Siccità, suggerimenti per il risparmio idrico

2 05 2012

Quest’estate si preannuncia particolarmente critica dal punto di vista idrico. E le recenti piogge hanno fatto ben poco, visto che la situazione si trascina da molti mesi. Riportiamo sotto il Comunicato Stampa del Comune di Firenze nel quale si riepilogano utili suggerimenti per risparmiare acqua preziosa. Sono piccoli gesti, ma importanti!

Comunicato stampa, Comune di Firenze

Nonostante le piogge degli ultimi giorni, prosegue lo stato di siccità su gran parte del territorio regionale. Nel 2011, infatti, le precipitazioni sono state nettamente minori rispetto alla media degli ultimi 15 anni, con valori inferiori anche del 50%. I principali invasi, tra i quali quello di Bilancino, non hanno raccolto le quantità di acqua in genere accumulate durante l’autunno e l’inverno.

Per questo motivo, la Regione Toscana ha dichiarato lo “stato di siccità” (con decreto del Presidente della Giunta regionale Toscana n. 87 del 4 aprile 2012).

Il Comune di Firenze invita quindi tutti i cittadini ad un uso accorto dell’acqua e ad adottare una serie di comportamenti anti-spreco: in particolare si invita ad utilizzare l’acqua potabile solo per usi alimentari e igienico-sanitari e non per innaffiare giardini, prati e orti, lavare cortili e piazzali o veicoli, riempire vasche da giardino o fontane ornamentali. E’ importante inoltre:

  • riparare prontamente perdite, anche minime, da rubinetti, sciacquoni, eccetera;
  • installare sui rubinetti dispositivi “frangi-getto” che mescolano l’acqua con l’aria e consentono così di risparmiare acqua pur garantendo un buon flusso;
  • non utilizzare acqua corrente per il lavaggio di stoviglie e verdure, ma solo per il risciacquo;
  • utilizzare l’acqua di lavaggio di frutta e verdura per innaffiare le piante;
  • utilizzare l’acqua di cottura della pasta per il lavaggio manuale delle stoviglie;
  • impiegare lavastoviglie e lavatrici solo a pieno carico;
  • preferire la doccia al bagno, avendo cura in particolare di non far scorrere acqua mentre ci si insapona;
  • non far scorrere in modo continuo l’acqua durante il lavaggio dei denti o la rasatura della barba.




Area ex-Gover: qualcosa si muove

17 04 2012

E’ da tanto tempo che, sul Blog, ci occupiamo della questione relativa all’area ex-Gover, da tempo in dismissione (anzi, sarebbe più corretto dire, abbandonata). Una situazione che, settimana dopo settimana, si fa sempre più difficile ed ingestibile.

Stamani mattina l’Amministrazione Comunale ha fatto un sopralluogo nella zona, per rendersi conto vis-a-vis delle condizioni esistenti. ”Incontreremo la proprietà, le chiederemo di dirci cosa ha intenzione di fare su quest’area perché così non può andare avanti, bisogna metterla apposto“, è stata la promessa del Sindaco.

A nome del locale Comitato (“Gli Amici di via del Pesciolino”) ringraziamo l’Amministrazione Comunale ed il Sindaco per il sopralluogo effettuato e per gli impegni presi. Ci auguriamo anche, in tempi brevi (compatibilmente con la complessità delle procedure da mettere in atto), di poter vedere dei concreti risultati. Terremo aggiornati i nostri lettori, torneremo sull’argomento appena ci sono novità.

P.S. Questo è un articolo apparso sull’edizione online di Firenze di Repubblica, queste invece alcune foto scattate durante la mattinata.

P.S. (bis) Questo, invece, è un articolo pubblicato da Nove da Firenze.





Cassonetto o cassaforte? Adesso i cassonetti si aprono con la chiave …

14 06 2011

Il progetto si chiama “cassonetto a calotta con chiave“; studiato da Quadrifoglio Spa con il contributo della Provincia di Firenze, rivoluzionerà (nelle intenzioni) le abitudini di centinaia, migliaia di cittadini. Un nuovo modello per la raccolta degli scarti, grazie appunto a questi cassonetti-cassaforte. Un’iniziativa per sensibilizzare i cittadini a differenziare e ridurre i rifiuti che producono.

Al via, a Brozzi ed a Quaracchi,  la sperimentazione di un nuovo modello di raccolta degli scarti, grazie a questi cassonetti. Rappresenta un’alternativa al metodo del “porta a porta” e ha lo scopo di aumentare le percentuali di raccolta differenziata a costi meno onerosi. Il sistema si chiama a “controllo volumetrico”. Nella pratica, i cittadini potranno conti-
nuare a differenziare i rifiuti (carta, plastica, vetro, lattine, organico) nei contenitori già disponibili in zona, mentre la parte indifferenziata dovrà essere conferita in un cassonetto del tutto simile a quelli attuali, ma con una “calotta” in acciaio fissa-
ta sul coperchio, che sarà apribile solo attraverso l’uso di una chiave elettronica personalizzata, che sarà consegnata ai cittadini. La dimensione dell’alloggiamento della ca lotta, che dovrà contenere il sacchetto, è di circa 15 litri. Con questo
metodo i cittadini saranno indotti ad effettuare una raccolta differenziata più attenta, riducendo la quantità di scarto indifferenziato all’essenziale. La “personalizzazione” del conferimento dei rifiuti permetterà un controllo e un monitoraggio delle singole utenze, e quindi consentirà azioni di sensibilizzazione mirata su coloro che non effettuano – o effettuano in modo non efficace – la raccolta differenziata. Ma come funzionano? Ecco un video esplicativo.

Qualche dubbio, un pò di diffidenza, rimane. Le persone anziane saranno in grado di utilizzare questi nuovi cassonetti? Aumenterà il numero di rifiuti lasciati dietro ai cassonetti? Potrebbe aumentare il numero di coloro che (malissimo!) utilizzano male anche gli altri cassonetti per la differenziata? Per i sostenitori del porta-a-porta questi interrogativi sono importanti e da non sottovalutare. E, probabilmente, non hanno tutti i torti …

[fonte: IlReporter.it]

 





Firenze, 05/06/2011, nubifragio

5 06 2011

Un evento che si presenta una volta ogni 50 anni circa: dalle 16 alle 20, 85 millimetri di pioggia. E non poteva essere “emergenza” nubifragio.

Questo, un breve filmato amatoriale ripreso in zona viale Belfiore/viale Redi. Ed era solo l’inizio del nubifragio …

 





Traffico, degrado, sicurezza: c’erano una volta le piazze … oggi i Blog!

30 12 2010

C’ERANO una volta le piazze. E le strade, e i negozi di fruttivendolo o di macellaio. I luoghi in cui la gente parlava, si confrontava. Dove nascevano e crescevano le idee, o anche soltanto i pettegolezzi. Dove si diffondevano le notizie, come nelle botteghe di barbiere di una volta. Bene.

Tutto questo esiste ancora. Ma dentro lo schermo dei computer.

Sono nati, sono vivi, e ne dicono di cotte e di crude, i blog di quartiere. Sono le pagine in cui una strada, un quartiere, un piccolo mondo racconta se stesso. Sono l’informazione, ma nata davvero dal basso. Sono le panchine virtuali, su cui la gente si siede, e parla, discute, si confronta. Firenze ha un gran numero di questi blog di quartiere. Non parliamo di quelli istituzionali: parliamo, questa volta, di quelli “liberi”. Nati da gruppi di cittadini, o anche da singoli. Sono i diari della nostra città. Sono le storie che si scrivono, giorno dopo giorno, sulla sua pelle.

Di che cosa parlano? Di ponti, strade, sottopassi, traffico, dissesti, di storie singole di cittadini, di rabbie, preoccupazioni, di case che nascono con la muffa, di quartieri invivibili, di smog, di trasformazioni in peggio — spesso — di una città che era bellissima, o almeno a misura d’uomo.

Tra i blog di quartiere che “raccontano” Firenze, molto attivo quello di San Jacopino, dove si dibatte in questi giorni della riapertura del ponte di via Doni, della pista ciclabile di viale Redi, del “tunnel nel tunnel” di viale Belfiore. Dall’altra parte della città c’è via Gioberti, che nasce dal comitato degli abitanti della via, alle prese con problemi di traffico, di inquinamento acustico, di inquinamento dell’aria, di mancanza di parcheggi. Meno di otto metri di larghezza della strada, e traffico perenne, come via obbligata di scorrimento da piazza Alberti ai viali. Non è vita, dicono gli abitanti.

La nevicata del 17 dicembre tiene ancora banco sulle pagine di molti blog. Come quello del quartiere di Sorgane,  che propone le fotografie degli alberi caduti, e i racconti delle peripezie affrontate dagli abitanti del quartiere.

Uno dei blog a più alto tasso di rabbia è quello delle abitazioni di San Lorenzo a Greve. Di che cosa si tratta? «Nel giugno 2008 sono stati finalmente consegnati i primi attesissimi alloggi ad affitto calmierato del programma ’20.000 abitazioni in affitto’. Siamo a San Lorenzo a Greve, periferia ovest di Firenze”, dicono i firmatari del blog. Che denunciano una serie di gravi problemi che interessano quegli appartamenti. Primo fra tutti, la muffa. Che da tre inverni invade le stanze, per colpa di presunte irregolarità costruttive. Regione, comune di Firenze e Asl, dicono, non hanno mai risposto alle loro interrogazioni. Lottano per la salute. Gli abitanti di via Palazzuolo si raccontano, mentre la comunità delle Piagge trova voce attraverso “cantieri sociali“. Il comitato ha anche eletto una propria rappresentante in consiglio comunale.

Ci sono anche blog che riguardano un condominio soltanto: come pesciolino.wordpress.com (IL NOSTRO!) , che rappresenta le 122 famiglie del grosso condominio di via del Pesciolino, vicino a via Pistoiese.

Lotta contro la speculazione immobiliare nell’area di San Salvi: il comitato si oppone con tutte le sue forze, e cerca di far sentire la sua voce anche attraverso il blog. Vuole essere un “libro aperto” su tutta la città, invece, il “blog di Firenze”.

[di GIOVANNI BOGANI, fonte: La Nazione edizione Firenze]





TAV: oltre 1milione di metri cubi di materiale di scavo da smaltire …

29 12 2010

Molti sono i dubbi riguardo alla definitiva destinazione di almeno 1,5 milioni di metri cubi di terre di scavo provenienti dai lavori per la stazione e il passante del nodo fiorentino dell’Alta Velocità, e già adesso emergono le prime irregolarità nella gestione delle terre di cui era stata già individuata la destinazione.

E’ quanto afferma il consigliere comunale del gruppo Spini Tommaso Grassi.

La gestione delle terre di scavo – dice Grassi- è un enorme problema che è stato già evidenziato da casi illustri a Firenze, a partire dalle terre della messa in sicurezza del Mugnone messe a deposito a meno di 10 metri dalle case in via Piemonte e via Molise, che molti dubbi continua a creare a noi e ai residenti della zona, per poi passare alle terre erroneamente smaltite in via del Pesciolino proveniente dai cantieri dei campini della Fiorentina a Campo di Marte, passando per i ritrovamenti di un anno fa nel sottosuolo dei terreni lungo i lungarni di Firenze. Adesso la notizia pubblicata da alcuni giornali stamani getta ancora più ombre su una gestione leggera e approssimativa, che fa emergere la mancanza di controlli preventivi e di procedure precise e controllate che permettano di fermare in anticipo esempi di illegalità come quelli presenti a Scarperia con le terre dell’Alta Velocità. Ci chiediamo – conclude Grassiinfine se nei progetti di RFI fosse mai esistita la destinazione ‘Scarperia’ per le terre dell’Alta Velocità. Non ci dicano che è stato un errore. Da ora in poi dovremo seguire i camion per verificare che rispettino le indicazioni e le prescrizioni ? Speriamo proprio di porre al più presto fine a questi problemi mettendo una pietra sopra all’intero progetto dell’Alta Velocità nel nodo di Firenze che risulta, giorno dopo giorno, sempre più dannoso, pericoloso, costoso, inutile e non vorremmo aggiungere presto aggiungere anche l’aggettivo ‘illegale’.”

[Fonte: Altracittà]





Nevica!

17 12 2010

E come nevica! Via del Pesciolino è completamente imbiancata; fa uno strano effetto, visto che non capita tutti gli anni. Ecco alcune foto e, sotto, un breve filmato:

 





Firenze, 4 novembre 1966 – Firenze, 4 novembre 2010

4 11 2010

44 anni fa …

4 novembre 1966, ore 9.30. In alcune zone di Firenze l’acqua ha raggiunto il primo piano delle abitazioni. Il sindaco Piero Bargellini, assediato dalle acque in Palazzo Vecchio, manda le prime richieste di aiuto. Nel Viale Edmondo De Amicis saltano le condotte dell’acqua ed è fuori uso anche l’amplificatore di stato. L’Arno rompe anche nella zona di Quaracchi e sommerge i sobborghi di PeretolaBrozzi e la piana dell’Osmannoro nel comune di Sesto Fiorentino.

Per ricordare, per non dimenticare …





Le bugie hanno le gambe corte … o il naso lungo ??

12 10 2010

Il titolo è  volutamente provocatorio; dispiace che, sempre più spesso, per poter dialogare si debbano “alzare i toni” della conversazione. E’ una sconfitta, a prescindere, per tutti: cittadini ed Amministrazione. Ma questa è la situazione attuale e non ci si può fare niente …

Corre l’anno 2009, i mesi sono quelli di Aprile, Maggio e Giugno. A Firenze “scoppia” la primavera e ci si incammina verso l’estate, verso la bella stagione, verso i migliori mesi dell’anno … quelli del bel tempo, delle serate sempre fuori, delle vacanze. Ma prima c’è un appuntamento importante, importantissimo: l’elezione del Sindaco di Firenze (e tutti sappiamo com’è già come si è concluso quel periodo) e, conseguentemente, del Consiglio Comunale e della Giunta.

Tempo di elezioni, tempo di promesse. Elezioni terminate … promesse dimenticate?

Nella nostra zona, oggettivamente, qualcosa è cambiato: in meglio, s’intende. Ma rimane ancora molto da fare. Soprattutto per quanto riguarda l’ordinaria amministrazione del “territorio”, un bene pubblico di primaria importanza.

Ringraziamo  il dr. Andrea Pugliese, Consigliere comunale, per aver ben interpretato il nostro senso di disagio e per aver dato contenuti (e visibilità) a problemi e proposte di miglioramento che sono rimaste, nei fatti, inascoltate da oltre 1 anno. Ha presentato, in Consiglio Comunale, una interrogazione chiedendo l’intervento dell’Amministrazione cittadina su temi attinenti, come scritto sopra, con problematiche legate al territorio (e non solo). Un breve estratto di tale interrogazione si può leggere anche qui (fonte: ilReporter.it).

Ma veniamo ai “fatti” contestati.

Come cittadini, come residenti nella zona, siamo “dispiaciuti”  (ma è evidentemente solo un eufemismo) nel vedere che la pista pedo-ciclabile lungo la goricina inaugurata in “pompa magna”, presente l’Assessore Massimo Mattei assieme all’allora Assessore Cristina Scaletti (oggi in Regione) ed al Presidente del Q5 Federico Gianassi, da neppure 1 anno (vedi qui) versi in condizioni di quasi totale abbandono: erba alta ai lati (cannicci di oltre 2 metri), buche nel percorso (un tratto, non breve, è regolarmente percorso da auto e camion), margini laterali in legno che si stanno rompendo, illuminazione pubblica “fotovoltaica” quasi mai funzionante. Per non parlare di discariche a cielo aperto che, in assenza di controlli, nascono come funghi. Soldi pubblici (tanti!) per realizzarla, un anno (neppure) di esercizio … ed è praticamente inutilizzabile. Eppure mette in comunicazione il Ponte all’Indiano con la stazione ferroviaria delle Piagge. Perché inaugurarla e poi dimenticarsene? Per non parlare di discariche abusive a cielo aperto che, in assenza di controlli, nascono come funghi

Altro tema scottante. Casa SpA: cantiere per la realizzazione di 52 alloggi di edilizia popolare fermo da oltre 2 anni, cioè 24 mesi, 104 settimane, 730 giorni e più. Con il problema di alloggi che oggi anche a Firenze esiste! Come riportato sul sito di Casa SpA, il cantiere è in fase di “riappalto“. Dev’essere complicato ri-appaltare dei lavori se sono passati 2 anni! E nella situazione di abbandono in cui versa (anche, nel tempo, la recinzione è stata rinforzata) diventa rifugio per persone senza fissa dimora e “magazzino” per ricettatori e piccoli ladri. Notizie da Casa Spa? Non pervenute. Questo ostinato silenzio, dovrà durare all’infinito? Ma non basta tutto questo: nelle immediate vicinanze della struttura (meglio, dello “scheletro”), nel piazzale laterale e tergale, sono adesso presenti circa 500 metri cubi (ma potrebbero essere molti di più) di terra inquinata, proveniente principalmente, sembra, dall’intervento di riqualificazione di viale Nenni, in zona Stadio, per la realizzazione dei “campini” di ACF Fiorentina SpA. Terra inquinata, come dimostra la documentazione cartacea e fotografica che abbiamo potuto visionare e, soprattutto, i verbali di ARPAT, che adesso i competenti Uffici Comunali dovranno provvedere a rimuovere.  Ma chi doveva controllare, dov’era? “Ed io pago” … cioè, i cittadini pagano.

Ma non è finita qui. Area industriale dismessa ex-Gover (quello che rimane). Dopo aver bonificato la zona dall’amianto, ed aver nuovamente recintato la zona, niente è stato più fatto. Adesso tutta l’area appare in stato di totale abbandono; la recinzione cede, ci sono varchi che si sono aperti. Un richiamo a cui i bambini che giocano nel  giardino accanto (c’è anche un asilo, 5 metri più in la) non sanno resistere: con tutti i rischi che questo comporta, gravi rischi e pericoli anche per l’incolumità dei bambini stessi. C’è anche un grande bacino di acqua stagnante, facilmente visibile anche tramite Google Maps (vedi qui, è quel “buco” nero contornato da fitta vegetazione e da alberi):  oltre a rappresentare un pericolo, per bambini ed adulti che decidessero di avventurarsi nei meandri dell’area abbandonata, è fonte di vita per milioni e milioni di zanzare che infestano le immediate vicinanze.  Quanti appelli e quanti sopralluoghi sono stati fatti … tutti però con lo stesso risultato. Niente. Almeno in questo le diverse Funzioni dell’Amministrazione cittadina sono coerenti.

I cittadini della zona, ed il locale Comitato (“Gli amici di via del Pesciolino”), sarebbero felici di una risposta dell’Amministrazione cittadina. Una risposta “di fatti”, non solo “di parole”. Risposta che ci auguriamo possa arrivare in tempi brevi.

Se ci saranno sviluppi, e ce lo auguriamo di cuore, saranno oggetto di aggiornamento del Blog.





Bike-Sharing: al via tra breve … già, ma quando ??

5 10 2010

Bike sharing” è una parola molto di moda ma è spesso fraintesa. Si tratta di un sistema di “biciclette condivise” con gestione elettronica (abilitazione, prelievo, riconsegna, pagamenti). Il più noto è il Velib, Parigi, con migliaia di postazioni in tutta la città (per esempio, alle fermate dei trasporti pubblici, nei quartieri etc.), a poche centinaia di metri l’una dall’altra. Il suo significato é infatti essenzialmente l’intermodalità, cioè la connessione fra vari mezzi di trasport, di cui proprio la bicicletta è regina. In questo senso non si tratta di un banale noleggio, come spesso si crede. In Italia è presente a Milano (bikeMi) mentre altre città hanno in esercizio sistemi più modesti e non sempre adeguati.

E da noi, a Firenze?
Se ne parla da alcuni anni, e probabilmente la città è un candidato ideale per un sistema di bike sharing, in grado di fornire un grosso impatto positivo sui drammatici problemi della mobilità urbana. Sicuramente sarebbe una risposta alle ricorrenti lamentele sulla ZTL notturna e anche su quella diurna, soprattutto da parte di commercianti e gestori di locali. E proprio la cerchia dei viali di circonvallazione, forse con qualche propaggine esterna, sarebbe sicuramente il fulcro del sistema almeno in un primo stadio.

Salta però agli occhi di tutti che per un sistema efficace e funzionate vanno soddisfatte alcune pre-condizioni, a monte. Proprio in ZTL la circolazione delle biciclette, del bike sharing o proprie, incontra numerosi ostacoli. Essi derivano dal fatto che, nonostante si tratti di una zona che di regola dovrebbe prevedere poco o nulla traffico motorizzato privato, la viabilità è tutta congegnata per questo ultimo. Che infatti, con una infinità di deroghe o abusi tollerati, invade e devasta il centro.

Esempio tipico: per arrivare in bici da piazza S. Marco a Piazza Indipendenza senza violare il Codice sarebbe necessario passare da p.za Libertà, 1800 metri invece dei 450 di percorso diretto. Un giro pesca assurdo (vedi qui) dettato dal divieto di percorrere due brevi tratti di circa 70-80 metri ciascuno di corsie preferenziali. Le quali per altro sono invece abilitate al transito di “cani e porci”, furbi inclusi. Altro assurdo da rimuovere sono le vie e zone pedonali (transitabili in bici secondo il Codice) a “senso unico”. La segnaletica andrà invece dotata del pannello “eccetto bici” per superare l’assurda anomalia e renderle ciclabili in ambo le direzioni.

E’ necessario qundi che la viabilità della ZTL venga ridisegnata e adeguata, anche tramite segnaletica, ad una vastissima circolazione delle biciclette, ribaltando la perversa logica attuale che mette al primo posto un traffico motorizzato che non dovrebbe esserci o subordinarsi ad una viabilità focalizzata su pedoni, bici e trasporto pubblico.

Va sgombrato il campo da un malinteso: un sistema di bike sharing non è alternativo e non sostituisce affatto la creazione di condizioni di circolazione e di sosta per le migliaia di fiorentini che usano la bici propria, e continuerannoa farlo. Quindi rete ciclabile diffusa e non frammentata, rastrelliere etc. Il sistema di bici condivise invece va a svolgere un ruolo di intermodalità con altri mezzi di trasporto (treno, bus, auto da parcheggi scambiatori, zone commerciali etc) per una utenza diversa, talvolta anche occasionale. Ed ha un grosso impatto sulla diffusione della bicicletta come mezzo di trasporto, di “promozione” in un certo senso, anche a favore della ciclabilità con mezzo proprio.

Sull’aspetto costi sono in circolazione altre leggende, forse interessate. La gestione è interamente a carico della concessionaria della pubblicità, e l’investimento iniziale solo apparentemente alto: si pensi che il costo del rifacimento di parte di piazza Duomo è di circa 900.000, poco sotto ad un ipotizzato esborso di circa 1 milione di euro per l’avvio di un bike sharing fiorentino top level. Del resto l’investimento iniziale può a sua volta essere coperto da contributi statali, regionali ed europei, o da fondazioni e sponsor, come già avvenuto in altre città.

[dal sito Firenzeinbici e dal sito di Altracittà]





Via Piemonte, ancora non ci siamo …

28 08 2010

In relazione alla nota vicenda di via Piemonte (per chi si fosse perso qualche puntata, qui ci sono tutti i post precedenti) è recentemente apparso un articolo su “Il Reporter” (http://www.ilreporter.it/), a pagina 8 dell’edizione di Agosto 2010 (per chi ne fosse sprovvisto, qui si può trovare l’articolo), nel quale si parla di ” … un’Area verde per ripartire …”.

Ben vengano aree verdi nei quartieri della nostra città. Leggendo l’articolo si ha però la sensazione che i veri problemi emersi, e segnalati a più riprese ed a più soggetti dai cittadini, vengano affrontati solo marginalmente.

Questa è la risposta de “Il Comitato dei cittadini di via Piemonte” alla Redazione de “Il Reporter” che vale la pena leggere per intero. Abbastanza articolata, non brevissima, ma con tanti spunti interessanti per capire davvero le ragioni dei cittadini della zona. Buona lettura …

Spettabile Redazione,
l’ultimo numero di Reporter sulla discarica di via Piemonte sembra rivolto più a convincere o confortare se stessi che altri. Affermare però che quanto sta accadendo non è un’opera d’arte, ma neppure niente di pericoloso, che senso ha? Una discarica di rifiuti non è un’opinione, nasce a fronte di un sistema normativo certo.
L’utilizzo delle terre di scavo è possibile solo in “regime di deroga” alla generale disciplina sui rifiuti, subordinato alle prescrizioni del D.lgs. 152/2006 e D.lgs. 4/2008, pena l’esclusione dalla deroga stessa. Condizione imprescindibile è che non siano frammiste a rifiuti speciali, come i fanghi e i materiali da demolizioni edili e stradali, non ammessi a deroga e da smaltire direttamente in discariche controllate.
Ebbene, dal febbraio al settembre 2009 sono state scaricate in via Piemonte più di 80 mila tonnellate di terre del Mugnone miste a cumuli di fanghi e materiali edili e stradali (blocchi di cemento, pezzi di asfalto, ceramiche e mattoni, materiali ferrosi, ecc.), documentati giorno dopo giorno da immagini e filmati acquisiti dalla autorità giudiziaria, che hanno sommerso un’area di oltre 12.000 mq., alzando di tre metri e mezzo il livello dei terreni.
La stessa l’ARPAT, campionando dei cumuli scaricati di circa 300 tonnellate, denunciò alle autorità competenti la presenza di materiali edili, cui fece seguito lo smaltimento (certificato da appositi formulari) di 78,5 tonnellate di rifiuti speciali, pari nientemeno al 26%. Un dato certo indicativo, ma dà la misura e la natura della “roba” che ha determinato l’esclusione dal “regime di deroga”, trasformando in discarica abusiva un’intera area in riva d’Arno.
Non competono a questo Comitato giudizi conclusivi, ma le sentenze confermano un indirizzo costante: l’esclusione delle terre di scavo dal “regime di deroga” comporta automaticamente l’inapplicabilità dell’art. 186 del D.lgs. 152/2006 per il loro utilizzo. Questo hanno denunciato i cittadini al Comune fin dal luglio 2009, rimasto senza risposta, e oggetto di inchiesta da parte della Procura fiorentina.
Di tutto ciò nel vostro articolo non si fà cenno, forse per non disturbare troppo il manovratore… All’insegna del “niente di anomalo”, Reporter vorrebbe assicurare i cittadini almeno sulle condizioni richieste dall’art. 186, ma tace anche qui sul fatto che manca un progetto preventivamente definito e approvato dalla amministrazione comunale per l’impiego delle terre di risulta in funzione di un piazzale/deposito ferroviario. Che manca la compatibilità con gli strumenti urbanistici, denunciata anche dall’ARPAT, avendo gli scarichi coperto 5.000 mq. di area vincolata a verde pubblico e 7.000 mq. di “area ferroviaria a raso” senza varianti al PRG. Che manca la conformità analitica delle terre di scavo in rapporto alla destinazione di via Piemonte e alle matrici dei terreni censiti ad uso agricolo. Il responso dell’ARPAT è che tutte le terre scaricate si caratterizzano in Col. B, incompatibili quindi con la parte a verde pubblico e utilizzabili solo in siti di natura commerciale/industriale, ma l’area ferroviaria, come la stessa ARPAT ebbe a rilevare, non è destinata nel PRG “ad “impianti” ferroviari.
Perché allora affermare che tutto va bene, quando la Cassazione penale ha stabilito che “… in mancanza, anche di una sola delle condizioni previste dalla norma, va senz’altro applicata la disciplina sui rifiuti”?. Manca perfino la relazione finale ex art. 186 sulla gestione delle terre di scavo da parte di RFI spa, a più di dieci mesi dalla conclusione del terrapieno, e ben oltre il termine di un anno fissato per il loro utilizzo, scaduto il quale le terre di scavo sono per legge da considerare rifiuti. E tuttavia nessuna ordinanza di sgombero è stata presa dal Comune…
Potremmo fermarci qui, sopra una discarica di rifiuti infatti non si può costruire né progettare alcunchè. Ma le ultime vicende hanno aggravato lo sconcerto e la rabbia degli abitanti, più di 400 famiglie che vivono nei sei grandi casseggiati che si affacciano intorno.
A dicembre fu avanzata al Comune la proposta di invitare RFI spa a presentare un piano dettagliato di sondaggi e prelievi esteso all’intera area di via Piemonte, condiviso naturalmente dall’ARPAT. Ma il Comune preferì commissionare una analisi delle terre (esclusi quindi i fanghi e i materiali da demolizioni edili e stradali ai quali non è applicabile l’art. 186) allo stesso laboratorio di fiducia di chi ha gestito l’operazione di via Piemonte, disattendendo un elementare principio di imparzialità e terzietà nell’esercizio di una funzione di controllo.
Con alcuni prelievi da un fazzoletto di terra pari al 4% di tutta la superficie del terrapieno, tale laboratorio ha annunciato che nell’area a verde le terre di scavo sono in Col. A. Un risultato, come si è detto, completamente opposto a quello consegnato un anno fa al Comune dall’ARPAT, l’Agenzia deputata per eccellenza alla protezione ambientale, per la quale tutte le terre scaricate in via Piemonte rientrano invece in Col. B. Come la mettiamo?
Dopo mesi di silenzio, il 21 aprile, i cittadini hanno mostrato in audizione alle Commisioni ambiente e qualità urbana del Comune la realtà di via Piemonte: le immagini di come era, cosa è stato scaricato, come è oggi. La Commissione ambiente approvò un odg di sospensiva del cantiere, senonchè una settimana prima la Giunta comunale aveva già dato il via ai lavori con una sostanziale “sanatoria”, senza attestare cioè la conformità dei materiali scaricati e del cantiere alle disposizioni di legge. Una specie di condono “fatto in casa”.
Su questo vuoto, di garanzie e adempimenti, peraltro non sanabili, viene deliberato (a posteriori) il completamento dell’operazione come variante al Progetto di “Adeguamento idraulico del torrente Mugnone”, coinvolgendo Regione e Provincia, che quel Progetto sottoscrissero, nella costruzione di un deposito ferroviario che nulla ha da vedere con la messa in sicurezza del Mugnone, che le direttive europee proibiscono di costruire in presenza di abitati, causa le ben note vicende, e che comunque appartiene ad autonome scelte infrastrutturali di RFI spa. Il “piano gestione terre”, contenente una ipotesi del genere, fu infatti approvato solo da RFI spa, non si è mai tradotto in un progetto approvato a livello locale.
Di più. Con il benestare del Comune, l’area destinata a piazzale/deposito ferroviario viene in questi giorni delimitata dall’area a verde con un imponente muro di cemento (quasi 10 metri di altezza con il terrapieno), che attraverserà tutto il fronte stradale della discarica (oltre 250 metri), utilizzando pari pari le barriere di viale Redi (graffiti compresi), senza neppure i trattamenti di decontaminazione prescritti ai fini del reimpiego. Un impatto paesaggistico devastante e insostenibile, perfino offensivo, che chiude alla vista ogni orizzonte e altera sfacciatamente, in modo irreversibile, la natura ma anche la vita di un’area di pregio e di un quartiere, porta di accesso di Peretola alle Cascine.
A questa deriva ambientale, allo scempio di ogni decoro (ma in che mani siamo?), si aggiunga che non si tiene conto neanche del conseguente aggravamento dei rischi idrogeologici già evidenziati e denunciati, causa il dislivello e la mancanza di ogni opera di regimazione delle acque piovane. Sono bastati gli ultimi temporali per vedere il terrapieno smottare verso le strade e i caseggiati, con fanghi e detriti contaminati e inquinanti. Oltre al persistente acquitrino. Un disastro annunciato, senza alcuna tutela per la salute pubblica.
Anche se la calura ferragostana non si presta a fastidiosi interrogativi, ci sia consentita un’ultima domanda. Ma le 35 mila tonnellate di rifiuti speciali che hanno seppellito l’area a verde pubblico ai fini del costruendo piazzale/deposito ferroviario, e che adesso non servono più, perché il Comune le lascia lì, magari con la promessa di qualche alberino dintorno (se attecchisce), quando la legge impone che le terre di scavo non utilizzate devono essere rapidamente trasferite in discariche controllate?.
Con molti saluti.
Firenze, 13 agosto 2010
Il Comitato dei cittadini di via Piemonte




Pesciolino Party 2010

16 06 2010

Aggiornamento!

Causa maltempo, il Pesciolino Party è rinviato a

Venerdì 18 giugno 2010, stesso luogo e stesso orario

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Giovedì 17 giugno 2010. Ore 19:30. (Nuovi) Giardini di via del Pesciolino.

Data, ora, luogo del prossimo … Pesciolino Party! Per il quarto anno consecutivo si rinnova l’appuntamento, ormai diventato fisso, del mese di Giugno.

Siamo tutti invitati … leggi qui.

In caso di pioggia, o di maltempo, il Pesciolino Party sarà rimandato al giorno successivo, Venerdì 18 giugno 2010, stesso luogo e stesso orario.

Buon Pesciolino Party a tutti!





Il muro della “vergogna” …

14 06 2010

Non è  finita.

Ora il Comune di Firenze vuole alzare un muro sopra la discarica di rifiuti di via Piemonte utilizzando decine e decine di enormi barriere in cemento dismesse (rifiuti contaminati) e accatastate sotto il Ponte all’Indiano.

Per camuffare questa spettacolare “striscia di Gaza” in riva d’Arno saranno coperte con una lussureggiante edera finta…, di plastica. Ma sono pronti anche due o tre alberini, questi veri, da mettere sul davanti, lungo la carreggiata. Un progetto sbocciato da una originale collaborazione tra Comune e produttori di rifiuti, purché la discarica resti com’è, non un secchiello in meno.

Se le falde acquifere sono a rischio, ci penserà la provvidenza, chi può fare di più?

Dove manca ogni progetto è il deposito ferroviario, il primo in Italia a nascere sopra una discarica a cielo aperto, alta quasi quattro metri, di terre inquinate del Mugnone, tonnellate di materiali proibiti, fanghi, blocchi di calcestruzzo, rifiuti speciali da demolizioni edili e stradali, che dovevano finire in discariche controllate e invece hanno tombato anche cinque mila mq. vincolati a verde pubblico, senza autorizzazioni, né permessi, né varianti urbanistiche. Mettendo sotto i piedi leggi ambientali e direttive europee, comprese quelle che proibiscono di costruirli accanto ai caseggiati, causa le ben note vicende.

Di più, visto che trenta mila tonnellate di “roba” scaricate in eccesso nell’area a verde non sono più utilizzabili per il deposito ferroviario, si lasciano lì anche quelle, ignorando le leggi che ne impongono lo sgombero. Un colossale monumento al degrado, approdato alle Piagge, sulla via d’accesso alle Cascine, azzerando anche il parco fluviale.

Innumerevoli immagini e filmati dei cittadini l’hanno consegnato alla storia dell’abusivismo, ma il Comune vuole completarlo alla svelta, senza neppure l’ombra di un cartello.

In tempo… per le grandi celebrazioni in onore di Amerigo Vespucci che a Peretola ebbe i natali. Andrà ad arricchire la rassegna “cose dell’altro mondo” dedicata all’illustre concittadino.

Questa è la Firenze del futuro…

Con buona pace dell’ambiente, di chi ci vive e lavora, ma ancora non si rassegna e confida nei controlli e nell’azione delle autorità competenti.

[Comunicato Stampa,  Il Comitato dei cittadini di via Piemonte, Firenze, 11 giugno 2010]




“Discarica” di via Piemonte, bocciata in Consiglio Comunale una mozione che chiedeva di approfondire l’intera vicenda

9 06 2010
“La maggioranza non ha voluto approfondire i punti irrisolti”. Bocciata in Consiglio Comunale una mozione che chiedeva di approfondire l’intera vicenda.

“Nell’ottica della salvaguardia dell’ambiente e della tutela della salute dei cittadini, abbiamo presentato una mozione in cui si auspicava una sospensione dell’iter del progetto di ripristino dell’area ferroviaria, almeno fino a quando non fossero state date delle risposte chiare agli interrogativi e alle presunte irregolarità sollevate dal Comitato, sulle quali peraltro sta indagando la Procura”.

Questo il commento dei consiglieri comunali Tommaso Grassi (Spini per Firenze) e Ornella De Zordo (perUnaltracittà).

La maggioranza – hanno aggiunto i due esponenti dell’opposizione – ha negato qualsiasi problema sui dubbi che avevamo sollevato riguardo alla correttezza dell’iter autorizzativo che aveva visto – nelle more della modifica della Legge sulla disciplina ambientale - da una parte il soggetto privato di Rfi autorizzarsi da solo il progetto della messa a dimora delle terre provenienti dal Mugnone, nonostante le numerose e pesanti obiezioni che Arpat aveva avanzato, e dall’altra il Comune di Firenze che è stato incapace di tutelare la collettività e di governare la vicenda. Basti pensare che quando Rfi chiese agli uffici comunali un parere sulla compatibilità urbanistica, il Comune ha risposto su tutt’altro aspetto. Una gestione carente e deficitaria che non può essere risolta piantando alberi su un terreno che ancora presenta materiale estraneo e su cui ancora nutriamo seri dubbi, e ponendo divisori tra la sede ferroviaria e il ‘giardino’ dei pannelli di cemento che per oltre un anno sono stati sul Viale Redi, ed adesso appaiono intrisi di sostanze inquinanti.”

Per noi la questione non è assolutamente archiviata e continueremo ad occuparcene a fianco dei cittadini” hanno concluso Grassi e De Zordo.





Inaugurazione

4 06 2010

Verrà inaugurato domani, -5 giugno 2010, il nuovo “Luciano Daddi Hair Studio” (via Pistoiese 166ab, Firenze; telefono 055 318321, ldhairstudio@gmail.com), parrucchiere per Uomo e Donna.

Dalle 17:00, buffet aperitivo e gradito omaggio a tutti coloro che interverranno.

Al “nostro” Luciano, da tutti Condomini, un grande … in bocca al lupo per la questa sua nuova attività.





Via Piemonte, presentata una nuova interrogazione

28 05 2010

«Subito nuovi controlli dell’Arpat in Via Piemonte. Serve un intervento di bonifica dell’area».  I consiglieri regionali del PdL Paolo Marcheschi e Jacopo Ferri hanno presentato un’interrogazione alla giunta e all’assessore competente per sollecitare un intervento urgente di bonifica dell’area. «Chiediamo — sostengono Marcheschi e Ferri — che Arpat faccia nuovi accertamenti sui materiali stoccati nel cantiere, e di intervenire quanto prima per bonificare l’area».

Da inizio 2009, nonostante le proteste, e le denunce del Pdl in Comune e in Regione (nonchè dei cittadini residenti nella zona, che hanno anche presentato un Esposto alla Magistratura competente), la questione della discarica abusiva in via Piemonte a Le Piagge è ancora irrisolta.

[Fonte: LaNazione - Firenze]

Per leggere tutti i post precedenti, relativi alla “discarica” di via Piemonte, clicca qui.





Pesciolino Party 2010: evvai con la Festa!

14 05 2010

Giovedì 17 giugno 2010. Ore 19:30. (Nuovi) Giardini di via del Pesciolino.

Data, ora, luogo del prossimo … Pesciolino Party! Per il quarto anno consecutivo si rinnova l’appuntamento, ormai diventato fisso, del mese di Giugno.

Come già sperimentato gli anni passati, ciascuno di noi potrà, se vuole, portare qualcosa (da bere o da mangiare) da condividere con gli altri. L’obiettivo è quello di stare insieme. E’ un modo come un altro per passare una serata diversa, allegra e, speriamo, divertente. Un’occasione per fare festa. Insomma, un modo per socializzare un pò e, perchè no, per fare nuove amicizie e per consolidare quelle esistenti.

I Consiglieri di Condominio ci diranno poi, singolarmente (e se lo desideriamo), come possiamo collaborare alla buona riuscita della festa.

Buon Pesciolino Party a tutti!





“Discarica abusiva” in via Piemonte, comunicato stampa del locale Comitato

27 04 2010
Il 21 aprile u.s il comitato dei cittadini di via Piemonte ha portato all’attenzione delle commissioni Ambiente e Qualità Urbana del Comune di Firenze la vicenda delle 80 mila tonnellate di rifiuti che hanno ridotto un’area di pregio in una discarica a cielo aperto.

Con innumerevoli foto e filmati hanno documentato ciò che da inizio 2009 è stato scaricato sotto gli occhi di oltre 400 famiglie. Cumuli e cumuli di fanghi, blocchi di cemento, materiali da demolizioni edili frammisti alle terre di scavo del Mugnone, subito spianati e sotterrati in tutta l’area, in quantità tali da trasformare in una discarica anche un’area dieci, venti volte quella di via Piemonte, come confermano sentenze e indirizzi della Cassazione penale.

Al termine, il Comitato aveva apprezzato la proposta approvata dalla Commissione Ambiente perché l’amministrazione comunale sospendesse ogni atto di sistemazione finale, senza prima aver chiarito gli aspetti sollevati nel corso dell’audizione dei cittadini. Una misura opportuna, che rompeva finalmente il silenzio su una montagna di materiali proibiti che hanno alzato di oltre tre metri e mezzo il livello originario di tutta l’area, e di fronte alle gravi responsabilità che una discarica abusiva comporta, anche sul piano penale, stante l’inchiesta in corso da parte dell’autorità giudiziaria cui i cittadini guardano con piena fiducia.

Ma di lì a poche ore l’amara sorpresa che ha lasciato esterrefatti tutti i cittadini della zona: una settimana prima,il 13 aprile, la Giunta Comunale aveva già deciso tutto, dando il via ai lavori di completamento con una delibera presa “a sanatoria”, senza darne nessuna comunicazione. Un colpo di spugna, come si dice.

Ieri la proposta di sospensiva avanzata dalla Commissione Ambiente era stata iscritta all’odg del Consiglio Comunale, ma non è stata trattata, causa la mancanza del numero legale per l’uscita a quel punto di numerosi consiglieri.

Si può immaginare le reazioni delle famiglie di via Piemonte, via Molise, via Puglia, via Sicilia e via Sardegna che si aspettavano invece una risposta concreta.

Sia chiaro, i cittadini non potrebbero mai lasciare che sacrosanti diritti e aspettative legittime come il parco pubblico previsto dal PRG finiscano in un discarica. Una delibera di sanatoria non può mai sanare una discarica abusiva, come dimostrano a sufficienza inconfutabili immagini. Ma in quella “sanatoria” non si fa cenno a cosa c’è dentro quel megaterrapieno. Si tace perfino sul fatto che nessun progetto per la costruzione di un piazzale/deposito ferroviario è stato mai preventivamente approvato dalla amministrazione comunale prima dell’inizio degli scarichi di materiali, che nessuna variante agli strumenti urbanistici è stata adottata, che il responso dell’ARPAT sui livelli di contaminazione delle terre scaricate in via Piemonte ne attesta l’assoluta incompatibilità con l’area destinata a verde, che la stessa ARPAT ha dichiarato che nessuna valutazione di compatibilità è stata mai prodotta a tutela delle matrici ambientali.

Le leggi sono chiare, anche le terre di scavo non utilizzate nel rispetto di queste tassative prescrizioni “sono sottoposte alle disposizioni in materia di rifiuti”.

A cose fatte, non riconoscono alcuna possibilità di decidere opere e interventi di sorta. Sopra una discarica di rifiuti non si può costruire o progettare alcunchè. L’unica “sanatoria” possibile è lo sgombero e la bonifica.

COMITATO DI VIA PIEMONTE – Firenze
Comunicato stampa

Per chi fosse interessato ad un “riepilogo” di tutta la vicenda … cliccare qui.





Salone del Mobile, Firenze (Fortezza dal Basso), fino al 14 Marzo 2010

12 03 2010

Dal Lunedì al Sabato: ore 15:00 – 23:00. Domenica: ore 10:30 – 21:00. PREZZI:  Dal Lunedì al Venerdì: 4,00 €uro.  Sabato e Domenica: 5,00 €uro.

Per i Biglietti “speciali”, a prezzo ridotto ( 2 Biglietti al prezzo di 2,00 €uro dal Lunedì al Venerdì oppure 2 Biglietti al prezzo di 5,00 €uro il Sabato e la Domenica), clicca qui o visita questo sito (http://www.salonedelmobile.com/ticket.asp).

Per ulteriori informazioni, clicca qui o visita questo sito (http://www.salonedelmobile.com).

Buon Salone del Mobile a tutti …





“Un Pesciolino”

12 03 2010
sabato 13 marzo ore 21.00 - TEATRO DELLE SPIAGGE
Stagione Numero Zero
Via del Pesciolino 26 (Firenze)
Ass.cult. Portanova (Roma)

UN PESCIOLINO

di Pier Paolo Pasolini
con Anna Maria Loliva e Daniele Quatraro
regia Nuccio Siano
Scritto nel 1957 da P.P.Pasolini per Adriana Asti e mai rappresentato, “Un pesciolino” anticipa alcune tematiche care all’autore. Nella romantica e bizzarra vicenda di una signorina apparentemente “svitata” che parla con un pesce, si snoda il racconto di una vita in cui affiorano uno dopo l’altro problematiche quali il rapporto maschile/femminile, la diversità  come disvalore, gli  schemi imposti dalla società che dividono gli uomini in opprimenti categorie. Tutto questo tradotto in uno scoppietante monologo. Prima rappresentazione in Toscana.

Per tutti i lettori del Blog, biglietto unico a prezzo fisso: 8,00 euro.







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