Furto commesso attraverso l’utilizzo dei ponteggi? L’Impresa appaltatrice è responsabile

17 07 2009
L’impresa appaltatrice è responsabile se il furto è commesso attraverso l’utilizzo dei ponteggi. L’appaltatore è responsabile delle cose che ha in custodia (id est i ponteggi) e deve assicurarne la messa in sicurezza. Una volta che l’assemblea condominiale ha deliberato l’effettuazione e l’assegnazione dei lavori, la ditta aggiudicatrice, che abbia firmato il contratto d’appalto, risulterà responsabile nei confronti del condominio, nonché dei singoli condomini, per i danni occorsi durante l’esecuzione dei lavori stessi. A parte la responsabilità contrattuale, che la ditta assume in relazione al corretto svolgimento dei lavori, l’aggiudicatrice sarà responsabile anche in virtù dell’art. 2051 c.c. quale custode dei beni presenti sul cantiere.

[Cass. civ. sez. III, 27 maggio 2009, n. 12274]
(Fonte: IlCondominioweb)





Pesciolino Party 2009: la festa è stata qui!

24 06 2009

Per il terzo anno consecutivo, e nonostante le non perfette condizioni meteorologiche, il Pesciolino Party (2009) è stato un comunque successo. Queste sono alcune immagini della serata di ieri sera.

Per chi fosse interessato anche alle passate edizioni del Pesciolino Party, si possono trovare qui (2007) e qui (2008). Abbiamo anche alcuni filmati che a breve pubblicheremo.





Pesciolino Party 2009: è qui la festa!

12 06 2009

Martedì 23 giugno 2009. Ore 20:00. Nuovi giardini di via del Pesciolino.

Data, ora, luogo del prossimo … Pesciolino Party!

Come già sperimentato lo scorso anno e quello precedente, ciascuno, se lo desidera, potrà portare qualcosa da bere o da mangiare: l’obiettivo è quello di stare insieme, si condivide quello che c’è. E’ un modo come un altro per passare una serata diversa e, siamo certi, allegra e divertente. Insomma, un modo per socializzare un pò e, perchè no, per fare nuove amicizie e per consolidare quelle esistenti.
I Consiglieri di Condominio ci diranno poi, singolarmente (e se lo desideriamo), come possiamo collaborare alla buona riuscita della festa.

Buon Pesciolino Party a tutti!





Publiacqua: arroganza della burocrazia o semplice disguido?

9 03 2009

Quando rientri a casa e trovi affisso, in bella vista, un avviso dove, tout court, ti dicono “Sei moroso, non hai pagato … e quindi noi ti tagliamo l’acqua” (la forma non è questa, ma la sostanza si) non è che la prendi benissimo …

Non solo. Magari sai di aver più volte contattato l’Ente gestore delle risorse idriche della tua zona, perchè avevi già intuito il problema.

Beh, in effetti, non la prendi bene … E ti arrabbi. E vorresti spaccare il mondo perchè la ritieni una palese ingiustizia. Vorresti parlare con qualcuno ma non riesci a contattare nessuno se non qualche persona di un lontano Call Center che, nella migliore delle ipotesi, si dice vicina a te nel problema ma ha modo di fare ben poco per aiutarti.

Nel caso specifico, si tratta di Publiacqua e del “geniale” avviso appeso nel nostro Condominio. Oggi. Quindi una bella sorpresa, al termine di un lunedì di lavoro. “Che vuoi di più dalla vita?” chiede una famosa pubblicità di un amaro …

Come ha già scritto l’Amministratore di Condominio, oltre che ad una logica ed argomentata spiegazione dell’accaduto, aspetteremmo (come minimo) anche delle scuse ufficiali.

Questo Blog, da sempre una “voce” a disposizione dei Condòmini, accoglierà volentieri le risposte di Publiacqua che, ci auguriamo sinceramente, arriveranno presto … anzi prestissimo. Giusto?





Domande, domande, domande…

7 03 2009

Cari condomini, mi chiamo Anna Maria Salvi e abito al civico 9. Sono qui per raccontarvi una storia infinita di cui sono protagonista insieme alla mia famiglia e che, forse, in un altro momento i protagonisti siete stati anche voi. In questa storia ci sono altri attori: un amministratore, una cooperativa e una ditta costruttrice.

La storia inizia nel luglio del 2008, quando nel bagno dell’appartamento al piano di sotto compare una perdita d’acqua. Il proprietario dell’appartamento, come da normale prassi, invia la segnalazione all’amministratore corredata da apposita documentazione fotografica. E’ tutto risolto, penserete voi, ebbene no, da questo momento inizia un lungo periodo di telefonate alla cooperativa che si dichiara non responsabile e all’amministratore che sostiene di aver avviato la pratica presso l’assicurazione. Sono passati otto mesi e nessuno si è ancora interessato alla risoluzione del problema: il bagno di sotto continua a gocciolare e il bagno dell’appartamento al piano di sopra non può essere utilizzato.

 Il 4 dicembre 2008, dopo la prima di tante giornate di pioggia, nel soffitto della mansarda del mio appartamento compare una macchia d’acqua che, con il passare dei giorni ed il continuo piovere, si “moltiplica” fino ad interessare il solaio del piano sottostante. “Cosa fare? E’ notte fonda, aspetterò domani mattina per telefonare all’amministratore…”  Mattina dopo: invio di foto via e-mail e telefonata all’amministratore: “l’amministratore non c’è dica a me signora…” Secondo voi è bastato? Sicuramente no. Telefonate su telefonate e tante belle e fantasiose risposte dalle varie collaboratrici di turno. Arriva la sera della riunione condominiale e in quell’occasione, porto con me le foto aggiornate con i danni che la pioggia aveva continuato a fare: le macchie si estendevano a vista d’occhio. In quell’occasione, l’amministratore, con molta solerzia, sollecita l’intervento alla cooperativa. I giorni passano e risposte non ce ne sono. Con il mio pacchetto di foto e tanta speranza vado direttamente alla cooperativa. Dopo ancora una settimana di silenzio richiamo la cooperativa che mi comunica di aver inviato la segnalazione del problema via e-mail alla ditta costruttrice. Dopo una breve tregua, è ricominciato a piovere e per me ricominciano “i turni di vedetta” all’acqua che si infiltra da tutte le parti.

Cari condomini, la storia sarebbe finita ma non ho un finale da raccontarvi. A questo punto ho solo domande:

1. Internet (mail etc.) non dovrebbe velocizzare la comunicazione?

 2. L’amministratore non dovrebbe seguire le pratiche fino alla risoluzione del problema e non preoccuparsi solo di spedirle ad altri? Lo paghiamo anche per questo…

3. La cooperativa, a cui abbiamo pagato la casa, non dovrebbe fare in modo che la ditta costruttrice assolva i suoi compiti in tempi brevi? Vi ricordo che la responsabilità in capo alla ditta costruttrice è di 10 anni, ne sono passati già 5.

4. Il nostro rappresentante presso la cooperativa non dovrebbe sollecitare la cooperativa alla risoluzione dei nostri e dei suoi problemi? O è solo un numero?

5. I protagonisti di questa storia che lavoro fanno? I politici? Se così fosse, vi ricordo che siamo in campagna elettorale…

Se qualcuno di voi è in grado di darmi una risposta o un consiglio su cosa fare per risolvere questi problemi ve ne sarò grata. Quando all’inizio dicevo che ognuno di noi si trova o si potrebbe trovare ad affrontare questi problemi, mi riferisco anche a tutte le magagne che si sono riscontrate nella struttura dell’intero palazzo e che riguardano le parti condominiali. Anche questi problemi, nonostante i numerosi solleciti fatti alla cooperativa, non sono ancora del tutto risolti. Spero ancora che ci sia una soluzione dei miei problemi, anche se la mia fiducia in chi dovrebbe risolverli comincia a diminuire per cui il 12 p.v. ho fissato un incontro con il mio avvocato.

Buona lettura Anna Maria Salvi





Omissione dei lavori necessari al risanamento delle strutture condominiali

24 02 2009

L’omissione dei lavori necessari al risanamento delle strutture condominiali non comporta la responsabilità del condominio nella produzione di eventuali danni, se l’intervento sulle strutture condominiali non varrebbe ad eliminare completamente l’evento dannoso essendo quest’ultimo il risultato di caratteristiche insite dell’edificio. (Nella specie, è stato accertato che il muro condominiale portante, che delimita anche l’unità immobiliare appartenuta alla G., non è causa delle infiltrazioni, ma le subisce per carenze strutturali dell’edificio e che è del tutto inutile eseguire interventi nell’appartamento. Al cospetto di tanto non può riscontrarsi colpa a carico del Condominio, e quindi neanche ravvisarsi la responsabilità posta dall’art. 2043 c.c. Inoltre, poiché la causa delle infiltrazioni non è insita nel manufatto, non è ravvisabile neanche responsabilità ex art. 2051 c.c.

[Corte di App. Napoli, sentenza del 01 marzo 2006, n. 625]

(Fonte: IlCondominioweb)





Nei contratti “fuori sede”, il Condominio è un “consumatore”

23 02 2009

Il condominio, quale ente di gestione risultante dal raggruppamento di persone fisiche che agiscono per scopi estranei alla attività imprenditoriale, deve considerarsi “consumatore” agli effetti della applicazione della disciplina dei contratti conclusi fuori sede, di cui al D.Lgs 15 gennaio 1992 n. 50, e della disciplina delle clausole vessatorie di cui agli artt. 1469 bis segg. c.p.c., introdotti dalla legge 6 febbraio 1996 n. 52.

Invero il condominio non solo non è munito di personalità giuridica propria, ma neppure è dotato della autonomia patrimoniale propria delle società di persone, con i conseguenti riflessi nei riguardi dei terzi in base al regime di pubblicità stabilito dalla legge.

Esso rappresenta invece un mero ente di gestione, finalizzato alla amministrazione delle parti comuni degli edifici e alla erogazione dei servizi con i contributi forniti dai condomini, e non resta quindi differenziato, rispetto ai terzi, dalle persone fisiche che lo compongono.

Pertanto il contratto posto in essere dall’amministratore per la erogazione dei servizi non vincola né l’amministratore quale persona, né una diversa entità giuridica, ma determina la insorgenza dei relativi diritti ed obblighi in capo agli stessi condomini, in quanto appunto l’amministratore, nello stipulare il contratto, opera quale mandatario con rappresentanza degli stessi.

Deve di conseguenza ritenersi che si applichi nei confronti del condominio, tra le altre, la disposizione dell’art. 12 decreto legislativo n. 50/1992, stabilente, per i contratti stipulati fuori sede, la competenza territoriale inderogabile del giudice del luogo di residenza o domicilio del consumatore.

[Trib. di Bari, Sez. II, Sentenza del 24 settembre 2008, n. 2158]

(Fonte: IlCondominioweb)





Mancata manutenzione del terrazzo, risarcimento danni infiltrazioni

20 02 2009

Il condominio, resosi responsabile della inefficace attività di manutenzione del lastrico solare, oltre a risarcire i danni già provocati, non può essere condannato a pagare ulteriori somme per compiere interventi necessari all’eliminazione delle cause di infiltrazioni sul terrazzo di copertura. Tali somme dovranno essere ripartite tra i condòmini secondo quanto prescritto dall’art. 1126 c.c.

[Trib. civ. Napoli, Sez. X, 5 maggio 2004, n. 5226]

(Fonte: IlCondominioweb)





Manca il corrimano? Si rischia di risarcire tutti i danni …

12 02 2009

A norma delle disposizioni dell’art. 2051 del c.c., ove si verifichi una caduta, con conseguenti lesioni, su di una rampa di scale che dia accesso al cortile interno e che sia priva dell’apposito corrimano, si configura responsabilità per danni da cosa in custodia in capo al condominio.

[Tribunale di Milano, sezione X, sentenza n.10587, del 30 settembre 2005]

(Fonte: IlCondominioweb)





Assemblea di Condominio 2009

4 02 2009

Giovedì 05 febbraio 2009, alle ore 18:00, si terrà l’annuale Assemblea di Condominio nei locali di Abitare srl in Firenze, via dei Querci al numero civico 4 (zona Isolotto: clicca qui per vedere dov’è).

Si raccomanda, come al solito, la puntualità.





Consiglio di Condominio: 13 novembre 2008

14 11 2008

E’ stato pubblicato il resoconto della riunione del Consiglio di Condominio di ieri sera.
Per leggerlo, clicca qui oppure vai al post di ieri.





A spasso con l’architetto: parcheggio selvaggio

7 11 2008

imagesNon c’è una rubrica sul nostro blog che si chiama “indignazione” perché in questo caso sarebbe stato il luogo migliore dove pubblicare queste poche righe.
Sono indignata e anche tanto perché fra non molto ci ritroveremo le macchine parcheggiate anche “nell’atrio d’ingresso”. Passi (si fa per dire) che l’accesso ai garage è una gincana fra le macchine parcheggiate in doppia fila lungo la strada, fuori dagli spazi, davanti alla recinzione del cantiere del giardino, ma parcheggiare un camion sulla rampa è davvero troppo….
Mi chiedo: perché pagare la tassa sul passo carrabile quando questo non ha libero accesso?

“L’architetto che cammina”





Spese urgenti effettuate da un condomino: a chi spetta l’onere della prova del fatto che siano indifferibili?

10 10 2008

A norma dell’art. 1134 c.c., “il condomino che ha fatto spese comuni senza autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente“.

La “ratio” della norma è quella di evitare, nel condominio negli edifici, dannose interferenze del singolo condomino nell’amministrazione riservata agli organi del condomino.

L’onere della prova dell’indifferibilità della spesa incombe sul condomino che pretende il rimborso, spettando a lui dimostrare la sussistenza delle condizioni che imponevano di provvedere senza ritardo e impedivano di avvertire tempestivamente l’Amministratore e gli altri condomini.

Il concetto di “urgenza” impiegato nell’art. 1134 c.c., designa la stretta necessità, la necessità immediata ed impellente, che non può essere differita senza danno alle cose comuni o alla proprietà esclusiva del condomino e quindi, senza poter avvertire tempestivamente l’amministratore e gli altri condomini.

[Tribunale di Trani, 22 gennaio 2008]

(Fonte: Il Condominioweb)





Quanta acqua consumi?

15 09 2008

Il Corriere della Sera, in un articolo di venerdì 12 settembre 2008 (questo, clicca qui per vederlo), affronta il tema dello spreco dell’acqua, vera e propria risorsa indispensabile alla vita.

Nel citare il rapporto 2007 dell’Istituto Ambiente Italia-Dexia (Ecosistema Urbano Europa), si scopre che ” … a consumare circa 169 litri di acqua al giorno a testa per uso domestico sono i palermitani, mentre a Firenze i consumi scendono a 155 litri. Bari (154), Bologna (149) e Nicosia (143) sono invece le tre città tra le più parche nel consumo di acqua domestica, quell’acqua di migliore qualità oggi a disposizione degli usi casalinghi …”. E i in Europa? ” … Ma l’Italia non è il Paese dove si consuma più acqua nelle case. Ai primi posti nel mondo c’è Bristol con 294 litri pro capite, seguita da Parigi (287), Patrasso (285) e Stoccolma (210). Berlino consuma 163 litri, Londra segna 159 litri a cittadino al giorno, Madrid 140, mentre è Heidelberg a registrare la quantitá inferiore di uso di acqua nelle case: 103 litri al giorno per ogni cittadino … “.

Ma si può risparmiare acqua? Si può consumare di meno? Certo che si può! Basta evitare gli sprechi. ” … Lasciare il rubinetto del lavandino aperto mentre ci si lava i denti si traduce in 30 litri d’acqua sprecati …”. Ma anche quando ci si fa la barba si può “risparmiare” acqua: ” … se si raccoglie l’acqua nel lavandino per risciacquare il rasoio, altri litri d’acqua non andranno in fumo …”.  Ma anche gli scarichi del WC sono sotto osservazione: ” … ogni volta che si spinge il pulsante scorrono infatti dai 10 ai 12 litri, mentre ne basterebbero molti di meno. Oggi esistono delle tecnologie per ridurre e selezionare la quantità d’acqua necessaria nello sciacquone a seconda della diversa esigenza, basta installare una cassetta con un doppio pulsante e si risparmiano migliaia di litri al giorno …”. Non bisogna poi dimenticarsi della manutenzione dei rubinetti. Anche un semplice frangigetto nel rubinetto, inoltre, diminuisce la quantità d’acqua in uscita. Costano pochi euro e si montano facilmente. Avete mai calcolato quanto acqua si sprega anche solo quando il rubinetto gocciola? Ecco che viene in aiuto il sito di GreenCrossItalia con una piccola utility per calcolare lo spreco giornaliero: risultati da non credere …

Ma anche l’innaffiatura di piante e giardini può essere fatta con maggior consapevolezza: ” …  se si innaffia verso sera l’acqua evapora più lentamente e non viene sprecata ma assorbita dalla terra. Se poi si raccoglie l’acqua piovana, non si dovrà usare quella potabile del rubinetto che è di qualità superiore e più rara e alle piante non serve. Anzi, amano certo di più l’acqua naturale della pioggia … “».

Ancora. ” … Risparmiare acqua e lavare bene i piatti si può. Basta riempire una bacinella con l’acqua calda della cottura della pasta, aggiungere sapone e lasciare le stoviglie a mollo per un po’. La pulizia è garantita lo stesso …”.

Ma si risparmia anche in condominio. Possibile? Certo: ” … è il caso di un condominio di Berlino che nelle cantine comuni ha montato un piccolo depuratore per «riciclare» negli sciacquoni l’acqua proveniente dai lavabi o dalle docce. Un sistema così comporta un risparmio pari al 35%, più del doppio di quello che i singoli cittadini, adottando gli accorgimenti descritti, riescano ad ottenere … “.





Manutenzione o spese straordinarie per l’ascensore? La cantina può far aumentare l’importo …

4 09 2008

Le spese di manutenzione dell’ascensore sono ripartite a norma dell’art. 1124 del Codice Civile (articolo che disciplina le spese di manutenzione e/o ricostruzione delle scale; vedi sentenza della Cassazione n. 3264 del 17 febbraio 2005): salvo diversa disposizione e/o regola prevista dal regolamento condominiale contrattuale, sono ripartite per metà in proporzione alle quote millesimali dei singoli piani (o porzione) e per l’altra metà in misura proporzionale all’altezza di ciascun piano dal suolo.

Ne deriva che, quando le cantine (ma lo stesso principio si applica anche al box auto) sono all’interno dell’edificio condominiale e non sono di proprietà comune (ma sono di proprietà esclusiva dei condòmini), “… la spesa relativa è ripartita tra essi, per metà in ragione del valore dei singoli piani o porzioni di piano, e per l’altra metà in misura proporzionale all’altezza di ciascun piano dal suolo (att. 68 e seguenti). Al fine del concorso nella metà della spesa, che è ripartita in ragione del valore, si considerano come piani le cantine, i palchi morti, le soffitte o camere a tetto e i lastrici solari, qualora non siano di proprietà comune …





Infiltrazioni da acqua: il riparto delle spese

4 09 2008

Tutte le opere necessarie per eliminare le infiltrazioni da acqua dal lastrico solare sono da ripartire in base al criterio di spesa previsto dall’articolo 1126 del Codice Civile (un terzo a carico del proprietario e due terzi a carico degli appartamenti sottostanti). Per i danni eventualmente arrecati all’interno dell’appartamento di un condòmino, sottostante, rispondono in linea di principio tutti i condòmini a patto che sia dimostrato che si tratta di un difetto di costruzione o manutenzione del lastrico solare.

(fonte: L’esperto risponde, Il Sole 24Ore, quesito 3.013)





“Certificato energetico” e “certificazione degli impianti”: indietro tutta!

26 08 2008

Indietro tutta, si torna all’antico!

La direttiva comunitaria, recepita in Italia tramite apposito decreto, imponeva l’obbligo di informare il cittadino sui consumi energetici degli edifici. Il Certificato energetico, oltre ad essere un atto amministrativo rientrante nella politica europea di contenimento dei consumi energetici e di salvaguardia dell’ambiente, è uno strumento di grande utilità per chi acquista un immobile, perché consente di acquisire informazioni sull’efficienza energetica dell’edificio e sui pertinenti costi di gestione.

Dopo l’abrogazione dell’art. 13 della L. 37/08 (la certificazione di conformità degli impianti, da inserire nell’atto di compravendita e/o nel contratto di locazione, è stata sostituita dalla presentazione di una semplice asseverazione), ecco il D. Lgs. 192/05: via anche il Certificato energetico. Ne parla, qui, Il Sole 24Ore e qui, Condominiale.

Perchè? Chi se ne avvantaggia? Il privato cittadino? L’acquirente? La società venditrice?

Quanti dubbi …

Bisogna comunque ricordare che la normativa Nazionale prevede l’attuazione mediante Leggi Regionali; alcune Regioni si sono già da tempo mosse in tal senso e la normativa in questi casi rimane valida, perché l’emendamento è riferito al D. Lgs 192/05. La certificazione resta inoltre in vigore per le nuove costruzioni.

Due i rischi riconosciuti anche da Il Sole 24Ore:

[...] da un lato quello di un modello a macchia di leopardo, con Regioni che continueranno a richiedere il certificato e altre che invece si bloccheranno, e dall’altro quello di interrompere bruscamente il processo di riqualificazione del patrimonio immobiliare svolto finora [...]





Numeri (telefonici) utili per gli interventi urgenti …

6 08 2008

« Tutto va male contemporaneamente. »

« La probabilità che una fetta di pane imburrata cada dalla parte del burro verso il basso su un tappeto nuovo è proporzionale al valore di quel tappeto. »

(Wikipedia, Legge di Murphy)

Come dire, altrimenti, “se una cosa deve andare storta … di sicuro ci andrà!”. E quale peggior periodo del mese di Agosto, dove tutti (o quasi) sono in ferie?

Ecco l’inquitante interrogativo di tutti gli anni: “ma se mi si rompe/guasta il … chi chiamo?”.

Questo è un elenco di professionisti, che da tempo collaborano con l’Amministratore di Condominio, a cui ci si può rivolgere anche in Agosto. Non ce ne sarà bisogno ma … non si sa mai!

FOSSE BIOLOGICHE, DITTA PALUMBO SPURGHI – 336 804138 – 335 7817731

IDRAULICO, FANTINI MASSIMO – 333 8569501

FABBRO, DITTA SCARDINA – 360 992178

ELETTRICISTA, CAPARRINI MAURO – 349 0687392 oppure  BARONCELLI L. & C. SAS – 055 256748

E’ comunque sempre disponibile il servizio, fornito da Abitare Servizi (in collaborazione con l’Amministratore di Condominio), di “Pronto intervento casa – SOS” che risponde al numero 055 7331336: servizio con operatore, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30. In assenza dell’operatore, fuori orario di ufficio e nei giorni festivi, è attiva una segreteria telefonica h24 . Clicca qui per accedere al sito web.





Pesciolino Party 2008: la festa è stata qui!

27 06 2008

Dopo la “fortunata” edizione del Pesciolino Party 2007, ottimo successo anche per quella del 2008. Queste sono alcune immagini della serata di ieri sera …

Anche quest’anno, il grande “Virgilio” ha allietato la serata con le sue toccanti note … Ecco un breve saggio delle sue capacità canore.

Esperienza, sicuramente, da ripetere!

L’estate prossima oppure anche quest’estate, in una sorta di Pesciolino Party 2008 bis? Dite la vostra …





Rimborso rumore (da “calpestio”): il fenomeno sta assumendo dimensioni nazionali …

27 06 2008

Ne avevamo già parlato (leggi qui): una sentenza del Tribunale di Torino ha scoperto il vaso di pandora.

L’insufficiente insonorizzazione acustica è un vizio occulto dell’immobile di cui, ai sensi della normativa civilistica in materia di compravendita, deve rispondere il venditore che è tenuto all’eliminazione del vizio (ove possibile) o a restituire una parte del prezzo pattuito.

Dell’argomento si è occupato anche il settimanale L’Espresso (numero 25, anno 2008). Questo è il link all’articolo on line, questo è lo stesso articolo salvato in PDF.

Il caso nasce quando un cittadino, appena entrato nell’appartamento acquistato da un costruttore, si accorge che il calpestio dell’inquilino del piano di sopra è intollerabile. Ogni passo rimbomba nella nuova casa, pagata 255 mila euro. Parte così il ricorso al Tribunale di Torino, richiamando un decreto del presidente del Consiglio del 1997, che fissa i limiti minimi per l’isolamento degli edifici in base alla tipologia d’uso. Dopo i controlli effettuati dal Ctu, Consulente tecnico d’ufficio, i valori risultano superati. Ed ecco il colpo di scena. La legge dimenticata per dieci anni viene questa volta applicata e il costruttore, che è anche il venditore, è condannato a risarcire il 20 per cento della somma pagata per la casa (51.074,49 euro) come riduzione del prezzo.

Il fenomeno è in espansione. E siamo solo all’inizio …

[...] Il numero delle cause sta già cominciando a crescere”, spiega Paolo Insom, AD di Dtz Italia, multinazionale della consulenza immobiliare. “È prevedibile che il trend continui dato che si sta diffondendo la conoscenza di questa norma anche tra i non addetti ai lavori. E non riguarda solo il residenziale. Lo stesso vale per gli uffici, i negozi, le strutture commerciali. [...] “

L’articolo de l’Espresso prosegue citando alcuni dati statistici.

Secondo i dati del Politecnico di Milano, l’80 per cento degli edifici costruiti dagli anni Cinquanta a oggi sono fuori norma. E tutti sarebbero interessati da eventuali richieste di risarcimento, visto che la normativa non fissa limiti all’anno di costruzione. “È prevedibile un’impennata di ricorsi”, dice l’avvocato Cesare Rosselli, consigliere di Assoedilizia. “Si afferma un’interpretazione della norma che considera il rapporto tra acquirente e impresa costruttrice e non più come in passato solo tra Comune e impresa. E questo potrà diventare un grimaldello per ottenere cospicui rimborsi. Ci auguriamo però che la nuova interpretazione venga usata con cautela, per prevenire un’ondata incontrollabile di ricorsi”.

Come andrà a finire? Ai posteri l’ardua “sentenza”