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31 10 2008

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“Introduzione al whisky scozzese di puro malto”: interessante iniziativa

31 10 2008

Lunedi 3 novembre, ore 21:00
INTRODUZIONE AL WHISKY SCOZZESE DI PURO MALTO
Presso il Circolo Rigacci (via Baracca)

Una serata essenziale per coloro che desiderano conoscere e capire meglio cos’è il Whisky di Puro Malto Scozzese: gli ingredienti, la torbatura, come si produce, peché si lascia invecchiare, l’importanza dei barili, le differenze regionali, come e da cosa derivano e si sviluppano le note organolettiche.
Una presentazione multimediale con 6 whisky diversi da degustare e la consegna a fine serata del libretto sui whisky e della tessera soci del Single Malt Club.  Grazie alle conoscenze acquisite potrete partecipare alle future cene ed altri eventi del Club.

Contributo spese €10 – OBBLIGO DI PRENOTAZIONE

Per ulteriori informazioni, clicca qui oppure contatta:

Michele Chiarini
SMC Firenze
smc.firenze@libero.it
cell. (+39) 328 1573722





Parcheggio abbandonato: ma chi paga?

30 10 2008

Non c’è due senza tre, dice un (famoso) proverbio. Abbiamo già segnalato, qualche giorno fa, lo stato di degrado ed abbandono della “Goricina”, del suo greto e delle sponde nonchè dell’area circostante, e poi anche la presenza di una fabbrica di amianto a cielo aperto, anche questa (sembra) dimenticata da tutti …

Segnalazioni, come sempre, inviate alle Autorità cittadine, Quartiere 5 in testa. Risposte ricevute, zero. Nessuna. Neppure una generica, tipo “Vedremo”, “Controlleremo”, o simili.

Ma noi continuiamo nella nostra “battaglia”, ordinata, educata, civile. Arrendersi, no: mollare, mai.

Aggiungiamo adesso delle foto che testimoniano lo stato di abbandono del nuovo parcheggio che si trova (o si dovrebbe trovare) davanti ai nuovi Asili comunali di via del Pesciolino. E’ quasi terminato, peccato però che da mesi nessuno ci lavori più ed allora, come accade in questi casi, la natura si riprende il “maltolto”.

E chi paga ?? Anzi, chi ha già pagato per questo parcheggio “fantasma” ?? Ed è tutto fermo … Da mesi! Ecco alcune istantanee, che risalgono a qualche giorno fa.

Non solo è, di fatto, abbandonato a se stesso, questo parcheggio “fantasma”, ma non essendo ben recintato è facilissimo accedervi, entrare ed uscire, come testimoniano questi 3 scatti in sequenza. Ed è altrettanto facile, anzi facilissimo, trovare buche profonde più di 1 metro, aperte (o parzialmente chiuse) con delle assi. Ma se qualcuno, tipo (ad esempio) un bambino, ci cade dentro ?? Che succede ??

Anche in questo caso, possibile che non intervenga nessuno ??

Le Istituzioni cittadine che dicono ?? Com’è prassi di questo Blog, così come si dà enfasi e risalto ai problemi segnalati, idem per chi propone soluzioni. In fondo, come potrebbe essere altrimenti?

Restiamo in attesa di risposte che, ci auguriamo, possano arrivare presto e che siano, nel contempo, risolutive. Siamo qua ad attendere pazientemente … Arriveranno ?

Ed ora una carrellata completa di tutte le foto … Speriamo che la visione possa spingere la “coscienza” dei nostri Amministratori a fare qualcosa. Utopia? Vediamo …





A spasso con l’architetto: all’interno dei modi di dire/5

26 10 2008

Perdere la tramontanaNon sapere piu’ quello che si fa’, disorientarsi, perdere il controllo.
Prima che fosse introdotta la bussola, i navigatori regolavano la loro rotta con la stella polare, che è detta anche Tramontana. E quando le nuvole, di notte, velavano il cielo e la tramontana andava perduta, non era più’ possibile mantenersi sulla via giusta. Si legge nel Milione: “quando l’uomo si parte di Basma egli truova lo reame di Samarca ch’e’ questa isola medesima. Ed io, Marco Polo, vi dimorai cinque mesi per lo maltempo che mi vi teneva; e ancora la tramontana non si vedeva, ne le istelle del maestro.”





A spasso con l’architetto: all’interno dei modi di dire/4

25 10 2008

Menare per il nasoFar credere a qualcuno quello che si vuole, prendere in giro.
L’espressione deriva dall’abitudine dei domatori girovaghi di mettere al naso dell’orso addomesticato un anello, nel quale s’infila la corda per guidare la bestia. Si dice lo stesso anche in francese: mener quelqu’un par le nez. Il modo di dire era già usato dai Greci e dai latini.





Amianto a cielo aperto: possibile che nessuno faccia niente ??

24 10 2008

Ne avevamo (purtroppo) già parlato: qui, qui ed anche qui. E da allora, zero passi in avanti … è (tristemente) tutto come prima.

C’è una ex-fabbrica, chiusa da tantissimo tempo, abbandonata a se stessa e lasciata al suo destino. Accanto, centinaia di abitazioni, costruite, e molte alte in costruzione; 2 asili. A suo tempo, 4 anni fa (determina Dirigenziale n. 10049 del 04 novembre 2004, vedi anche la relazione di Arpat allegata), l’area della ex-fabbrica fu recintata in attesa che venissero effettuate le verifiche sullo stato di inquinamento della stessa, inclusa nel nell’anagrafe del Piano Provinciale di Bonifica dei Siti Inquinati.

Da allora, la recinzione è stata divelta, e ripristinata, più volte. La storia è sempre la stessa; dopo poco, i locali da abbandonati diventano occupati. Persone senza fissa dimora, rifugi di fortuna, covo/nascondiglio per refurtiva varia. Ed il tutto, sotto un magnifico tetto di amianto. Come già abbiamo scritto sul Blog, più volte si sono verificati incendi in quest’area abbandonata. E tutti, anche i “lattanti”, sanno quanto è pericoloso l’amianto.

La situazione, ad oggi, è (quasi) la stessa di 4 anni fa, in sostanza non è (quasi) cambiato niente. Queste sono alcune foto scattate solo qualche giorno fa.

Quello in costruzione, tra la fabbrica (a destra) e l’asilo (a sinistra) è un nuovo giardino comunale. I 2 asili comunali, che si intravedono nella foto di sinistra, sono invece già operativi anche se non a pieno regime. E poi ci sono tutte le famiglie, centinaia, che risiedono nella zona.

Quando interverrà qualcuno ?? Quando la ex-fabbrica abbandonata, nel frattempo (per l’ennesima volta) recintata di nuovo (ma bypassare la recinzione è un gioco da ragazzi), verrà bonificata davvero ?? Quando sarà messa in sicurezza tutta l’area ?? Quando potremo dire addio all’amianto ??

E’ una “bomba”, come i residuati bellici che ogni tanto vengono ritrovati: è lì, ferma. In attesa … Perchè rischiare che scoppi ??

Ma le Istituzioni cittadine che dicono ?? Com’è prassi di questo Blog, così come si dà enfasi e risalto ai problemi segnalati, idem per chi propone soluzioni. In fondo, come potrebbe essere altrimenti?

Restiamo in attesa di risposte che, ci auguriamo, possano arrivare presto e che siano, nel contempo, risolutive. Siamo qua ad attendere pazientemente … Arriveranno ?





Degrado a “go-go”: ma nessuno fa niente?

20 10 2008

Un nostro lettore, che abita nella zona, ha avuto la bella idea, ieri pomeriggio, di fare una passeggiata sulla Goricina, dalla nuova Palestra di via Piemonte (la B-Side) fino al Centro Commerciale Coop delle Piagge. E, vista la bella giornata, si è portato dietro la sua preziosa ed inseparabile macchina fotografica digitale.

Questo è il percorso della sua passeggiata (clicca qui per vederlo su Google Maps).

Sconcertanti le foto che ci ha trasmesso: sembra di essere in una lontana e desolata  periferia di chissà quale grande città. Invece, sottolineamo “Invece”, siamo a non più di 5/6 km in linea d’aria dal Centro storico di una delle più belle (se non davvero la più bella) città del mondo: la nostra Firenze.

Della strada, sterrata, parallela alla “Goricina” si parla molto, soprattutto per problemi legati al degrado. Anche noi, nel Blog, ne abbiamo parlato qualche tempo fa (leggi qui). Ma di tutte le cose che dovevano essere fatte, ad oggi, poco (sarebbe meglio dire, niente) è stato realizzato.

Il greto della “Goricina” è in stato di (quasi) totale abbandono: una folta vegetazione, rigogliosa (è quasi un paradosso) si è impossessata delle sponde. Alti canneti, piante cresciute a dismisura, arbusti ed erbacce: la natura ha preso il sopravvento. D’altronde, quando un posto lo si abbandona a se stesso, non si può pensare che addaca niente di diverso.

Alcuni container abbandonati sono diventati abitazioni, più meno stabili, per persone senza fissa dimora; ma non solo, ci si trovano anche letti a cielo a aperto. E tutto questo a poche centinaia di metri da edifici in costruzione, edifici già abitati, una nuova (moderna) palestra. Com’è possibile, nel 2008, permettere queste condizioni di disagio e di degrado?

Ma, tristemente, non è finita qui. Il greto della “Goricina” e le sue sponde sono diventare ricettacolo di rifiuti di ogni genere. Frigoriferi, cucine, casse, divani, mobili, sacchi, materiale edile di scarto, etc … sparso qua e la, un pò bruciato (perchè il rischio incendi qui è alto) un pò consumato dalle intemperie. E, putroppo, ci sono anche oggetti relativamente nuovi, a testimonianza del fatto che questa zona, eletta da chissacchì, discarica (abusiva) è tutt’ora in auge.

Per chi volesse vedersi TUTTE le foto consigliamo la visione delle slides alla fine del post (articolo). L’impavido lettore che ci ha fornito le immagini (evidentemente, ahimè per lui, non aveva niente di meglio da fare domenica pomeriggio), come i tantissimi cittadini della zona, sono stuf-e-arcistufi della situazione di completo degrado di questa parte di Firenze. A qualcuno potrebbe venire il dubbio, serio, che gli abitanti di questa zona sono davvero “Figli di un Dio minore” (per citare il titolo di un post di qualche tempo fa; leggi qui).

Ma le Istituzioni cittadine che dicono ?? Com’è prassi di questo Blog, così come si dà enfasi e risalto ai problemi segnalati, idem per chi propone soluzioni. In fondo, come potrebbe essere altrimenti?

Restiamo in attesa di risposte che, ci auguriamo, possano arrivare presto e che siano, nel contempo, risolutive. Siamo qua ad attendere pazientemente … Arriveranno ?





A spasso con l’architetto: all’interno dei modi di dire/3

18 10 2008

Modi di dire. Ma qual’è il vero significato?

Mangiare a ufoGratuitamente, senza pagare.
Deriva dalla sigla A.U.F., variamente interpretata come ad usum Fabricae o ad urbis Fabricam, che era posta sui materiali destinati alla costruzione delle cattedrali. I carri o i barconi che trasportavano questi materiali erano esenti da ogni dazio e gabella. Circolavano gratis, e questo dovette colpire la fantasia popolare.





“Il mistero del fumo irritante”: un passo avanti, due indietro …

17 10 2008

Che il problema non fosse di facile soluzione, era noto ed ormai assodato. Che il problema fosse così ostico, si era capito.  Che le Autorità cittadine se ne “dimenticassero” così presto questo no, non era nè prevedibile nè immaginabile. Oppure, forse (magari!) ci sbagliamo?

Dopo ” … certe notti …” (leggi qui) e dopo ” … aveva ragione il Barba …” (leggi qui) siamo, nuovamente, al punto di partenza. Questo è un ulteriore video, l’ennesimo (per vederli tutti, vai al Canale di YouTube dedicato), che dimostra quanto distanti siamo rispetto alla soluzione del problema: è del giorno 10 ottobre 2008.

Alcuni cittadini, hanno quindi deciso di inviare una lettera aperta alle Autorità cittadine che, per completezza d’informazione, riportiamo, di seguito, intregralmente. Così come viene data ampia e diffusa informazione alle proteste dei cittadini, nello stesso modo sarà data ampia e diffusa informazione in merito alle eventuali risposte (magari!) che questo Blog riceverà, nell’ottica di rendere pienamente trasparente questo civile confronto Cittadini-Autorità.

Questa la lettera:

Leggi il seguito di questo post »





Infiltrazioni di acqua: terrazza deteriorata per difetto di manutenzione. Chi paga?

16 10 2008

In tema di condominio di edifici dei danni cagionati all’appartamento sottostante da infiltrazioni di acqua provenienti dalla terrazza deteriorata per difetto di manutenzione rispondono i condomini tenuti alla sua manutenzione e la relativa domanda di risarcimento dei danni è proponibile nei confronti del Condominio, in persona dell’amministratore, quale rappresentante di tutti i condomini tenuti ad effettuare la manutenzione.

L’obbligazione risarcitoria del condominio trova la sua fonte nel disposto dell’art. 2051 c.c., con la conseguenza che, ai fini dell’accertamento della responsabilità, è sufficiente che il danneggiato fornisca la prova di una relazione tra la cosa in custodia e l’evento dannoso, nonché della esistenza di un effettivo potere fisico su di essa da parte del custode, sul quale incombe il dovere di vigilare onde evitare che produca danni a terzi.

[Tribunale Cassino, 17/07/2008]

(Fonte: Il Condominioweb)





Modificare una parte del tetto condominiale trasformandola in terrazza ad uso esclusivo: si può?

15 10 2008

Qualora il proprietario dell’ultimo piano di un edificio condominiale provveda a modificare una parte del tetto condominiale trasformandola in terrazza a proprio uso esclusivo, tale modifica è da ritenere illecita non potendo essere invocato l’art. 1102 c.c. poiché non si è in presenza di una modifica finalizzata al migliore godimento della cosa comune, bensì all’appropriazione di una parte di questa che viene definitivamente sottratta ad ogni possibilità di futuro godimento da parte degli altri.

Art. 1102 (Uso
della cosa comune) Ciascun partecipante può
servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione
e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo
il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese
le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa.
Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa
comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei
a mutare il titolo del suo possesso.

E’ del tutto ininfluente la considerazione che non e’ variata la funzione di “copertura” cui assolverebbe anche la parte di tetto sostituita con la terrazza a tasca, perche’ non e’ affatto vero che detta utilizzazione sia l’unica possibile, non potendosi escludere in ipotesi utilizzazioni future, quali l’appoggio di antenne, o di pannelli solari, o altre possibili e oggi inimmaginabile utilita’.

[Cass. civ., sez. II, 5 giugno 2008, n. 14950]

(Fonte: Il Condominioweb)





Accadde oggi: il primo pilota ad abbattere il muro del suono

14 10 2008

Il 14 ottobre 1947 il pilota americano Chuck Yeager abbatté, per la prima volta, la barriera del suono.
Fino a quel giorno molti aviatori avevano ritenuto impossibile che l’uomo potesse volare più veloce del suono. Yeager usò un aereorazzo sperimentale Bell X-1, detto “Glamorous Glennis”, che fu trasportato sopra il Rogers Dry Lake nel sud della California da un B-29. A quota 25.000 piedi il B-29 rilasciò il velivolo, che schizzò a 40.000 piedi superando le 662 miglia orarie (la barriera del suono a quell’altitudine).
L’aereo montava un nuovo tipo di motore a razzo e una fusoliera aerodinamica per ridurre la turbolenza. Nel 1953 Yeager volò a 1650 miglia orarie con un aereo a razzo X-1A.

[Fonte: History Channel]





Uso (o abuso?) del cortile interno: partite di calcio e calcetto

13 10 2008

Il Regolamento di Condominio, di cui ci siamo dotati il giorno 31 gennaio 2007, dice questo all’art. 25 (Divieti) punto numero 2:

“[...] è vietato giocare a pallone nei luoghi comuni; usare pattini e biciclette nei vani scala e nei locali delle cantine; i bambini possono giocare nelle aree cortilizie senza recare danni a piante e manufatti; [...]“

Bisogna, necessariamente, essere flessibili; in fondo il cortile interno è un prezioso (anzi, preziosissimo) spazio a disposizione di tutti, bambini compresi.

Ma non bisogna mai esagerare.

Putroppo, ultimamente, si usa (abusa?) del cortile per attività (calcio e calcetto, appunto) in modo non opportuno. E non diamo la colpa solo ai bambini perchè ci giocano anche “bambini “un pò (troppo) cresciuti … “La mia libertà cessa dove inizia quella dell’altro condòmino“: basta poco per venirsi incontro e per evitare inutili, antipatiche e dannose “frizioni”.

Perchè non un pallone di gommapiuma?

Giusto, no?





Caduta di pezzi di cemento al Ponte all’Indiano

13 10 2008

Dopo la chiusura dei 200 spazi sosta gratuiti sotto il Ponte all’Indiano per motivi di sicurezza i residenti della zona di via Baracca chiedono interventi veloci per la riparazione e la manutenzione del Ponte all’Indiano e il ripristino dei parcheggi“.

Lo dichiarano il consigliere di F.I. Pdl Jacopo Bianchi e il presidente del comitato per la vivibilità di Firenze Guido Castelnuovo Tedesco.

Giovedì 7 agosto e martedì 30 settembre sono stati chiusi ben 2 parcheggi per un totale di circa 200 spazi sosta gratuiti perché dal Ponte all’Indiano erano caduti dei pezzi di cemento. Fui io, dichiara Bianchi – il 30 settembre scorso a seguito di una segnalazione di alcuni cittadini sul sito web http://www.SosConsigliere.it ed un sopralluogo in via Baracca attraverso i Vigili del fuoco e la Polizia Municipale – a far chiudere il parcheggio per ovvi motivi di sicurezza”.

Leggi il seguito di questo post »





Spese urgenti effettuate da un condomino: a chi spetta l’onere della prova del fatto che siano indifferibili?

10 10 2008

A norma dell’art. 1134 c.c., “il condomino che ha fatto spese comuni senza autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente“.

La “ratio” della norma è quella di evitare, nel condominio negli edifici, dannose interferenze del singolo condomino nell’amministrazione riservata agli organi del condomino.

L’onere della prova dell’indifferibilità della spesa incombe sul condomino che pretende il rimborso, spettando a lui dimostrare la sussistenza delle condizioni che imponevano di provvedere senza ritardo e impedivano di avvertire tempestivamente l’Amministratore e gli altri condomini.

Il concetto di “urgenza” impiegato nell’art. 1134 c.c., designa la stretta necessità, la necessità immediata ed impellente, che non può essere differita senza danno alle cose comuni o alla proprietà esclusiva del condomino e quindi, senza poter avvertire tempestivamente l’amministratore e gli altri condomini.

[Tribunale di Trani, 22 gennaio 2008]

(Fonte: Il Condominioweb)





Focus group organizzato da SocioLab: invito

7 10 2008

Ho ricevuto quest’invito, da estendere ai condòmini ed ai cittadini della zona, da Sociolab, ” … un centro multidisciplinare di ricerca e consulenza in ambito politico sociale …”.

Chi fosse interessato, può contattare direttamente Sociolab ai numeri telefoni indicati o per e-mail.

OSMANNORO SUD,  “area ex Longinotti”, studio di valutazione di impatto sociale
Si progetta un intervento che prevede:
* attività commerciali
* attività produttive
* attività di intrattenimento
* nuova viabilità
Per mettere in luce qualità, criticità e bisogni della zona cerchiamo:

abitanti di Osmannoro – peretola – brozzi – san donnino – campi bisenzio

I residenti che volessero contribuire partecipando ad un focus group (gruppo di discussione), della durata di circa due ore, potranno segnalare la propria disponibilità al numero 055/667502, 347/5215662, 340/6187951 oppure inviando una e-mail a osmannoro@sociolab.it
A conclusione dell’incontro per ciascun partecipante: BUONI ACQUISTI COOP DA 50 €. NON SONO NECESSARIE PARTICOLARI COMPETENZE O CONOSCENZE TECNICHE.  L’incontro si svolgerà presso la saletta di Villa San Lorenzo, via Scardassieri 47 a  Sesto Fiorentino (clicca qui per vedere dovè) il giorno giovedì -9 ottobre 2008 alle ore 18:00. Sarà possibile partecipare solo previa prenotazione e fino ad esaurimento posti a disposizione.





A spasso con l’architetto: all’interno dei modi di dire/2

7 10 2008

Modi di dire. Ma qual è il vero significato?

Entrarci come il culo con le quarantoreNon aver niente a che fare, nessun riferimento.

Questo bel detto molto espressivo si richiama ad una pratica di adorazione venuta in uso nel ‘500: per 40 ore consecutive, in ricordo del tempo trascorso dal Cristo nel sepolcro, il SS. Sacramento viene esposto e venerato. Nei secoli passati, questo culto attirava nelle chiese folle di devoti, e si racconta di una donna molto avvenente che, sentendosi toccare da un fedele, si volto’ e chiese fieramente spiegazioni. L’uomo, volendo dire che la chiesa era piena e il gesto era stato involontario, rispose: “Sono le quarantore!”. E lei: “Che c’entra il culo con le quarantore?”. La frase è diventata proverbiale.





A spasso con l’architetto: all’interno dei modi di dire

3 10 2008

Prendere un granchioPrendere un granchio

- Sbagliarsi, credere di aver fatto un affare e invece si è stati beffati; raggiungere un risultato notevolmente inferiore a quello sperato.

Molto probabilmente, questa espressione, molto vecchia, deriva dalla pesca con la canna. Quando il pescatore ha calato la lenza in un fondale molto basso, e l’amo con l’esca posa sul fondo, spesso, anziché il pesce, abbocca un granchio, che dibattendosi da’ l’impressione che all’amo si sia attaccata una grossa preda. Ma quando si tira su’ la lenza, la delusione è forte.







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