“Il mistero del fumo irritante”: non siamo soli! Putroppo …

5 03 2008

Non siamo soli … Certo, non si può essere soddisfatti, tutt’altro. Ma non siamo un caso isolato nella città di Firenze. Se a Nord, a casa “nostra” si sta male, a Sud non si sta certo molto meglio.

Sul quotidiano La Nazione di martedì 26 Febbraio 2008, a pagina XIX della cronaca metropolitana, è apparso quest’articolo.

Anche alcuni cittadini abitanti a Compiobbi, da tempo, denunciano “… disturbi alle vie respiratorie, tosse, bruciori ed arrossamenti agli occhi …” che ritengono essere causati da ” … impianti di produzione di conglomerati bituminosi …”.

Ma non sono gli stessi distrurbi che, da quasi un anno, anche i cittadini di via del Pesciolino denunciano? Ma, anche in questo caso, non è un impianto di conglomerati bitumonosi ad essere ritenuto (a torto o a ragione) la causa di tali distrubi? Ma, allora, le 2 cose sono legate tra loro? Causa-effetto?

A questo punto i casi sono 2: Compiobbi e Pesciolino. Le coincidenze cominciano a diventare inquitanti …

Mentre attendiamo, con fiducia e trepidazione, che le Autorità competenti intervengano, chi è interessato può leggere l’articolo sopra citato, per intero, qui sotto. Buona lettura …

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«Fumi irritanti, ora basta»

Compiobbi, scatta l’esposto contro un’azienda
di LEONARDO BARTOLETTI

DAUNA PARTE all’altra dell’Arno, probabilmente una questione di ‘correnti ’aria’. Il fatto è che – evidentemente – il cattivo odore che parte da Vallina ed arriva a Compiobbi ha scatenato la protesta degli abitanti della frazione del comune di Fiesole. Che hanno individuato la causa dei loro problemi nell’azienda Seiemac, che lavora sulla sponda opposta del fiume, a Vallina, nel comune di Bagno a Ripoli, ma che – forse, secondo il responsabile della società – potrebbe non essere la ‘destinataria giusta’ della rabbia della gente. Il risultato è un esposto che da Compiobbi hanno fatto partire con destinazione Procura della Repubblica presso ilTribunale di Firenze. I cittadini in questione abitano in via Polifemo. In tutto oltre cento famiglie, che vivono in una zona dove si trovano anche scuole elementari emedie, con circa duecento alunni. «Alcuni di loro — dice l’esposto — da tempo hanno iniziato ad avere disturbi alle vie respiratorie, tosse, bruciori ed arrossamenti agli occhi. Nella zona antistante, e precisamente in località Vallina, operano tre impianti di produzione di conglomerati bituminosi, di calcestruzzo e dimanufatti in calcestruzzo. Si tratta—sempre secondo quanto contenuto nell’esposto — della Seiemac Srl. Da diverso tempo, in concomitanza col funzionamento di detto impianto, sono risultati presenti nell’aria odori e fumimaleodoranti e irritanti, simili a quelli che si sentono sulle strade durante l’asfaltatura delle stesse». La questione, però, a questo punto prende connotati curiosi, emersi dopo aver contattato l’amministratore unico della Seiemac, DaniloMigliori: «Posso anche essere d’accordo con i cittadini—dice Migliori—. Ma il
fatto è che questi impianti non sono nostri, ma di un’altra azienda che opera appena più a nord di noi. La nostra attività è quella di costruiremanufatti in cemento, per i quali vengono utilizzati acqua e inerti, come cemento, sabbia e ghiaia.Ma tutto il lavoro viene svolto con impianti a freddo, che non danno nè odori nè esalazioni
».



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