60 decibel) per la zona abitata, misurato come media giornaliera viene normalmente superato come denunciano i controlli semestrali eseguiti dall’ente preposto, l’ARPAT provinciale.
Le abitazioni posta sotto la direttrice di atterraggio, da Ugnano a Badia a Settimo e, sempre più intensamente, alle Piagge e quindi a Quaracchi e Peretola è sottoposta per decine di volte, dalle 6,30 alle 23 ( quindi mediamente a 10 movimenti ogni ora) al transito di aerei in atterraggio a bassa quota. Le aggressioni acustiche nel caso di Quaracchi possono raggiungere, all’interno delle case, un’intensità che può arrivare ai 97 decibel di picco.
Vengono interrotti il sonno, i dialoghi familiari, le conversazioni, per trecentosessantacinque giorni all’anno. E vengono interrotte le stesse attività didattiche in almeno due scuole della zona.
Ogni singolo decollo e atterraggio, oltre a contribuire al “valore medio giornaliero” incide sul benessere e sulla salute di chi ne subisce il rumore.
Ridurre questi danni richiede ancora una volta, che siano adottati aerei di scala inferiore e che si riducano i passaggi, oltre, forse, all’individuazione di rotte di decollo e atterraggio che riducano l’impatto sulle zone abitate.
Gas tossici
Dal Piano Energetico Comunale, approvato dal Consiglio Comunale, risulta che solo i movimenti a terra degli aerei comportano un consumo di combustibile equivalente alla quantità consumata da tutti i motorini che girano per Firenze.
Questo significa un’impressionante emissione di gas tossici. Nelle giornate in cui si manifesta una brezza da Nord - a cui veniva affidata una certa funzione di ripulitura dell’aria- gli scarichi della combustione di combustibile degli aerei in movimento sulla pista o in manutenzione, aggrediscono, insieme al rumore, l’abitato di Peretola, rendendo l’aria irrespirabile.
Vanno aggiunte le emissioni emesse nei sorvoli, che ricadono su un territorio che, da un altro documento ufficiale – la Valutazione di Impatto Sanitario per l’inceneritore affidata dalla Provincia di Firenze all’Azienda Sanitaria Regionale - risulta essere già affetto da casi di malattie collegabili all’inquinamento, superiori a quelli del resto del territorio fiorentino.
In tale documento si dichiara quindi che il territorio considerato (che in gran parte coincide con quello d’influenza dell’aeroporto), richiede già adesso di intervenire con consistenti piani di risanamento ambientale.
Esso dichiara inoltre di non potere prevedere l’effetto sul territorio dell’inceneritore, non disponendo dei dati relativi alla produzione di inquinanti dell’Aeroporto e alle prospettive di nuove edificazioni nella piana di Firenze-Sesto.
Insomma, qui si procede ad autorizzare singole espansioni edilizie e infrastrutturali ignorandone l’effetto complessivo e senza valutare le conseguenze di tali espansioni sulla salute di chi vi abita e lavora.
Traffico
Il peso dell’aeroporto non deriva solo dall’occupazione del suolo della piana e dagli aerei. Il flusso di passeggeri che usano l’aeroporto – già oggi di oltre 2 milioni all’anno- genera un traffico verso il centro di Firenze ed altre località regionali che si aggiunge a quello dell’autostrada, via Pistoiese, Via Pratese e a quello prodotto dalle strutture commerciali che assediano il nostro territorio, contribuendo ad una congestione che, come qualunque osservatore può constatare, ha superato il limite della civile sopportazione.
Una congestiona che aggrava ancor più il rumore e l’inquinamento atmosferico
Valore del territorio e degli immobili
La zona Peretola, Quaracchi, Brozzi, Le Piagge per decenni ha vissuto nella marginalità. Essa è stata oggetto di trasformazioni convulse e disordinate basate sul fatto che qui vi erano aree disponibili che – ignorandone la delicatezza e pericolosità idrogeologica – potevano impunemente prestarsi sia a discarica abusiva di rifiuti ingombranti e liquami, sia a escavazioni non controllate di inerti, sia a dislocarvi attività produttive espulse da aree cittadine più pregiate.
La stessa edificazione progressiva de “Le Piagge” degli anni 80, si è svolta senza un piano organico: gli aspetti di qualità sociale che pure vi sono presenti, insieme a forti elementi di degrado, sono piuttosto legati alla presenza d’attori sociali dotati di tradizionale coesione e capacità di autoorganizzazione.
Nel complesso, il territorio considerato comprende molti abitanti divenuti proprietari, in quanto eredi di case “storiche” che hanno richiesto impegnativi riadattamenti, o in quanto associati in cooperativa: in entrambi i casi impegnandovi il frutto di una vita di lavoro.
Essi non sono disposti ad accettare, oltre al rischio e al disagio prodotto dallo scalo aeroportuale, il deprezzamento delle case così faticosamente conquistate. In altri casi si favoriscono occupazioni improprie, particolarmente laboratori-abitazione di cinesi.
In parallelo il nostro territorio è, per reiterate dichiarazioni politiche e iniziative amministrative, oggetto di programmi di riqualificazione anche costosi che in parte si sono effettivamente realizzati.
Ma gli effetti dell’aeroporto scoraggerebbero qualunque investitore innovatore e non speculativo ad investire in qualità, come sarebbe richiesto e necessario ad esempio per la realizzazione dei presupposti del cosiddetto “Progetto De Carlo”, cioè per passare da miglioramenti “puntuali”, a un processo di complessiva valorizzazione di questo territorio.
LA NOSTRA POSIZIONE
Come attori sociali del gruppo “LUDA” o membri di associazioni di tutela ambientale e di comitati di cittadini del territorio, siamo impegnati nella difesa e valorizzazione del nostro territorio, anche come area soggetta alle prospettive più rilevanti di sviluppo di Firenze e proiezione del capoluogo verso l’area metropolitana.
Qui si gioca parte importante della qualità e dell’immagine futura della città.
In particolare ci siamo proposti di contribuire alla realizzazione di un Programma d’Area dell’Amministrazione Comunale con l’obiettivo di valorizzare in modo unitario e dare centralità urbana all’ambito comprendente i Borghi di Peretola, Petriolo, Quaracchi, Brozzi e gli insediamenti de “Le Piagge” ( l’UTOE 3 secondo il piano strutturale).
Abbiamo interpellato tutte le componenti istituzionali e politiche sulla contraddizione, attualmente insanabile, dell’attività attuale dello scalo “Vespucci”, con la qualità del territorio.
Tanto meno risultano credibili, nell’attuale situazione, progetti di valorizzazione qualitativa della nostra area per convertirla da area marginale, in un “pezzo di città” pregevole. Ovviamente tale obiettivo – per cui esistono tuttavia presupposti positivi e si sono realizzati interventi anche importanti da parte delle recenti amministrazioni- dipende da molti altri fattori su cui si decide l’equilibrio territoriale dell’intera area del nord-ovest di Firenze. Ma il radicale ridimensionamento del peso ambientale dello scalo Vespucci ne è un presupposto irrinunciabile.
Andrebbe finalmente ammesso che tutto quello che via via è stato costruito o viene annunciato che si intende costruire, non ci può stare nella Piana.
Chiediamo quindi che si riapra la “questione aeroporto” di Firenze, questa volta però a partire dalla situazione in cui vivono i cittadini che ne subiscono il carico, e dagli effetti generali di degrado che subisce il territorio.
In altri termini chiediamo che gli amministratori regionali e dei comuni della piana, come pianificatori territoriale e tutori della salute riconsiderino in modo organico la presenza del Vespucci, per definirne un ruolo e un livello d’attività che sia realmente compatibile con lo stato e le prospettive del territorio in cui è insediato. Sono in questione, oltre al rumore, la salute dell’aria e la praticabilità delle strade e dei servizi.
Verso questa irrinunciabile acquisizione strategica e politica, su cui intendiamo continuare il confronto con tutti i livelli istituzionali e il rapporto con i cittadini, sono punti essenziali:
o che l’attività dello scalo venga ricondotta al livello ( numero e orario dei voli, taglia degli aerei, rotte di sorvolo) di rigoroso rispetto del limite di rumore ai 60 decibel concordati.
o che la società di gestione ADF e gli enti statali di controllo, ENAC/ENAV realizzino il sistema permanente di monitoraggio del rumore collegato alla rilevazione delle rotte radar, su cui si sono anche esplicitamente impegnati in nostra presenza nel luglio scorso ( riunione della Commissione Ambiente del 27 Luglio scorso ) e che il dispositivo di monitoraggio e la restituzione dei dati sia trasparente e disponibile anche nei nostri confronti
o che venga realizzato uno studio epidemiologico per ricostruire lo stato di salute del territorio su cui ricadono gli effetti ambientali dell’attività dell’aeroporto, compiuto da un ente scientifico indipendente e finanziato da ADF come espressione di responsabilità sociale d’impresa. Che i risultati di tale studio vengano utilizzati per sottoporre ad un “percorso di partecipazione”, ogni progetto significativo relativo a trasformazioni dello scalo Vespucci.
o che, coerentemente, e comunque in relazione alle consistenti modifiche intervenute nelle tecnologie di assistenza al volo, nelle procedure di decollo e atterraggio, nella dimensione degli aeromobili, ecc., venga sospesa la realizzazione dei provvedimenti previsti dal Master Plan che implichino aumenti della potenzialità dello scalo. In particolare non deve essere concesso nessuno ulteriore spazio esterno al sedime aeroportuale per funzioni connesse all’attività dello stesso.
Abbiamo normalmente avuto, nei contatti con i soggetti politici e istituzionali, attenzione e rispetto verso i problemi citati, e nella maggior parte dei casi, condivisone sugli obiettivi di cui sopra. Su questo daremo conto in un prossimo evento pubblico.
Riteniamo che le nostre indicazioni di “sperimentatori” in diretta del fenomeno, possa “fare la differenza” nell’aiutare i responsabili del governo del territorio, a concepire e realizzare iniziative che modifichino l’attuale andamento delle cose, verso effettivi traguardi di “sostenibilità” a vantaggio non solo del nostro territorio, ma della qualità dell’intera città.
Su questo esprimeremo il nostro contributo critico e, da cittadini, valuteremo in autonomia la credibilità dei nostri rappresentanti politici.

Gruppo Luda
S.M.S di Peretola
Circolo Legambiente Firenze
Ass . Amici della Terra di Firenze
Comitato spontaneo cittadini di Peretola – Piagge1 – Quaracchi


Azioni

Informazione

8 risposte a “Aereporto di Peretola: l’insostenibile leggerezza dell’essere …”

9 01 2008
Aereporto di Peretola: la stampa ne parla … « Condominio di via del Pesciolino (10:02:39) :

[...] di Peretola: la stampa ne parla … 9 01 2008 Abbiamo anticipato, giusto ieri l’altro, il documento che alcuni Gruppi/Comitati della zona hanno presentato [...]

3 02 2008
puccio cartoni (13:04:12) :

Sulla validità commerciale ( è un male?) affaristica ,culturale e turistica non discuto (nel senso che non vedo chi potrebbe discuterne) ; sull’attraversamento di aree abitate e conseguenti disagi,mi chiedo perchè ostacolare progetti come il raddrizzamento della pista ,oltretutto con opere edilizie frettolosamente messe in essere ai confini ed atte ad ostacolare la funzionalità e sicurezza delle piste( si ciurla nel manico). Le ipotesi di Pisa e Bologna sono corredate di simili allarmistici studi ? La modernizzazione applaudita per stupide realizzazioni come la tramvia al Duomo ( non la reaslizzazione di un sistema tramviario ben studiato) non vale più parlando di aereoporto ? A me sembra ,abitando a Peretola , e sentendo meglio l’aeroporto ,ora che si è portato a modificare le direttrici di accesso/decollo , che ci siano dietro interessi mal confessabili , e stupide logiche tinte di un verde molto pallido .

3 02 2008
Lorenzo (18:45:47) :

Risposta per @puccio cartoni

Ogni opinione, in quanto tale, merita rispetto.
Personalmente mi trovo, in relazione a questo tema, in antitesi rispetto al suo post.
Credo che la salute, in quanto sommo valore e bene più prezioso da noi posseduto, debba essere difeso fino all’ “estremo sacrificio”.
Saluti,

20 02 2008
Areoporto di Peretola: Assemblea pubblica « Condominio di via del Pesciolino (08:01:56) :

[...] post sul medesimo argomento: questo e [...]

24 02 2008
Riccardo (20:59:20) :

Questo documento non fa un grinza, ma la colpa di chi è? L’aeroporto originariamente era in mezzo ad un campo, senza niente nei dintorni. Poi negli anni 80, forse ancora in tempo per cambiare le cose, si decise di costruire un aeroporto internazionale in quel di S.Giorgio a Colonica, nell’estrema periferia pratese. Lo Stato stanziò miliardi ma la regione toscana, di un certo evidente colore politico, decise che con questi miliardi arrivati per una infrastruttura già approvata, dovessero essere “dirottati” per costruire quei 3 o 4km di strada ferrata di ferrovia tra Pisa Centrale e Pisa Aeroporto (intanto ci sarebbe da farsi spiegare da qualcuno se 4km di ferrovia costano come la costruzione di un aeroporto internazionale oppure qualcuno ha fatto una magia e ha fatto sparire qualche spicciolo). Perso tutto questo tempo ormai avevano costruito troppo nei dintorni dell’aeroporto di Firenze. Unica soluzione, fare la pista parallela (esistono anche i progetti), ma ancora entra in gioco la politica e Pisa. Si dice che ormai l’aeroporto di Pisa è l’aerporto intercontinentale della Toscana, e siamo tutti d’accordo, non penso ci sia qualcuno che voglia ondate di B-747 sui cieli di Firenze (tanto nemmeno Pisa ce l’ha), ma almeno un aeroporto decente per far venire qualunque tipo di aereo senza limitazioni dall’Europa si! Basterebbero 2500m di pista parallela all’A11, ma invece continuano a costruire. Il bello è che poi gli abitanti che comprano una casa accanto ad un Aeroporto (l’aeroporto è li da prima della 2^ Guerra Mondiale) si lamentano del rumore e del pericolo, come se una mattina si fossero trovati per caso ad abitare accanto ad un aeroporto. Dire che Pisa è il nostro aeroporto vero (inteso come Toscani) non è possibile dirlo per varie ragioni: prima di tutto Pisa è una base militare, sede della 46^ Brigata Aerea che vola con C-130J e C-27J, aerei da trasporto usati al 99% per missioni umanitarie. Se un giorno i militari decidessero di chiudere l’aeroporto per fare una esercitazione i civili perderebbero moltissimi soldi, quindi le compagnie non rischiano di essere bloccate e non ci vanno a Pisa. Altro problema: da Pisa a Firenze è un’odissea la strada ed è un’odissea anche la ferrovia. Un’ora di tempo per arrivare è veramente troppo per un turista che crede di essere atterrato a Firenze ed invece è a Pisa (questo perchè alcune compagni low-Cost pubblicizzano i voli con destianzione FIRENZE scritto in caratteri cubitali e Pisa scritto quasi illegibile). Poi diciamolo, a Pisa arrivano solo low-cost che portano turisti che non vogliono spendere, che non portano indotto alla zona, mentre a Firenze i turisti che arrivano solo quelli che spendono e fanno girare l’economia, strozzando Firenze e lasciando Pisa in questa situazione, i turisti arriverebbero a Bologna, perderemmo pure questa occasione mandando fuori della regione i soldi. Non battetevi CONTRO l’aeroporto, in fin dei conti tutte le maggiori città del mondo hanno un aeroporto, battetevi CON i vertici dell’aeroporto per una pista parallela all’A11 monodirezionale (per intendersi in direzione periferia di Prato), per 3 o 4 km ci sono ancora poche case e ci sono molti campi. E’ l’unica soluzione adottabile che potrebbe mettere tutti d’accordo (a parte qualche politico che ha interessi anche nel mercato immobiliare fiorentino e che vuole costruire in quei campi)

29 02 2008
Aeroporto di Peretola: stasera l’Assemblea cittadina « Condominio di via del Pesciolino (08:03:37) :

[...] post sul medesimo argomento: questo, questo e [...]

8 04 2008
Giovanni (22:45:53) :

Sono d’accordo con Riccardo. un aeroporto e’ una grossa opportunita’ di crescita per un territorio e penso che Firenze ne abbia bisogno. Dobbiamo alle volte guardare piu’ avanti del nostro naso. Perche’ in tutti questi anni le amministrazioni hanno bloccato la creazione di una nuova pista parallela all’autostrada? Per quale assurda convenienza? Ci dimentichiamo che un aeroporto piu’ grande significa anche maggiori opportunita’ di lavoro? e credo che oggi a maggior ragione ce ne sia bisogno, in un momento in cui la nostra economia non gira cosi’ bene … e poi penso che dobbiamo lasciare questo atteggiamento sindacalista nella lotta ai privilegi senza cercare un beneficio che sia reale per la societa’ e non solo per le nostre categorie protette… cosa altro dire?? Ho vissuto per tanti anni su strade di connessione trafficatissime come puo’ essere la via Senese.. Pullman, traffico, smog, autobus che sfrecciano a tutte le ore con il rischio ogni tanto di falciare i pedoni e soprattuto i bambini … Alle volte poiche’ in dei punti la strada e’ cosi’ stretta non si poteva tenere nenache l’ombrello aperto per non rischiare di essere trascinato dai pullman fino alla stazione centrale … notti insonni d’estate causate dalle comitive che sostavano sotto casa per i loro ritrovi… Pizzerie, caos e tanto altro fino alle due, alle tre di notte… Non 10 movimenti il giorno, non dalle 6,30 fino a mezzanotte, ma praticamente 24 su 24 … vibrazioni causate dai tir fino a sentire i pavimenti tremare … Ma per questo si e’ mai pensato di chiudere una strada al traffico ??? Oppure io e la mia famiglia ci siamo adattati e nel momento in cui lo abbiamo ritenuto opportuno ci siamo spostati? Che differenza c’e’ tra un aeroporto e una grande strada di comunicazione? Nessuna, e non capisco perche’ si debbano usare due metri di confronto diversi…

11 04 2008
MARIA (10:23:13) :

VORREI DIRE A CHI E’ FAVOREVOLE ALL’AEROPORTO DI PERETOLA CHE E’ UN AEROPORTO SBAGLIATO IN UN POSTO ANCOR PIU’ SBAGLIATO.
MOLTO PROBABILMENTE CHI HA SCRITTO I COMMENTI SUDDETTI NON ABITA IN QUESTA ZONA E NON C’E’ MAI STATO SE NON PER ATTERRARE CON L’AEREO E QUANTOMENO NON HA FIGLI NE’ NIPOTI CHE STUDIANO NELLE SCUOLE DELLA ZONA ALTRIMENTI SAPREBBERO QUANTO E’ DIFFCILE SIA PER LO STUDENTE CHE PER L’INSEGNANTE FARE UNA LEZIONE ATTRAVERSATA DAL PASSAGGIO DI QUESTI AEREI BISOGNA INTERROMPERE CHI STA PARLANDO E RIPRENDERE QUANDO TUTTO E’ PASSATO.
TUTTE LE CITTA’ EUROPEE IN GENERE NON HANNO AEROPORTI COSI’ DEVASTANTI NEL CUORE DELLA CITTA’ MA PER ARRIVARE AL CENTRO SONO SERVITI DA FERROVIA PER TRATTI DI 40-60 MINUTI.
MODERNIZZIAMO LE FERROVIE CHE CI SONO!!!!
QUESTI AEREI SCARICANO SULLA POPOLAZIONE CHE RISIEDE, LAVORA E STUDIA IN QUESTO POSTO KEROSENE, RUMORE E POLVERI

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