TAV: oltre 1milione di metri cubi di materiale di scavo da smaltire …

29 12 2010

Molti sono i dubbi riguardo alla definitiva destinazione di almeno 1,5 milioni di metri cubi di terre di scavo provenienti dai lavori per la stazione e il passante del nodo fiorentino dell’Alta Velocità, e già adesso emergono le prime irregolarità nella gestione delle terre di cui era stata già individuata la destinazione.

E’ quanto afferma il consigliere comunale del gruppo Spini Tommaso Grassi.

La gestione delle terre di scavo – dice Grassi- è un enorme problema che è stato già evidenziato da casi illustri a Firenze, a partire dalle terre della messa in sicurezza del Mugnone messe a deposito a meno di 10 metri dalle case in via Piemonte e via Molise, che molti dubbi continua a creare a noi e ai residenti della zona, per poi passare alle terre erroneamente smaltite in via del Pesciolino proveniente dai cantieri dei campini della Fiorentina a Campo di Marte, passando per i ritrovamenti di un anno fa nel sottosuolo dei terreni lungo i lungarni di Firenze. Adesso la notizia pubblicata da alcuni giornali stamani getta ancora più ombre su una gestione leggera e approssimativa, che fa emergere la mancanza di controlli preventivi e di procedure precise e controllate che permettano di fermare in anticipo esempi di illegalità come quelli presenti a Scarperia con le terre dell’Alta Velocità. Ci chiediamo – conclude Grassiinfine se nei progetti di RFI fosse mai esistita la destinazione ‘Scarperia’ per le terre dell’Alta Velocità. Non ci dicano che è stato un errore. Da ora in poi dovremo seguire i camion per verificare che rispettino le indicazioni e le prescrizioni ? Speriamo proprio di porre al più presto fine a questi problemi mettendo una pietra sopra all’intero progetto dell’Alta Velocità nel nodo di Firenze che risulta, giorno dopo giorno, sempre più dannoso, pericoloso, costoso, inutile e non vorremmo aggiungere presto aggiungere anche l’aggettivo ‘illegale’.”

[Fonte: Altracittà]





Via Piemonte, ancora non ci siamo …

28 08 2010

In relazione alla nota vicenda di via Piemonte (per chi si fosse perso qualche puntata, qui ci sono tutti i post precedenti) è recentemente apparso un articolo su “Il Reporter” (http://www.ilreporter.it/), a pagina 8 dell’edizione di Agosto 2010 (per chi ne fosse sprovvisto, qui si può trovare l’articolo), nel quale si parla di ” … un’Area verde per ripartire …”.

Ben vengano aree verdi nei quartieri della nostra città. Leggendo l’articolo si ha però la sensazione che i veri problemi emersi, e segnalati a più riprese ed a più soggetti dai cittadini, vengano affrontati solo marginalmente.

Questa è la risposta de “Il Comitato dei cittadini di via Piemonte” alla Redazione de “Il Reporter” che vale la pena leggere per intero. Abbastanza articolata, non brevissima, ma con tanti spunti interessanti per capire davvero le ragioni dei cittadini della zona. Buona lettura …

Spettabile Redazione,
l’ultimo numero di Reporter sulla discarica di via Piemonte sembra rivolto più a convincere o confortare se stessi che altri. Affermare però che quanto sta accadendo non è un’opera d’arte, ma neppure niente di pericoloso, che senso ha? Una discarica di rifiuti non è un’opinione, nasce a fronte di un sistema normativo certo.
L’utilizzo delle terre di scavo è possibile solo in “regime di deroga” alla generale disciplina sui rifiuti, subordinato alle prescrizioni del D.lgs. 152/2006 e D.lgs. 4/2008, pena l’esclusione dalla deroga stessa. Condizione imprescindibile è che non siano frammiste a rifiuti speciali, come i fanghi e i materiali da demolizioni edili e stradali, non ammessi a deroga e da smaltire direttamente in discariche controllate.
Ebbene, dal febbraio al settembre 2009 sono state scaricate in via Piemonte più di 80 mila tonnellate di terre del Mugnone miste a cumuli di fanghi e materiali edili e stradali (blocchi di cemento, pezzi di asfalto, ceramiche e mattoni, materiali ferrosi, ecc.), documentati giorno dopo giorno da immagini e filmati acquisiti dalla autorità giudiziaria, che hanno sommerso un’area di oltre 12.000 mq., alzando di tre metri e mezzo il livello dei terreni.
La stessa l’ARPAT, campionando dei cumuli scaricati di circa 300 tonnellate, denunciò alle autorità competenti la presenza di materiali edili, cui fece seguito lo smaltimento (certificato da appositi formulari) di 78,5 tonnellate di rifiuti speciali, pari nientemeno al 26%. Un dato certo indicativo, ma dà la misura e la natura della “roba” che ha determinato l’esclusione dal “regime di deroga”, trasformando in discarica abusiva un’intera area in riva d’Arno.
Non competono a questo Comitato giudizi conclusivi, ma le sentenze confermano un indirizzo costante: l’esclusione delle terre di scavo dal “regime di deroga” comporta automaticamente l’inapplicabilità dell’art. 186 del D.lgs. 152/2006 per il loro utilizzo. Questo hanno denunciato i cittadini al Comune fin dal luglio 2009, rimasto senza risposta, e oggetto di inchiesta da parte della Procura fiorentina.
Di tutto ciò nel vostro articolo non si fà cenno, forse per non disturbare troppo il manovratore… All’insegna del “niente di anomalo”, Reporter vorrebbe assicurare i cittadini almeno sulle condizioni richieste dall’art. 186, ma tace anche qui sul fatto che manca un progetto preventivamente definito e approvato dalla amministrazione comunale per l’impiego delle terre di risulta in funzione di un piazzale/deposito ferroviario. Che manca la compatibilità con gli strumenti urbanistici, denunciata anche dall’ARPAT, avendo gli scarichi coperto 5.000 mq. di area vincolata a verde pubblico e 7.000 mq. di “area ferroviaria a raso” senza varianti al PRG. Che manca la conformità analitica delle terre di scavo in rapporto alla destinazione di via Piemonte e alle matrici dei terreni censiti ad uso agricolo. Il responso dell’ARPAT è che tutte le terre scaricate si caratterizzano in Col. B, incompatibili quindi con la parte a verde pubblico e utilizzabili solo in siti di natura commerciale/industriale, ma l’area ferroviaria, come la stessa ARPAT ebbe a rilevare, non è destinata nel PRG “ad “impianti” ferroviari.
Perché allora affermare che tutto va bene, quando la Cassazione penale ha stabilito che “… in mancanza, anche di una sola delle condizioni previste dalla norma, va senz’altro applicata la disciplina sui rifiuti”?. Manca perfino la relazione finale ex art. 186 sulla gestione delle terre di scavo da parte di RFI spa, a più di dieci mesi dalla conclusione del terrapieno, e ben oltre il termine di un anno fissato per il loro utilizzo, scaduto il quale le terre di scavo sono per legge da considerare rifiuti. E tuttavia nessuna ordinanza di sgombero è stata presa dal Comune…
Potremmo fermarci qui, sopra una discarica di rifiuti infatti non si può costruire né progettare alcunchè. Ma le ultime vicende hanno aggravato lo sconcerto e la rabbia degli abitanti, più di 400 famiglie che vivono nei sei grandi casseggiati che si affacciano intorno.
A dicembre fu avanzata al Comune la proposta di invitare RFI spa a presentare un piano dettagliato di sondaggi e prelievi esteso all’intera area di via Piemonte, condiviso naturalmente dall’ARPAT. Ma il Comune preferì commissionare una analisi delle terre (esclusi quindi i fanghi e i materiali da demolizioni edili e stradali ai quali non è applicabile l’art. 186) allo stesso laboratorio di fiducia di chi ha gestito l’operazione di via Piemonte, disattendendo un elementare principio di imparzialità e terzietà nell’esercizio di una funzione di controllo.
Con alcuni prelievi da un fazzoletto di terra pari al 4% di tutta la superficie del terrapieno, tale laboratorio ha annunciato che nell’area a verde le terre di scavo sono in Col. A. Un risultato, come si è detto, completamente opposto a quello consegnato un anno fa al Comune dall’ARPAT, l’Agenzia deputata per eccellenza alla protezione ambientale, per la quale tutte le terre scaricate in via Piemonte rientrano invece in Col. B. Come la mettiamo?
Dopo mesi di silenzio, il 21 aprile, i cittadini hanno mostrato in audizione alle Commisioni ambiente e qualità urbana del Comune la realtà di via Piemonte: le immagini di come era, cosa è stato scaricato, come è oggi. La Commissione ambiente approvò un odg di sospensiva del cantiere, senonchè una settimana prima la Giunta comunale aveva già dato il via ai lavori con una sostanziale “sanatoria”, senza attestare cioè la conformità dei materiali scaricati e del cantiere alle disposizioni di legge. Una specie di condono “fatto in casa”.
Su questo vuoto, di garanzie e adempimenti, peraltro non sanabili, viene deliberato (a posteriori) il completamento dell’operazione come variante al Progetto di “Adeguamento idraulico del torrente Mugnone”, coinvolgendo Regione e Provincia, che quel Progetto sottoscrissero, nella costruzione di un deposito ferroviario che nulla ha da vedere con la messa in sicurezza del Mugnone, che le direttive europee proibiscono di costruire in presenza di abitati, causa le ben note vicende, e che comunque appartiene ad autonome scelte infrastrutturali di RFI spa. Il “piano gestione terre”, contenente una ipotesi del genere, fu infatti approvato solo da RFI spa, non si è mai tradotto in un progetto approvato a livello locale.
Di più. Con il benestare del Comune, l’area destinata a piazzale/deposito ferroviario viene in questi giorni delimitata dall’area a verde con un imponente muro di cemento (quasi 10 metri di altezza con il terrapieno), che attraverserà tutto il fronte stradale della discarica (oltre 250 metri), utilizzando pari pari le barriere di viale Redi (graffiti compresi), senza neppure i trattamenti di decontaminazione prescritti ai fini del reimpiego. Un impatto paesaggistico devastante e insostenibile, perfino offensivo, che chiude alla vista ogni orizzonte e altera sfacciatamente, in modo irreversibile, la natura ma anche la vita di un’area di pregio e di un quartiere, porta di accesso di Peretola alle Cascine.
A questa deriva ambientale, allo scempio di ogni decoro (ma in che mani siamo?), si aggiunga che non si tiene conto neanche del conseguente aggravamento dei rischi idrogeologici già evidenziati e denunciati, causa il dislivello e la mancanza di ogni opera di regimazione delle acque piovane. Sono bastati gli ultimi temporali per vedere il terrapieno smottare verso le strade e i caseggiati, con fanghi e detriti contaminati e inquinanti. Oltre al persistente acquitrino. Un disastro annunciato, senza alcuna tutela per la salute pubblica.
Anche se la calura ferragostana non si presta a fastidiosi interrogativi, ci sia consentita un’ultima domanda. Ma le 35 mila tonnellate di rifiuti speciali che hanno seppellito l’area a verde pubblico ai fini del costruendo piazzale/deposito ferroviario, e che adesso non servono più, perché il Comune le lascia lì, magari con la promessa di qualche alberino dintorno (se attecchisce), quando la legge impone che le terre di scavo non utilizzate devono essere rapidamente trasferite in discariche controllate?.
Con molti saluti.
Firenze, 13 agosto 2010
Il Comitato dei cittadini di via Piemonte




Il muro della “vergogna” …

14 06 2010

Non è  finita.

Ora il Comune di Firenze vuole alzare un muro sopra la discarica di rifiuti di via Piemonte utilizzando decine e decine di enormi barriere in cemento dismesse (rifiuti contaminati) e accatastate sotto il Ponte all’Indiano.

Per camuffare questa spettacolare “striscia di Gaza” in riva d’Arno saranno coperte con una lussureggiante edera finta…, di plastica. Ma sono pronti anche due o tre alberini, questi veri, da mettere sul davanti, lungo la carreggiata. Un progetto sbocciato da una originale collaborazione tra Comune e produttori di rifiuti, purché la discarica resti com’è, non un secchiello in meno.

Se le falde acquifere sono a rischio, ci penserà la provvidenza, chi può fare di più?

Dove manca ogni progetto è il deposito ferroviario, il primo in Italia a nascere sopra una discarica a cielo aperto, alta quasi quattro metri, di terre inquinate del Mugnone, tonnellate di materiali proibiti, fanghi, blocchi di calcestruzzo, rifiuti speciali da demolizioni edili e stradali, che dovevano finire in discariche controllate e invece hanno tombato anche cinque mila mq. vincolati a verde pubblico, senza autorizzazioni, né permessi, né varianti urbanistiche. Mettendo sotto i piedi leggi ambientali e direttive europee, comprese quelle che proibiscono di costruirli accanto ai caseggiati, causa le ben note vicende.

Di più, visto che trenta mila tonnellate di “roba” scaricate in eccesso nell’area a verde non sono più utilizzabili per il deposito ferroviario, si lasciano lì anche quelle, ignorando le leggi che ne impongono lo sgombero. Un colossale monumento al degrado, approdato alle Piagge, sulla via d’accesso alle Cascine, azzerando anche il parco fluviale.

Innumerevoli immagini e filmati dei cittadini l’hanno consegnato alla storia dell’abusivismo, ma il Comune vuole completarlo alla svelta, senza neppure l’ombra di un cartello.

In tempo… per le grandi celebrazioni in onore di Amerigo Vespucci che a Peretola ebbe i natali. Andrà ad arricchire la rassegna “cose dell’altro mondo” dedicata all’illustre concittadino.

Questa è la Firenze del futuro…

Con buona pace dell’ambiente, di chi ci vive e lavora, ma ancora non si rassegna e confida nei controlli e nell’azione delle autorità competenti.

[Comunicato Stampa,  Il Comitato dei cittadini di via Piemonte, Firenze, 11 giugno 2010]




“Discarica” di via Piemonte, bocciata in Consiglio Comunale una mozione che chiedeva di approfondire l’intera vicenda

9 06 2010
“La maggioranza non ha voluto approfondire i punti irrisolti”. Bocciata in Consiglio Comunale una mozione che chiedeva di approfondire l’intera vicenda.

“Nell’ottica della salvaguardia dell’ambiente e della tutela della salute dei cittadini, abbiamo presentato una mozione in cui si auspicava una sospensione dell’iter del progetto di ripristino dell’area ferroviaria, almeno fino a quando non fossero state date delle risposte chiare agli interrogativi e alle presunte irregolarità sollevate dal Comitato, sulle quali peraltro sta indagando la Procura”.

Questo il commento dei consiglieri comunali Tommaso Grassi (Spini per Firenze) e Ornella De Zordo (perUnaltracittà).

La maggioranza – hanno aggiunto i due esponenti dell’opposizione – ha negato qualsiasi problema sui dubbi che avevamo sollevato riguardo alla correttezza dell’iter autorizzativo che aveva visto – nelle more della modifica della Legge sulla disciplina ambientale - da una parte il soggetto privato di Rfi autorizzarsi da solo il progetto della messa a dimora delle terre provenienti dal Mugnone, nonostante le numerose e pesanti obiezioni che Arpat aveva avanzato, e dall’altra il Comune di Firenze che è stato incapace di tutelare la collettività e di governare la vicenda. Basti pensare che quando Rfi chiese agli uffici comunali un parere sulla compatibilità urbanistica, il Comune ha risposto su tutt’altro aspetto. Una gestione carente e deficitaria che non può essere risolta piantando alberi su un terreno che ancora presenta materiale estraneo e su cui ancora nutriamo seri dubbi, e ponendo divisori tra la sede ferroviaria e il ‘giardino’ dei pannelli di cemento che per oltre un anno sono stati sul Viale Redi, ed adesso appaiono intrisi di sostanze inquinanti.”

Per noi la questione non è assolutamente archiviata e continueremo ad occuparcene a fianco dei cittadini” hanno concluso Grassi e De Zordo.





Via Piemonte, presentata una nuova interrogazione

28 05 2010

«Subito nuovi controlli dell’Arpat in Via Piemonte. Serve un intervento di bonifica dell’area».  I consiglieri regionali del PdL Paolo Marcheschi e Jacopo Ferri hanno presentato un’interrogazione alla giunta e all’assessore competente per sollecitare un intervento urgente di bonifica dell’area. «Chiediamo — sostengono Marcheschi e Ferri — che Arpat faccia nuovi accertamenti sui materiali stoccati nel cantiere, e di intervenire quanto prima per bonificare l’area».

Da inizio 2009, nonostante le proteste, e le denunce del Pdl in Comune e in Regione (nonchè dei cittadini residenti nella zona, che hanno anche presentato un Esposto alla Magistratura competente), la questione della discarica abusiva in via Piemonte a Le Piagge è ancora irrisolta.

[Fonte: LaNazione - Firenze]

Per leggere tutti i post precedenti, relativi alla “discarica” di via Piemonte, clicca qui.





“Discarica abusiva” in via Piemonte, comunicato stampa del locale Comitato

27 04 2010
Il 21 aprile u.s il comitato dei cittadini di via Piemonte ha portato all’attenzione delle commissioni Ambiente e Qualità Urbana del Comune di Firenze la vicenda delle 80 mila tonnellate di rifiuti che hanno ridotto un’area di pregio in una discarica a cielo aperto.

Con innumerevoli foto e filmati hanno documentato ciò che da inizio 2009 è stato scaricato sotto gli occhi di oltre 400 famiglie. Cumuli e cumuli di fanghi, blocchi di cemento, materiali da demolizioni edili frammisti alle terre di scavo del Mugnone, subito spianati e sotterrati in tutta l’area, in quantità tali da trasformare in una discarica anche un’area dieci, venti volte quella di via Piemonte, come confermano sentenze e indirizzi della Cassazione penale.

Al termine, il Comitato aveva apprezzato la proposta approvata dalla Commissione Ambiente perché l’amministrazione comunale sospendesse ogni atto di sistemazione finale, senza prima aver chiarito gli aspetti sollevati nel corso dell’audizione dei cittadini. Una misura opportuna, che rompeva finalmente il silenzio su una montagna di materiali proibiti che hanno alzato di oltre tre metri e mezzo il livello originario di tutta l’area, e di fronte alle gravi responsabilità che una discarica abusiva comporta, anche sul piano penale, stante l’inchiesta in corso da parte dell’autorità giudiziaria cui i cittadini guardano con piena fiducia.

Ma di lì a poche ore l’amara sorpresa che ha lasciato esterrefatti tutti i cittadini della zona: una settimana prima,il 13 aprile, la Giunta Comunale aveva già deciso tutto, dando il via ai lavori di completamento con una delibera presa “a sanatoria”, senza darne nessuna comunicazione. Un colpo di spugna, come si dice.

Ieri la proposta di sospensiva avanzata dalla Commissione Ambiente era stata iscritta all’odg del Consiglio Comunale, ma non è stata trattata, causa la mancanza del numero legale per l’uscita a quel punto di numerosi consiglieri.

Si può immaginare le reazioni delle famiglie di via Piemonte, via Molise, via Puglia, via Sicilia e via Sardegna che si aspettavano invece una risposta concreta.

Sia chiaro, i cittadini non potrebbero mai lasciare che sacrosanti diritti e aspettative legittime come il parco pubblico previsto dal PRG finiscano in un discarica. Una delibera di sanatoria non può mai sanare una discarica abusiva, come dimostrano a sufficienza inconfutabili immagini. Ma in quella “sanatoria” non si fa cenno a cosa c’è dentro quel megaterrapieno. Si tace perfino sul fatto che nessun progetto per la costruzione di un piazzale/deposito ferroviario è stato mai preventivamente approvato dalla amministrazione comunale prima dell’inizio degli scarichi di materiali, che nessuna variante agli strumenti urbanistici è stata adottata, che il responso dell’ARPAT sui livelli di contaminazione delle terre scaricate in via Piemonte ne attesta l’assoluta incompatibilità con l’area destinata a verde, che la stessa ARPAT ha dichiarato che nessuna valutazione di compatibilità è stata mai prodotta a tutela delle matrici ambientali.

Le leggi sono chiare, anche le terre di scavo non utilizzate nel rispetto di queste tassative prescrizioni “sono sottoposte alle disposizioni in materia di rifiuti”.

A cose fatte, non riconoscono alcuna possibilità di decidere opere e interventi di sorta. Sopra una discarica di rifiuti non si può costruire o progettare alcunchè. L’unica “sanatoria” possibile è lo sgombero e la bonifica.

COMITATO DI VIA PIEMONTE – Firenze
Comunicato stampa

Per chi fosse interessato ad un “riepilogo” di tutta la vicenda … cliccare qui.





“Discarica abusiva” in via Piemonte, incontro presso il Q5

5 03 2010

Il tema, ai lettori del nostro Blog, è noto … anzi, di più! Ne abbiamo parlato, l’ultima volta, in questo post, in occasione dell’interrogazione a risposta, presentata dall’On. Alessio Bonciani, presso l’ VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati.

Ieri pomeriggio, alle 17:30, c’è stato un incontro, organizzato e promosso dal Presidente del Q5 (avv. Federico Gianassi) per fare il punto della situazione con i cittadini residenti in loco (era presente una delegazione del nostro Comitato, “Gli Amici di via del Pesciolino“). Erano presenti, oltre ai Consiglieri del Q5 (assieme ai membri delle Commissioni Territoriali), anche alcuni tecnici del Comune di Firenze:  ing. Giacomo Parenti (Direttore dell’AREA DI COORDINAMENTO Sviluppo Urbano) ed ing.  Giancarlo Mugnai (Responsabile dell’ Area “Controllo attuazione opere Enti esterni” della Direzione Nuove Infrastrutture e Mobilita).

Sono stati presentati, in breve, sia i risultati di alcune analisi, effettuate a fine Gennaio 2010, su 6 campioni di terra prelevati dai terreni interessati dalle opere di realizzazione del terrapieno che un piano di riqualificazione della zona, concordato tra il Comune di Firenze e RFI.

Appena in possesso dei documenti relativi alle analisi ed al progetto di riqualificazione, se ci sarà permesso, li pubblicheremo sul Blog, a disposizione di chiunque voglia approfondirne la conoscenza.

Nell’occasione, in più interventi dei cittadini presenti, è stata ribadita la necessità che l’Amministrazione Comunale, dopo aver tanto investito (sia come tempo che come risorse) in varie attività di riqualificazione della zona, ultimo (ma non certo ultimo per importanza) il progetto “De Carlo”, si attivi adesso per proseguire, in modo organico, con gli obiettivi prefissati anche in sede di PIUSS.





Discarica abusiva in via Piemonte, interrogazione in Commissione

16 02 2010

Torniamo nuovamente a parlare della “discarica abusiva” in via Piemonte in quanto ci sono significative novità.

E’ stata presentata qualche giorno fa, esattamente il 10 febbraio 2010, dall’On. Alessio Bonciani (che già si era impeganto, nel periodo ante-elezioni Comunali della primavera-estate scorsa, con i cittadini) una interrogazione a risposta presso l’ VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati.

Per chi volesse leggerla, può cliccare qui oppure sul salto pagina immediatamente sotto.

Appena ci saranno novità, ne daremo conto su questo Blog.

Leggi il seguito di questo post »





Discarica abusiva in via Piemonte, resoconto dell’Assemblea Pubblica

30 11 2009

Si è tenuta l’altro ieri, venerdì 27 novembre 2009, un’Assemblea pubblica per illustrare gli sviluppi dell’iniziativa contro la discarica di materiali e terre di scavo (del fiume Mugnone) in via Piemonte.

Leggi l’articolo sul Altracittà (clicca qui).

Questo il comunicato stampa diffuso al termine dell’Assemblea.

Dall’inizio dell’anno, davanti ai grandi caseggiati di Via Piemonte, sono state trasportati e ammassati più di 40 mila mc. di terre di scavo provenienti dal Mugnone. Fanghi, blocchi di cemento, asfalti, materiali da demolizioni, rifiuti ferrosi e plastici, pneumatici, legnami, e quant’altro. Un movimento continuo di camion e imprese, che hanno trasformato 13 mila mq. in una discarica di rifiuti alta quasi quattro metri. Un colossale monumento al degrado e all’abusivismo. Il cartello dei lavori riportava “Adeguamento idrico del Mugnone”, ma l’unico collegamento con il Mugnone è che l’area di Via Piemonte è servita per scaricare terre di risulta che dovevano finire in discariche controllate, lontane da Firenze, con pesanti oneri di gestione. Un disastro annunciato, giorno dopo giorno, in mezzo agli odori nauseanti, i rumori, le vibrazioni insostenibili dei trattori e dei rulli che compattavano la “roba”. Durante l’estate si sono messi perfino a macinare all’aperto le vecchie traversine di cemento, senza alcuna garanzia sull’assenza di amianto, con le polveri trasportate fin dentro le abitazioni. Ma dove sono finiti i cumuli delle traversine triturate? A luglio gli abitanti hanno denunciato tutto questo al Comune, nel tentativo di scongiurare processi irreversibili contro l’ambiente e le falde acquifere. Ma i rifiuti e il degrado hanno continuato a prendere la stessa strada. Ora i cittadini, riuniti in assemblea, hanno accertato che le analisi dei materiali scaricati dimostrano una concentrazione di inquinanti proibita, superiore cioè ai limiti (colonna A) tassativamente prescritti dalla legge, trattandosi interamente di terreni agricoli, in parte vincolati a verde dal piano regolatore. Come è possibile seppellire cinquemila metri quadri di verde pubblico senza che nessuno muova ciglio? E poco importa se, all’inizio di Via Piemonte, il cartello del Comune continua a vantare le magnifiche sorti del “parco fluviale dell’Arno”. Ma nessuno intende rinunciare a sacrosanti diritti. L’assemblea dei cittadini si è espressa in direzione di misure urgenti, che obbligano per legge alla bonifica dell’area. Sopra una discarica di rifiuti, sulla quale è in corso l’inchiesta della Procura, non è possibile costruire né progettare alcunchè. Il Comune ha responsabilità dirette e poteri per rimuovere i danni provocati da una gestione illecita dei rifiuti. Ma anche da inefficienze, mancanza di controlli, verifiche. Si tratta non solo di uscire dall’emergenza, ma di ripristinare in tempi rapidi la qualità ambientale di un’area di indiscutibile pregio naturale e paesaggistico, porta di accesso di Peretola alle Cascine. Questa è la strada che i cittadini intendono percorrere. Del futuro dell’Arno e la sua città.  Firenze, 27 novembre 2009

Per conoscenza ai cittadini viene allegata la tabella riepilogativa del materiale originato dai lavori di adeguamento e bonifica del torrente Mugnone interessanti il tratto da viale Redi fino allo sbocco in Arno, piazzale dell’Indiano.

Fonte dati: registro rintracciabilità terre e materiali di resulta acquisito dal Comitato, insieme ad altra documentazione riguardante il cantiere di via Piemonte nel mese di settembre 2009.

La richiesta di accesso agli atti era stata inoltrata , dai cittadini residenti in questa zona, al Comune di Firenze il 22 maggio 2009. Il Comitato, non avendo ottenuto risposta nei termini di legge documentazione amministrativa , ha presentato il 25 giugno 2009,attraverso l’Ufficio del Difensore Civico del Comune di Firenze, richiesta per il riesame del diniego di accesso alla documentazione amministrativa , frapposto dal Comune, che essendo stata accolta ha consentito di prendere visione ed estrarre copia,in base alla normativa vigente,degli atti amministrativi concernenti il cantiere aperto in via Piemonte. Oltre al Comune di Firenze il 25 settembre 2009 è stata inoltrata la richiesta di accesso agli atti all’Agenzia Regionale di protezione ambientale della Toscana (ARPAT),in quanto aveva effettuato, nei mesi di aprile e maggio 2009 ispezioni al cantiere e prelievo di alcuni campioni di materiale. ARPAT, il 21 ottobre 2009, ha reso disponibile e fornito copia della documentazione.

Queste alcune foto dell’Assemblea.

Free Image Hosting at www.ImageShack.us Free Image Hosting at www.ImageShack.us Free Image Hosting at www.ImageShack.us Free Image Hosting at www.ImageShack.us Free Image Hosting at www.ImageShack.us Free Image Hosting at www.ImageShack.us





Assemblea Pubblica: sviluppi dell’iniziativa contro la discarica abusiva

26 11 2009

VENERDI 27 NOVEMBRE 2009

dalle ore 17,30 alle ore 19,30

presso la “Saletta” gentilmente concessa

dalla Parrocchia di San Biagio a Petriolo

via San Biagio a Petriolo n. 18 (angolo Via Pistoiese) Peretola, Firenze

ASSEMBLEA PUBBLICA ORGANIZZATA DAL COMITATO SPONTANEO (DI VIA PIEMONTE,VIA MOLISE, VIA SARDEGNA, VIA PUGLIA, VIA SICILIA) APERTA A TUTTI I CITTADINI INTERESSATI.

Ordine del Giorno: SVILUPPI DELL’ INIZIATIVA CONTRO LA DISCARICA DI MATERIALI E TERRE DEL MUGNONE IN VIA PIEMONTE





Pronto un esposto per la discarica di via Piemonte

18 05 2009

Se non lo faranno le autorità competenti, presenteremo noi un esposto per denunciare la situazione”. E’ il commento di Adriana Alberici e Alberto Mega della Comunità delle Piagge (entrambi candidati nelle liste di “Per Unaltracittà”) che intervengono sulla vicenda della discarica di via Piemonte.
Nell’area è stato ritrovato del cemento, ricavato dagli scavi operati per la messa in sicurezza del Mugnone, nell’ambito dei lavori per la realizzazione dei lavori del sottoattraversamento ad alta velocità di Firenze. La legge prevede che i terreni da riutilizzare (in questo caso per il tunnel) non possono contenere rifiuti (com’è invece il cemento).

La vicenda della discarica di via Piemonte – commentano – dimostra in tutta la sua evidenza due fra i più grandi problemi di Firenze: l’abbandono totale delle periferie, e l’approssimazione e pericolosità con cui si conducono le cosiddette ‘grandi opere’. Già da diversi giorni alcuni cittadini della zona ci hanno segnalato la presenza di questa discarica, che sorge proprio in un’area di proprietà delle ferrovie”.

L’area di via Piemonte dove sorge la discarica si trova a 50 metri dalle case, ed è indicata dal piano regolatore come adibita ‘a servizi pubblici di quartiere ed in particolare a verde pubblico e sportivo’. “E’ paradossale poi che in questi giorni, a questa situazione di malagestione del territorio si contrapponga una politica di facciata che ha portato ad inaugurare ‘in pompa magna’ parchi fluviali, giardini pubblici e piste ciclopedonali”.

Tra cartelli non esposti, poco chiari, in mezzo a tante ambiguità sulle autorizzazioni concesse è evidente che nella discarica si trovino terre di scarico che contengono rifiuti anche pericolosi. Per questo chiediamo che: si faccia chiarezza sul progetto delle ferrovie e sulle autorizzazioni rilasciate dal Comune di Firenze; si fermi immediatamente lo scarico dei materiali provenienti dal Mugnone; si provveda al più presto a bonificare l’area, che tra l’altro comprime ulteriormente il valore immobiliare delle abitazioni in una zona già vessata dall’amianto dell’ex Stabilimento Gover, dal cattivo odore della Goricina, oltre che dal transito degli aerei; si ripristini la destinazione originaria di ‘verde pubblico di quartiere’ prevista dal piano regolatore”.
[Fonte: Per un'altra città]

Le domande sono tante, le risposte (sinceramente) poche, confuse ed in ritardo … Sarà la volta buona?





“Le Piagge, terra di frontiera” …

4 05 2009

 

Oggi su INFORMA FIRENZE Città (Maggio 2009)   è uscito l’articolo inchiesta del
giornalista Gianni Somigli dal titolo  ”LE PIAGGE TERRA DI FRONTIERA-
In via Piemonte un deposito/discarica delle Ferrovie da 35.000metri cubi di terra
proveniente dal Mugnone seppellisce gli orti,verde pubblico,Piano De Carlo e PRG.
L’autorizzazione? C’é, ma non si trova, Ma non chiamatela periferia.”
In un “Paese Normale”  basterebbe molto meno per approfondire quello che viene riportato
nell’articolo da parte delle Autorità  che a vari livelli dovrebbero o  potrebbero farlo
ma da noi le cose vanno molto a rilento e i “treni” sono sempre più veloci…!
Tra le cose che in questa storia vanno a   rilento (perchè?),trattate nell’articolo ci
sono  l’informazione  ai cittadini   e la trasparenza degli atti
amministrativi/autorizzativi…
In  via Piemonte, da molti mesi in molti ci chiediamo come sia stato possibile aprire un
“cantiere delle ferrovie”  nei modi e nelle forme che tutti noi abbiamo e stiamo
sperimentando sulla nostra pelle e perché   passato il momento “pubblico” ,fatto di
protesta ,articoli di stampa o servizi tv,in cui tutto si ” ripulisce, si sistema, si
ferma il cantiere”, poi tutto “riprende come se nulla fosse…”.
Segnalo che di  recente un concittadino ,esperto, che  ha visto il servizio trasmesso il
23 Aprile su  Rai 3 Buongiorno Regione ,venuto a vedere, ci ha fatto notare ,che forse
quanto realizzato  potrebbe addirittura configurarsi come l’apertura di una  discarica
,in zona non prevista da PRG, e quindi a maggior ragione dovrebbe,se così fosse,  essere
preventivamente pubblicizzata la variazione al PRG  e il tutto autorizzata dalla
Pubblica Amministrazione,in materia di discarica… e se fosse abusiva…
——————————————————————————
Ripetiamo la domanda che da mesi rivolgiamo in tutte le sedi Istituzionali contattate:
chi, su quali atti reali,documentati si fonda la  concessione  dell’autorizzazione alle
Ferrovie  Direzione di Firenze,  di poter  cambiare il PRG,su tutta l’area di via
Piemonte , in vigore fino al 18 Ottobre 2008 e a tutt’oggi, da verde pubblico di
quartiere per consentire alle Ferrovie  da inizio febbraio l’apertura del
cantiere/discarica in tale area ,richiamando il  Progetto approvato da Regione Toscana
,Provincia di Firenze  e Comune di Firenze di ‘”adeguamento idraulico del Torrente
Mugnone” nel  2007 che ,nella parte resa disponibile al pubblico, non prevedeva varianti
su tale area….?
————————————————————————————–
RICORDIAMO  CHE   LA REALTA’ DI QUESTI TEMPI CAMBIA RAPIDAMENTE.. E FORSE IL  PERIODO
ELETTORALE  NON E’ ESTRANEO A TUTTO QUESTO COMPRESI ,ANCHE GLI ACCELLERAMENTI IMPRESSI
ALLA  MOVIMENTAZIONE E SCARICO  DI TERRE DEL MUGNONE  IN   QUEL DI PERETOLA ED ALTRI
LAVORI IN QUESTA PARTE DELLA CITTA !
E’ sicuramente casuale, ma proprio mentre stamattina nelle cassette di Peretola e di
Via Piemonte ,via Molise ,via Sardegna  veniva distribuito  il giornale di cui sopra  ,
le Ferrovie ed i loro appaltatori e subappaltatori ,hanno riaperto il cantiere di Via
Piemonte e i camion di nuovo  ripreso a scaricare  la “roba del Mugnone” lungo la
ferrovia FI-PI-LI.
Al momento in cui inviamo questa e.mail le “montagne” di terra lungo la ferrovia
FI-PI-LI  sorte oggi  Lunedi 2 Maggio ,sono  una quindicina ..  in attesa di essere
“opportunamente” spianate ,distese e rullate ……
SE  TUTTI O  QUALCUNO TRA GLI ATTUALI  CANDIDATI A SINDACO DI FIRENZE ,
PRIMA DEL 6-7 GIUGNO PROSSIMO GIUGNO, VORRANNO DIRE LA LORO E VERIFICARE SUL POSTO  COSA
ACCADE .. FAREMO IL POSSIBILE PER DARNE INFORMAZIONE….E OSPITARLI !!
Cordiali saluti
Lido Ballati

Su INFORMA FIRENZE Città di Maggio 2009  è uscito un articolo-inchiesta, a firna di Gianni Somigli, dal titolo, appunto “Le Piagge, terra di frontiera”. L’articolo è ben scritto, è ampiamente documentato, ed approfondisce bene le problematiche che più volte, anche su questo Blog (ne avevamo già parlato, sia qui che qui), abbiamo segnalato. Sicuramente da leggere (clicca qui per leggerlo o scaricarlo in PDF).

“In via Piemonte, un deposito/discarica delle Ferrovie da 35.000metri cubi di terra proveniente dal Mugnone seppellisce gli orti, verde pubblico, Piano De Carlo e PRG. L’autorizzazione? C’é, ma non si trova, Ma non chiamatela periferia.”

In un Paese civile, o forse basterebbe dire “normale”, non dovrebbe essere un giornalista, ancorchè bravo e preparato, a denunciare queste “anomalie”. In un Paese “normale” basterebbero le segnalazioni di alcuni cittadini per approfondire le evidenti “anomalie”, se così vogliamo definirle, di questa triste vicenda. Ne avevamo già parlato, sia qui che qui.

Ma in questo Paese, quello in cui viviamo,  ”i treni sono sempre più veloci” e le risposte, invece, “vanno sempre a rilento” … Tra le cose che in questa storia vanno davvero a ritmi “da bradipo” ci sono l’informazione, dovuta e doverosa verso gli abitanti-cittadini della zona, e la trasparenza degli atti amministrativi/autorizzativi. In molti, nella zona, si chiedono, ormai da mesi, come sia stato possibile aprire un ”cantiere” FFSS così, dal nulla, nei modi e nelle forme che gli abitanti  sperimentano “sulla loro pelle”.

La domanda, per il momento senza risposta, che da mesi rivolgiamo, in tutte le sedi, alle Istituzioni cittadine è questa: chi ha autorizzato la Direzione Regionale (Toscana) di FFSS a cambiare il PRG, su tutta l’area di via Piemonte (fino al 18 Ottobre 2008, l’area era destinata, e parrebbe fosse così tutt’oggi, a verde pubblico di quartiere) per consentire l’apertura del cantiere/discarica? E, soprattutto, perchè? Con quale obiettivo finale?

E’ sicuramente un caso, ma mentre stamani, nelle cassette della Posta, viene consegnata la copia di Informa Firenze, il cantiere di Via Piemonte riprende, lentamente, a funzionare, ed il viavai di camion, con i loro carichi di terra di riporto che proveniene dai lavori di rifarimento degli argini del Mugnone, ricomincia a scandire le ore della giornata … Appena l’attenzione dei media cala (ricordiamo il servizio andato in onda su TGR-Rai3, “Buongiorno Mattina”) tutto sembra ritornare come prima …

Ma, per quanto ci riguarda, la nostra “attenzione” al problema non cala mai, anzi … tutt’altro. E, com’è nel nostro stile, quest’affermazione, per quanto “forte”, non è una minaccia … ci mancherebbe altro. Ma, questo si, è una promessa. Torneremo a parlare dell’argomento appena ci saranno significativi sviluppi.

Stay tuned





“Tenere i piedi per terra”: in via Piemonte e in via Molise (putroppo) lo sanno bene …

5 04 2009

In via Piemonte, a Firenze (qui), c’era una volta un terreno, di proprietà delle Ferrovie SpA, dove trovavano collocazione alcuni orti sociali. Era, ma lo è tutt’ora (!), un terreno adibito, come indicato nel PRG del Comune di Firenze, “… a Servizi pubblici di quartiere ed in particolare a  Verde pubblico e sportivo (di progetto) … “.

Ma, dal -2 febbraio scorso, è divenuto un terreno di scarico e di raccolta di terra proveniente dalla bonifica degli argini del torrente Mugnone.

La Repubblica, nella cronaca di Firenze, lo scorso 25 febbraio scriveva questo:

Se gli avessero detto cosa succede si sarebbero agitati meno. Non gli sarebbe piaciuto, ma si sarebbero sentiti «rispettati». Invece gli abitanti di via Molise e via Piemonte alle Piagge 1, dall´altra parte della Pistoiese di fronte al borgo di Peretola, non possono che arrabbiarsi di fronte ai lavori delle ferrovie e fare tutte le peggiori congetture. Lungo il tratto finale di via Piemonte che costeggia i binari ferroviari della linea Fi-Pi-Li arrivano uno dopo l’altro i camion della ditta Vangi, girano all´altezza di via Molise e scaricano terra a lato dei binari dove i trattori la spianano. Piano piano l´area, di proprietà delle ferrovie, cresce e dal piano di campagna si alza verso quello dei binari.  Ma perché? «Non si sa. Noi sentiamo il rumore e le vibrazioni, respiriamo la polvere ma nessuno ci spiega niente», dicono i cittadini che abitano in via Molise e sono in pensione: «Non siamo le ronde, ma ho il tempo di andare a piedi e vedere. Scopro molte cose che non vanno».  Via Molise e via Piemonte, da dove si vedono in lontananza i tiranti del ponte dell´Indiano, si ribellano al frastuono e al polverone che copre i condomini davanti a cui gli abitanti hanno piantato mimose, cedri del Libano e magnolie. «Informare i cittadini! Sindaco dove sei?», recitano i cartelli per strada.  Alcuni in rima: «Cosa fanno nessuno lo sa, forse un giorno si saprà».   Altri furibondi:  «Ma o che non si deve mettere il cartello di descrizione  lavori? ».

Tra cartelli non esposti, poi esposti male, poi successivamente aggiustati. Tra autorizzazioni che ci sono sicuramente, poi che probabilmente ci sono, poi che ci dovebbero essere (ma che ancora non si sono viste). Tra, e qui la cosa è seria, terre di scarico/riepimento che contengono rifiuti, generici ma anche pericolosi. Tra un incontro con l’Amministrazione cittadina. Tra l’impegno dei cittadini che abitano nella zona. …

Insomma, la vicenda è ancora in divenire, la questione ha ancora aspetti oscuri che meritano attenzione. Prossimamente, sempre su questo Blog, ulteriori approfondimenti e novità.





“Vergognosa normalità”, 1a puntata. Ma quante altre ce ne saranno ??

30 01 2009

Riprendiamo un articolo apparso oggi su 055news.it che ci interessa da molto, molto vicino.

I temi trattati, putroppo, sono sempre gli stessi. Diciamo, e scriviamo, “putroppo” perchè di denunce e segnalazioni è pieno il web e,  se potessero parlare, anche gli archivi dell’Amministrazione cittadina, mentre di soluzioni neanche a parlarne. Eppure, come indica l’articolo, molti vedono ma osservano ma nessuno sembra interessato a vedere veramente …

Ecco l’articolo.

E’ sempre più difficile indignarsi, denunciare e porre fine alla “vergognosa normalità” che emerge ogni giorno nella città di Firenze e rompere l’assordante silenzio ed i muri di gomma di fronte a certe situazioni.
Cose “assurde”, che non dovrebbero passare inosservate in particolare alle tante Autorità che a Firenze parlano di lotta al degrado, di controllo del territorio, di sicurezza, di accoglienza  di rispetto della legge, ecc ecc. Si richiede la collaborazione dei cittadini, si vuole evitare che prevalgano comportamenti “omertosi e di menefreghismo”, ma poi le segnalazioni, gli esposti e le denunce dei cittadini democratici, che ancora, nonostante tutto, esistono e resistono in questa città, non ricevono adeguata risposta né dall’ Amministrazione Comunale né da parte di altri organismi dello Stato.

Piccole e grandi “vergognose normalità” circondano e offendono la gente comune, minano la convivenza civile, ma “omuncoli” e “quaraquaqua”, hanno da pensare a ben altro, confidando evidentemente che la pazienza e la sopportazione dei cittadini siano illimitate. Quella di seguito descritta è una “vergognosa normalità” che esiste da anni a Firenze, nella zona tra Peretola e Brozzi. E’ la storia di un “residence per senza fissa dimora “ o “senza casa”, collocato in un ‘area vicina alle Cascine di cui nessuno sembra sapere nulla o importare nulla, al pari del degrado ambientale di tutta la zona!

Residence “La Goricina” tra via del Pesciolino e via Molise, per senza fissa dimora, prezzi modici… vita all’aria aperta, in prossimità cantiere CASA SPA, case popolari in costruzione, operativo da diversi anni… praticamente un ‘bed and breakfast!’

Nel cassone di un camion collocato ed abbandonato sul posto da una decina di anni sono stati ricavati due mini appartamenti per ospitare i senza fissa dimora.

Leggi il seguito su 055news.it, clicca qui.

Alle prossime puntate;  perchè vorremmo non scrivere altri post ma … non dipende da noi!





“Ma cosa mi dici mai!” … anche Topo Gigio vuol dire la sua!

13 02 2008

Riceviamo, e (volentieri) pubblichiamo, una lettera che ci è arrivata niente meno che … udite-udite … da un nostro affezionatissimo lettore, “Topo Gigio”.

Ve lo ricordate? “Ma cosa mi dici mai!” o anche “Strapazzami di coccole!

Sarà quello famoso o un suo omonimo? Chissà … Comunque è informatissimo.

Anche lui vuol dire la sua sul “Mistero del fumo irritante“. Questa è la sua lettera. Ascoltiamolo; anzi, meglio, leggiamolo.

Cari cittadini, ho letto l’articolo/inchiesta «Fumi inquinanti: “Conglobit fuorilegge” i tecnici ARPAT certificano i sospetti dei cittadini sempre più preoccupati» che ho trovato nella cassetta delle lettere (ndr, Informa Firenze, Febbraio 2008, pagina 7, articolo a firma di Gianni Somigli).

Ho visto che era riportato l’indirizzo del vostro Blog, mi sono collegato e ho scoperto molte altre cose leggendo i documenti e visionando i filmati. Non sapevo niente di esposti alla magistratura, di verbali ARPAT, del rapporto INAIL sui cantieri del Lazio che producono conglomerati, degli articoli della stampa cittadina, di altre lettere scritte da altri cittadini della zona, etc. … . E’ stata una scoperta sconvolgente: che botta di vita! Incredibile, ma (putroppo) vero: vediamo cosa accade ora….

Banner_FumoIrritante

Leggi il seguito di questo post »





Inceneritori/8

7 02 2008

A distanza di tempo, oltre 6 mesi, anche su questo Blog si torna a parlare di Inceneritori (ne avevamo parlato qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui: questo, invece, il sito del Coordinamento dei Comitati della piana Firenze Prato e Pistoia).

L’argomento, visto quanto è recentemente accaduto in Campania, è sulla bocca di molti e più attuale che mai.

Su un noto Blog italiano (anzi, sul Blog più letto in Italia, quello di BeppeGrillo.it), è apparso oggi un post che definire inquitante è davvero poco: è da brividi!

Il titolo del post è “Le previsioni del cancro“. Viene visualizzata, e commentata, una carta geografica, presa a prestito da Google Maps, che riporta la mappa degli inceneritori in Italia messi a confronto con «la riduzione dell’aspettativa di vita media (in mesi) a causa di antropogenici PM 2,5».

Questo, nonostante le alternative agli inceneritori (leggere e diffondere): documento in formato pdf.

Altri documenti da consultare: Elenco inceneritori: APAT, rapporto rifiuti 2006 e mappa della diminuzione dell’aspettativa di vita: IIASA.

Questo è il testo integrale del post.

Gli inceneritori spuntano nelle Regioni italiane come l’amanita falloide. Svettano da lontano. Oggetti di design. Ci fanno pure le gite scolastiche. Sono i funghi velenosi dei partiti. Non è necessario coglierli per morire. Basta respirarli. Vengono raccomandati in televisione in programmi condotti da presentatori imbelli. Leggi il seguito di questo post »





Domenica ecologica a Firenze: 25 novembre 2007/2

26 11 2007

Un’altra domenica ecologica è passata …

Auto, furgoni, camion, moto, motorini … tutti in garage.

Grandi risultati raggiunti, a giudicare dai calcoli effettuati dal Comune di Firenze: leggi qui.

Ma gli aerei che atterrano e decollano, 365 giorni all’anno, all’Aereporto di Peretola, loro, non inquinano ??

Possibile che nessuno ci pensi mai ??

Interessante spunto per capire se, e quanto, può inquinare un aereoLeggere con attenzione.





Ecoincentivi ed agevolazioni per l’acquisto di veicoli nuovi (“euro 4″ o “euro 5″)

14 09 2007

Aggiornamento: leggi qui, Nessuna rottamazione nel 2008 -Non ci saranno più gli ecoincentivi.

Si parlava, qualche tempo fa, di eco-incentivi per cambiare la propria auto o moto. Ma cosa prevede, esattamente, la Finanziaria 2007? Leggi il seguito di questo post, tratto da Il Sole 24Ore – L’esperto risponde; se preferisci, puoi leggerlo anche on-line a questo indirizzo.

Banner_FumoIrritante

 Continua a leggere …

Leggi il seguito di questo post »





Un articolo che ci riguarda …

20 08 2007

Ieri, domenica 19/8/2007, è uscito (sulla Cronaca di Firenze de Il Giornale) un articolo che parla dei nostri “disagi” e problemi quotidiani. Che continuano, nostro malgrado, a peggiorare: leggere per credere … la disavventura (chiamiamola così) di una signora che abita nel Condominio, scippata la sera di ferragosto.

Qui sotto è riportato il testo integrale dell’articolo: chi volesse scaricarlo (in formato JPG) può cliccare qui.

Raffica di furti alle Piagge – I cittadini: «Abbiamo paura»

Petizione di 120 famiglie residenti: «Troppi irregolari dormono nelle fabbriche abbandonate della zona»

Leggi il seguito di questo post »





Inceneritori/7

6 06 2007

Questo articolo di Repubblica, edizione odierna, è inquietante … si parla della nostra salute, della nostra e quella dei nostri figli. E la salute, con la S maiuscola, si sa … è il bene più prezioso che abbiamo.

Perchè farsi rovinare l’esistenza da un “termovalorizzatore” (o, nel gergo popolare, chiamato inceneritore) dietro casa, visti i grossi problemi di inquinamento che comunque ci sono?

Quali soluzioni proporre?

Solo per informazione, riporto il link ad un video che ci riguarda da vicino: non risolve, da solo, il problema. Ma l’informazione è alla base di una società civile e, i fatti, bisogna conoscerli: soprattutto quando ci interessano in prima persona.

Buona visione.







Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 35 other followers