Area ex-Gover: qualcosa si muove

17 04 2012

E’ da tanto tempo che, sul Blog, ci occupiamo della questione relativa all’area ex-Gover, da tempo in dismissione (anzi, sarebbe più corretto dire, abbandonata). Una situazione che, settimana dopo settimana, si fa sempre più difficile ed ingestibile.

Stamani mattina l’Amministrazione Comunale ha fatto un sopralluogo nella zona, per rendersi conto vis-a-vis delle condizioni esistenti. ”Incontreremo la proprietà, le chiederemo di dirci cosa ha intenzione di fare su quest’area perché così non può andare avanti, bisogna metterla apposto“, è stata la promessa del Sindaco.

A nome del locale Comitato (“Gli Amici di via del Pesciolino”) ringraziamo l’Amministrazione Comunale ed il Sindaco per il sopralluogo effettuato e per gli impegni presi. Ci auguriamo anche, in tempi brevi (compatibilmente con la complessità delle procedure da mettere in atto), di poter vedere dei concreti risultati. Terremo aggiornati i nostri lettori, torneremo sull’argomento appena ci sono novità.

P.S. Questo è un articolo apparso sull’edizione online di Firenze di Repubblica, queste invece alcune foto scattate durante la mattinata.

P.S. (bis) Questo, invece, è un articolo pubblicato da Nove da Firenze.





Un desiderio chiamato sicurezza …

29 03 2011

Sicurezza, sicurezza, sicurezza … tanto anelata, tanto desiderata quanto (sembra) irrangiungibile! Tante volte, in passato, ne abbiamo parlato (qui, ad esempio).

Purtroppo, anche recentemente, sono tornati in azione i “topi d’appartamento” che hanno colpito anche nel nostro condòminio. Sarà un caso, ma da quando gli edifici abbandonati dell’ex Area-Gover sono tornati ad essere abusivamente occupati da persone senza fissa dimora sono ripresi anche questi piccoli atti di (insostenibile) criminalità quotidiana.

E’ in questo contesto, proprio perché il fenomeno continua ad assumere i connotati di un vero e proprio problema di “quartiere” e non si intravedono soluzioni concrete a breve, che è stato organizzato un incontro pubblico, lo scorso Venerdì 25 marzo 2011, tra i residenti della zona (raccolti all’interno del Comitato Insieme per Quaracchi) ed alcuni rappresentanti del SILP GCIL della Polizia di Stato.

In questo ritaglio di giornale (Il Nuovo Corriere di Firenze, domenica 27 marzo 2011, pagina 1 e pagina 4) un breve resoconto dell’incontro.





Le bugie hanno le gambe corte … o il naso lungo ??

12 10 2010

Il titolo è  volutamente provocatorio; dispiace che, sempre più spesso, per poter dialogare si debbano “alzare i toni” della conversazione. E’ una sconfitta, a prescindere, per tutti: cittadini ed Amministrazione. Ma questa è la situazione attuale e non ci si può fare niente …

Corre l’anno 2009, i mesi sono quelli di Aprile, Maggio e Giugno. A Firenze “scoppia” la primavera e ci si incammina verso l’estate, verso la bella stagione, verso i migliori mesi dell’anno … quelli del bel tempo, delle serate sempre fuori, delle vacanze. Ma prima c’è un appuntamento importante, importantissimo: l’elezione del Sindaco di Firenze (e tutti sappiamo com’è già come si è concluso quel periodo) e, conseguentemente, del Consiglio Comunale e della Giunta.

Tempo di elezioni, tempo di promesse. Elezioni terminate … promesse dimenticate?

Nella nostra zona, oggettivamente, qualcosa è cambiato: in meglio, s’intende. Ma rimane ancora molto da fare. Soprattutto per quanto riguarda l’ordinaria amministrazione del “territorio”, un bene pubblico di primaria importanza.

Ringraziamo  il dr. Andrea Pugliese, Consigliere comunale, per aver ben interpretato il nostro senso di disagio e per aver dato contenuti (e visibilità) a problemi e proposte di miglioramento che sono rimaste, nei fatti, inascoltate da oltre 1 anno. Ha presentato, in Consiglio Comunale, una interrogazione chiedendo l’intervento dell’Amministrazione cittadina su temi attinenti, come scritto sopra, con problematiche legate al territorio (e non solo). Un breve estratto di tale interrogazione si può leggere anche qui (fonte: ilReporter.it).

Ma veniamo ai “fatti” contestati.

Come cittadini, come residenti nella zona, siamo “dispiaciuti”  (ma è evidentemente solo un eufemismo) nel vedere che la pista pedo-ciclabile lungo la goricina inaugurata in “pompa magna”, presente l’Assessore Massimo Mattei assieme all’allora Assessore Cristina Scaletti (oggi in Regione) ed al Presidente del Q5 Federico Gianassi, da neppure 1 anno (vedi qui) versi in condizioni di quasi totale abbandono: erba alta ai lati (cannicci di oltre 2 metri), buche nel percorso (un tratto, non breve, è regolarmente percorso da auto e camion), margini laterali in legno che si stanno rompendo, illuminazione pubblica “fotovoltaica” quasi mai funzionante. Per non parlare di discariche a cielo aperto che, in assenza di controlli, nascono come funghi. Soldi pubblici (tanti!) per realizzarla, un anno (neppure) di esercizio … ed è praticamente inutilizzabile. Eppure mette in comunicazione il Ponte all’Indiano con la stazione ferroviaria delle Piagge. Perché inaugurarla e poi dimenticarsene? Per non parlare di discariche abusive a cielo aperto che, in assenza di controlli, nascono come funghi

Altro tema scottante. Casa SpA: cantiere per la realizzazione di 52 alloggi di edilizia popolare fermo da oltre 2 anni, cioè 24 mesi, 104 settimane, 730 giorni e più. Con il problema di alloggi che oggi anche a Firenze esiste! Come riportato sul sito di Casa SpA, il cantiere è in fase di “riappalto“. Dev’essere complicato ri-appaltare dei lavori se sono passati 2 anni! E nella situazione di abbandono in cui versa (anche, nel tempo, la recinzione è stata rinforzata) diventa rifugio per persone senza fissa dimora e “magazzino” per ricettatori e piccoli ladri. Notizie da Casa Spa? Non pervenute. Questo ostinato silenzio, dovrà durare all’infinito? Ma non basta tutto questo: nelle immediate vicinanze della struttura (meglio, dello “scheletro”), nel piazzale laterale e tergale, sono adesso presenti circa 500 metri cubi (ma potrebbero essere molti di più) di terra inquinata, proveniente principalmente, sembra, dall’intervento di riqualificazione di viale Nenni, in zona Stadio, per la realizzazione dei “campini” di ACF Fiorentina SpA. Terra inquinata, come dimostra la documentazione cartacea e fotografica che abbiamo potuto visionare e, soprattutto, i verbali di ARPAT, che adesso i competenti Uffici Comunali dovranno provvedere a rimuovere.  Ma chi doveva controllare, dov’era? “Ed io pago” … cioè, i cittadini pagano.

Ma non è finita qui. Area industriale dismessa ex-Gover (quello che rimane). Dopo aver bonificato la zona dall’amianto, ed aver nuovamente recintato la zona, niente è stato più fatto. Adesso tutta l’area appare in stato di totale abbandono; la recinzione cede, ci sono varchi che si sono aperti. Un richiamo a cui i bambini che giocano nel  giardino accanto (c’è anche un asilo, 5 metri più in la) non sanno resistere: con tutti i rischi che questo comporta, gravi rischi e pericoli anche per l’incolumità dei bambini stessi. C’è anche un grande bacino di acqua stagnante, facilmente visibile anche tramite Google Maps (vedi qui, è quel “buco” nero contornato da fitta vegetazione e da alberi):  oltre a rappresentare un pericolo, per bambini ed adulti che decidessero di avventurarsi nei meandri dell’area abbandonata, è fonte di vita per milioni e milioni di zanzare che infestano le immediate vicinanze.  Quanti appelli e quanti sopralluoghi sono stati fatti … tutti però con lo stesso risultato. Niente. Almeno in questo le diverse Funzioni dell’Amministrazione cittadina sono coerenti.

I cittadini della zona, ed il locale Comitato (“Gli amici di via del Pesciolino”), sarebbero felici di una risposta dell’Amministrazione cittadina. Una risposta “di fatti”, non solo “di parole”. Risposta che ci auguriamo possa arrivare in tempi brevi.

Se ci saranno sviluppi, e ce lo auguriamo di cuore, saranno oggetto di aggiornamento del Blog.





Via Piemonte, ancora non ci siamo …

28 08 2010

In relazione alla nota vicenda di via Piemonte (per chi si fosse perso qualche puntata, qui ci sono tutti i post precedenti) è recentemente apparso un articolo su “Il Reporter” (http://www.ilreporter.it/), a pagina 8 dell’edizione di Agosto 2010 (per chi ne fosse sprovvisto, qui si può trovare l’articolo), nel quale si parla di ” … un’Area verde per ripartire …”.

Ben vengano aree verdi nei quartieri della nostra città. Leggendo l’articolo si ha però la sensazione che i veri problemi emersi, e segnalati a più riprese ed a più soggetti dai cittadini, vengano affrontati solo marginalmente.

Questa è la risposta de “Il Comitato dei cittadini di via Piemonte” alla Redazione de “Il Reporter” che vale la pena leggere per intero. Abbastanza articolata, non brevissima, ma con tanti spunti interessanti per capire davvero le ragioni dei cittadini della zona. Buona lettura …

Spettabile Redazione,
l’ultimo numero di Reporter sulla discarica di via Piemonte sembra rivolto più a convincere o confortare se stessi che altri. Affermare però che quanto sta accadendo non è un’opera d’arte, ma neppure niente di pericoloso, che senso ha? Una discarica di rifiuti non è un’opinione, nasce a fronte di un sistema normativo certo.
L’utilizzo delle terre di scavo è possibile solo in “regime di deroga” alla generale disciplina sui rifiuti, subordinato alle prescrizioni del D.lgs. 152/2006 e D.lgs. 4/2008, pena l’esclusione dalla deroga stessa. Condizione imprescindibile è che non siano frammiste a rifiuti speciali, come i fanghi e i materiali da demolizioni edili e stradali, non ammessi a deroga e da smaltire direttamente in discariche controllate.
Ebbene, dal febbraio al settembre 2009 sono state scaricate in via Piemonte più di 80 mila tonnellate di terre del Mugnone miste a cumuli di fanghi e materiali edili e stradali (blocchi di cemento, pezzi di asfalto, ceramiche e mattoni, materiali ferrosi, ecc.), documentati giorno dopo giorno da immagini e filmati acquisiti dalla autorità giudiziaria, che hanno sommerso un’area di oltre 12.000 mq., alzando di tre metri e mezzo il livello dei terreni.
La stessa l’ARPAT, campionando dei cumuli scaricati di circa 300 tonnellate, denunciò alle autorità competenti la presenza di materiali edili, cui fece seguito lo smaltimento (certificato da appositi formulari) di 78,5 tonnellate di rifiuti speciali, pari nientemeno al 26%. Un dato certo indicativo, ma dà la misura e la natura della “roba” che ha determinato l’esclusione dal “regime di deroga”, trasformando in discarica abusiva un’intera area in riva d’Arno.
Non competono a questo Comitato giudizi conclusivi, ma le sentenze confermano un indirizzo costante: l’esclusione delle terre di scavo dal “regime di deroga” comporta automaticamente l’inapplicabilità dell’art. 186 del D.lgs. 152/2006 per il loro utilizzo. Questo hanno denunciato i cittadini al Comune fin dal luglio 2009, rimasto senza risposta, e oggetto di inchiesta da parte della Procura fiorentina.
Di tutto ciò nel vostro articolo non si fà cenno, forse per non disturbare troppo il manovratore… All’insegna del “niente di anomalo”, Reporter vorrebbe assicurare i cittadini almeno sulle condizioni richieste dall’art. 186, ma tace anche qui sul fatto che manca un progetto preventivamente definito e approvato dalla amministrazione comunale per l’impiego delle terre di risulta in funzione di un piazzale/deposito ferroviario. Che manca la compatibilità con gli strumenti urbanistici, denunciata anche dall’ARPAT, avendo gli scarichi coperto 5.000 mq. di area vincolata a verde pubblico e 7.000 mq. di “area ferroviaria a raso” senza varianti al PRG. Che manca la conformità analitica delle terre di scavo in rapporto alla destinazione di via Piemonte e alle matrici dei terreni censiti ad uso agricolo. Il responso dell’ARPAT è che tutte le terre scaricate si caratterizzano in Col. B, incompatibili quindi con la parte a verde pubblico e utilizzabili solo in siti di natura commerciale/industriale, ma l’area ferroviaria, come la stessa ARPAT ebbe a rilevare, non è destinata nel PRG “ad “impianti” ferroviari.
Perché allora affermare che tutto va bene, quando la Cassazione penale ha stabilito che “… in mancanza, anche di una sola delle condizioni previste dalla norma, va senz’altro applicata la disciplina sui rifiuti”?. Manca perfino la relazione finale ex art. 186 sulla gestione delle terre di scavo da parte di RFI spa, a più di dieci mesi dalla conclusione del terrapieno, e ben oltre il termine di un anno fissato per il loro utilizzo, scaduto il quale le terre di scavo sono per legge da considerare rifiuti. E tuttavia nessuna ordinanza di sgombero è stata presa dal Comune…
Potremmo fermarci qui, sopra una discarica di rifiuti infatti non si può costruire né progettare alcunchè. Ma le ultime vicende hanno aggravato lo sconcerto e la rabbia degli abitanti, più di 400 famiglie che vivono nei sei grandi casseggiati che si affacciano intorno.
A dicembre fu avanzata al Comune la proposta di invitare RFI spa a presentare un piano dettagliato di sondaggi e prelievi esteso all’intera area di via Piemonte, condiviso naturalmente dall’ARPAT. Ma il Comune preferì commissionare una analisi delle terre (esclusi quindi i fanghi e i materiali da demolizioni edili e stradali ai quali non è applicabile l’art. 186) allo stesso laboratorio di fiducia di chi ha gestito l’operazione di via Piemonte, disattendendo un elementare principio di imparzialità e terzietà nell’esercizio di una funzione di controllo.
Con alcuni prelievi da un fazzoletto di terra pari al 4% di tutta la superficie del terrapieno, tale laboratorio ha annunciato che nell’area a verde le terre di scavo sono in Col. A. Un risultato, come si è detto, completamente opposto a quello consegnato un anno fa al Comune dall’ARPAT, l’Agenzia deputata per eccellenza alla protezione ambientale, per la quale tutte le terre scaricate in via Piemonte rientrano invece in Col. B. Come la mettiamo?
Dopo mesi di silenzio, il 21 aprile, i cittadini hanno mostrato in audizione alle Commisioni ambiente e qualità urbana del Comune la realtà di via Piemonte: le immagini di come era, cosa è stato scaricato, come è oggi. La Commissione ambiente approvò un odg di sospensiva del cantiere, senonchè una settimana prima la Giunta comunale aveva già dato il via ai lavori con una sostanziale “sanatoria”, senza attestare cioè la conformità dei materiali scaricati e del cantiere alle disposizioni di legge. Una specie di condono “fatto in casa”.
Su questo vuoto, di garanzie e adempimenti, peraltro non sanabili, viene deliberato (a posteriori) il completamento dell’operazione come variante al Progetto di “Adeguamento idraulico del torrente Mugnone”, coinvolgendo Regione e Provincia, che quel Progetto sottoscrissero, nella costruzione di un deposito ferroviario che nulla ha da vedere con la messa in sicurezza del Mugnone, che le direttive europee proibiscono di costruire in presenza di abitati, causa le ben note vicende, e che comunque appartiene ad autonome scelte infrastrutturali di RFI spa. Il “piano gestione terre”, contenente una ipotesi del genere, fu infatti approvato solo da RFI spa, non si è mai tradotto in un progetto approvato a livello locale.
Di più. Con il benestare del Comune, l’area destinata a piazzale/deposito ferroviario viene in questi giorni delimitata dall’area a verde con un imponente muro di cemento (quasi 10 metri di altezza con il terrapieno), che attraverserà tutto il fronte stradale della discarica (oltre 250 metri), utilizzando pari pari le barriere di viale Redi (graffiti compresi), senza neppure i trattamenti di decontaminazione prescritti ai fini del reimpiego. Un impatto paesaggistico devastante e insostenibile, perfino offensivo, che chiude alla vista ogni orizzonte e altera sfacciatamente, in modo irreversibile, la natura ma anche la vita di un’area di pregio e di un quartiere, porta di accesso di Peretola alle Cascine.
A questa deriva ambientale, allo scempio di ogni decoro (ma in che mani siamo?), si aggiunga che non si tiene conto neanche del conseguente aggravamento dei rischi idrogeologici già evidenziati e denunciati, causa il dislivello e la mancanza di ogni opera di regimazione delle acque piovane. Sono bastati gli ultimi temporali per vedere il terrapieno smottare verso le strade e i caseggiati, con fanghi e detriti contaminati e inquinanti. Oltre al persistente acquitrino. Un disastro annunciato, senza alcuna tutela per la salute pubblica.
Anche se la calura ferragostana non si presta a fastidiosi interrogativi, ci sia consentita un’ultima domanda. Ma le 35 mila tonnellate di rifiuti speciali che hanno seppellito l’area a verde pubblico ai fini del costruendo piazzale/deposito ferroviario, e che adesso non servono più, perché il Comune le lascia lì, magari con la promessa di qualche alberino dintorno (se attecchisce), quando la legge impone che le terre di scavo non utilizzate devono essere rapidamente trasferite in discariche controllate?.
Con molti saluti.
Firenze, 13 agosto 2010
Il Comitato dei cittadini di via Piemonte




Il muro della “vergogna” …

14 06 2010

Non è  finita.

Ora il Comune di Firenze vuole alzare un muro sopra la discarica di rifiuti di via Piemonte utilizzando decine e decine di enormi barriere in cemento dismesse (rifiuti contaminati) e accatastate sotto il Ponte all’Indiano.

Per camuffare questa spettacolare “striscia di Gaza” in riva d’Arno saranno coperte con una lussureggiante edera finta…, di plastica. Ma sono pronti anche due o tre alberini, questi veri, da mettere sul davanti, lungo la carreggiata. Un progetto sbocciato da una originale collaborazione tra Comune e produttori di rifiuti, purché la discarica resti com’è, non un secchiello in meno.

Se le falde acquifere sono a rischio, ci penserà la provvidenza, chi può fare di più?

Dove manca ogni progetto è il deposito ferroviario, il primo in Italia a nascere sopra una discarica a cielo aperto, alta quasi quattro metri, di terre inquinate del Mugnone, tonnellate di materiali proibiti, fanghi, blocchi di calcestruzzo, rifiuti speciali da demolizioni edili e stradali, che dovevano finire in discariche controllate e invece hanno tombato anche cinque mila mq. vincolati a verde pubblico, senza autorizzazioni, né permessi, né varianti urbanistiche. Mettendo sotto i piedi leggi ambientali e direttive europee, comprese quelle che proibiscono di costruirli accanto ai caseggiati, causa le ben note vicende.

Di più, visto che trenta mila tonnellate di “roba” scaricate in eccesso nell’area a verde non sono più utilizzabili per il deposito ferroviario, si lasciano lì anche quelle, ignorando le leggi che ne impongono lo sgombero. Un colossale monumento al degrado, approdato alle Piagge, sulla via d’accesso alle Cascine, azzerando anche il parco fluviale.

Innumerevoli immagini e filmati dei cittadini l’hanno consegnato alla storia dell’abusivismo, ma il Comune vuole completarlo alla svelta, senza neppure l’ombra di un cartello.

In tempo… per le grandi celebrazioni in onore di Amerigo Vespucci che a Peretola ebbe i natali. Andrà ad arricchire la rassegna “cose dell’altro mondo” dedicata all’illustre concittadino.

Questa è la Firenze del futuro…

Con buona pace dell’ambiente, di chi ci vive e lavora, ma ancora non si rassegna e confida nei controlli e nell’azione delle autorità competenti.

[Comunicato Stampa,  Il Comitato dei cittadini di via Piemonte, Firenze, 11 giugno 2010]




“Discarica” di via Piemonte, bocciata in Consiglio Comunale una mozione che chiedeva di approfondire l’intera vicenda

9 06 2010
“La maggioranza non ha voluto approfondire i punti irrisolti”. Bocciata in Consiglio Comunale una mozione che chiedeva di approfondire l’intera vicenda.

“Nell’ottica della salvaguardia dell’ambiente e della tutela della salute dei cittadini, abbiamo presentato una mozione in cui si auspicava una sospensione dell’iter del progetto di ripristino dell’area ferroviaria, almeno fino a quando non fossero state date delle risposte chiare agli interrogativi e alle presunte irregolarità sollevate dal Comitato, sulle quali peraltro sta indagando la Procura”.

Questo il commento dei consiglieri comunali Tommaso Grassi (Spini per Firenze) e Ornella De Zordo (perUnaltracittà).

La maggioranza – hanno aggiunto i due esponenti dell’opposizione – ha negato qualsiasi problema sui dubbi che avevamo sollevato riguardo alla correttezza dell’iter autorizzativo che aveva visto – nelle more della modifica della Legge sulla disciplina ambientale - da una parte il soggetto privato di Rfi autorizzarsi da solo il progetto della messa a dimora delle terre provenienti dal Mugnone, nonostante le numerose e pesanti obiezioni che Arpat aveva avanzato, e dall’altra il Comune di Firenze che è stato incapace di tutelare la collettività e di governare la vicenda. Basti pensare che quando Rfi chiese agli uffici comunali un parere sulla compatibilità urbanistica, il Comune ha risposto su tutt’altro aspetto. Una gestione carente e deficitaria che non può essere risolta piantando alberi su un terreno che ancora presenta materiale estraneo e su cui ancora nutriamo seri dubbi, e ponendo divisori tra la sede ferroviaria e il ‘giardino’ dei pannelli di cemento che per oltre un anno sono stati sul Viale Redi, ed adesso appaiono intrisi di sostanze inquinanti.”

Per noi la questione non è assolutamente archiviata e continueremo ad occuparcene a fianco dei cittadini” hanno concluso Grassi e De Zordo.





Via Piemonte, presentata una nuova interrogazione

28 05 2010

«Subito nuovi controlli dell’Arpat in Via Piemonte. Serve un intervento di bonifica dell’area».  I consiglieri regionali del PdL Paolo Marcheschi e Jacopo Ferri hanno presentato un’interrogazione alla giunta e all’assessore competente per sollecitare un intervento urgente di bonifica dell’area. «Chiediamo — sostengono Marcheschi e Ferri — che Arpat faccia nuovi accertamenti sui materiali stoccati nel cantiere, e di intervenire quanto prima per bonificare l’area».

Da inizio 2009, nonostante le proteste, e le denunce del Pdl in Comune e in Regione (nonchè dei cittadini residenti nella zona, che hanno anche presentato un Esposto alla Magistratura competente), la questione della discarica abusiva in via Piemonte a Le Piagge è ancora irrisolta.

[Fonte: LaNazione - Firenze]

Per leggere tutti i post precedenti, relativi alla “discarica” di via Piemonte, clicca qui.





“Discarica abusiva” in via Piemonte, comunicato stampa del locale Comitato

27 04 2010
Il 21 aprile u.s il comitato dei cittadini di via Piemonte ha portato all’attenzione delle commissioni Ambiente e Qualità Urbana del Comune di Firenze la vicenda delle 80 mila tonnellate di rifiuti che hanno ridotto un’area di pregio in una discarica a cielo aperto.

Con innumerevoli foto e filmati hanno documentato ciò che da inizio 2009 è stato scaricato sotto gli occhi di oltre 400 famiglie. Cumuli e cumuli di fanghi, blocchi di cemento, materiali da demolizioni edili frammisti alle terre di scavo del Mugnone, subito spianati e sotterrati in tutta l’area, in quantità tali da trasformare in una discarica anche un’area dieci, venti volte quella di via Piemonte, come confermano sentenze e indirizzi della Cassazione penale.

Al termine, il Comitato aveva apprezzato la proposta approvata dalla Commissione Ambiente perché l’amministrazione comunale sospendesse ogni atto di sistemazione finale, senza prima aver chiarito gli aspetti sollevati nel corso dell’audizione dei cittadini. Una misura opportuna, che rompeva finalmente il silenzio su una montagna di materiali proibiti che hanno alzato di oltre tre metri e mezzo il livello originario di tutta l’area, e di fronte alle gravi responsabilità che una discarica abusiva comporta, anche sul piano penale, stante l’inchiesta in corso da parte dell’autorità giudiziaria cui i cittadini guardano con piena fiducia.

Ma di lì a poche ore l’amara sorpresa che ha lasciato esterrefatti tutti i cittadini della zona: una settimana prima,il 13 aprile, la Giunta Comunale aveva già deciso tutto, dando il via ai lavori di completamento con una delibera presa “a sanatoria”, senza darne nessuna comunicazione. Un colpo di spugna, come si dice.

Ieri la proposta di sospensiva avanzata dalla Commissione Ambiente era stata iscritta all’odg del Consiglio Comunale, ma non è stata trattata, causa la mancanza del numero legale per l’uscita a quel punto di numerosi consiglieri.

Si può immaginare le reazioni delle famiglie di via Piemonte, via Molise, via Puglia, via Sicilia e via Sardegna che si aspettavano invece una risposta concreta.

Sia chiaro, i cittadini non potrebbero mai lasciare che sacrosanti diritti e aspettative legittime come il parco pubblico previsto dal PRG finiscano in un discarica. Una delibera di sanatoria non può mai sanare una discarica abusiva, come dimostrano a sufficienza inconfutabili immagini. Ma in quella “sanatoria” non si fa cenno a cosa c’è dentro quel megaterrapieno. Si tace perfino sul fatto che nessun progetto per la costruzione di un piazzale/deposito ferroviario è stato mai preventivamente approvato dalla amministrazione comunale prima dell’inizio degli scarichi di materiali, che nessuna variante agli strumenti urbanistici è stata adottata, che il responso dell’ARPAT sui livelli di contaminazione delle terre scaricate in via Piemonte ne attesta l’assoluta incompatibilità con l’area destinata a verde, che la stessa ARPAT ha dichiarato che nessuna valutazione di compatibilità è stata mai prodotta a tutela delle matrici ambientali.

Le leggi sono chiare, anche le terre di scavo non utilizzate nel rispetto di queste tassative prescrizioni “sono sottoposte alle disposizioni in materia di rifiuti”.

A cose fatte, non riconoscono alcuna possibilità di decidere opere e interventi di sorta. Sopra una discarica di rifiuti non si può costruire o progettare alcunchè. L’unica “sanatoria” possibile è lo sgombero e la bonifica.

COMITATO DI VIA PIEMONTE – Firenze
Comunicato stampa

Per chi fosse interessato ad un “riepilogo” di tutta la vicenda … cliccare qui.





“Discarica abusiva” in via Piemonte, incontro presso il Q5

5 03 2010

Il tema, ai lettori del nostro Blog, è noto … anzi, di più! Ne abbiamo parlato, l’ultima volta, in questo post, in occasione dell’interrogazione a risposta, presentata dall’On. Alessio Bonciani, presso l’ VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati.

Ieri pomeriggio, alle 17:30, c’è stato un incontro, organizzato e promosso dal Presidente del Q5 (avv. Federico Gianassi) per fare il punto della situazione con i cittadini residenti in loco (era presente una delegazione del nostro Comitato, “Gli Amici di via del Pesciolino“). Erano presenti, oltre ai Consiglieri del Q5 (assieme ai membri delle Commissioni Territoriali), anche alcuni tecnici del Comune di Firenze:  ing. Giacomo Parenti (Direttore dell’AREA DI COORDINAMENTO Sviluppo Urbano) ed ing.  Giancarlo Mugnai (Responsabile dell’ Area “Controllo attuazione opere Enti esterni” della Direzione Nuove Infrastrutture e Mobilita).

Sono stati presentati, in breve, sia i risultati di alcune analisi, effettuate a fine Gennaio 2010, su 6 campioni di terra prelevati dai terreni interessati dalle opere di realizzazione del terrapieno che un piano di riqualificazione della zona, concordato tra il Comune di Firenze e RFI.

Appena in possesso dei documenti relativi alle analisi ed al progetto di riqualificazione, se ci sarà permesso, li pubblicheremo sul Blog, a disposizione di chiunque voglia approfondirne la conoscenza.

Nell’occasione, in più interventi dei cittadini presenti, è stata ribadita la necessità che l’Amministrazione Comunale, dopo aver tanto investito (sia come tempo che come risorse) in varie attività di riqualificazione della zona, ultimo (ma non certo ultimo per importanza) il progetto “De Carlo”, si attivi adesso per proseguire, in modo organico, con gli obiettivi prefissati anche in sede di PIUSS.





Discarica abusiva in via Piemonte, interrogazione in Commissione

16 02 2010

Torniamo nuovamente a parlare della “discarica abusiva” in via Piemonte in quanto ci sono significative novità.

E’ stata presentata qualche giorno fa, esattamente il 10 febbraio 2010, dall’On. Alessio Bonciani (che già si era impeganto, nel periodo ante-elezioni Comunali della primavera-estate scorsa, con i cittadini) una interrogazione a risposta presso l’ VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati.

Per chi volesse leggerla, può cliccare qui oppure sul salto pagina immediatamente sotto.

Appena ci saranno novità, ne daremo conto su questo Blog.

Leggi il seguito di questo post »





Discarica abusiva in via Piemonte, resoconto dell’Assemblea Pubblica

30 11 2009

Si è tenuta l’altro ieri, venerdì 27 novembre 2009, un’Assemblea pubblica per illustrare gli sviluppi dell’iniziativa contro la discarica di materiali e terre di scavo (del fiume Mugnone) in via Piemonte.

Leggi l’articolo sul Altracittà (clicca qui).

Questo il comunicato stampa diffuso al termine dell’Assemblea.

Dall’inizio dell’anno, davanti ai grandi caseggiati di Via Piemonte, sono state trasportati e ammassati più di 40 mila mc. di terre di scavo provenienti dal Mugnone. Fanghi, blocchi di cemento, asfalti, materiali da demolizioni, rifiuti ferrosi e plastici, pneumatici, legnami, e quant’altro. Un movimento continuo di camion e imprese, che hanno trasformato 13 mila mq. in una discarica di rifiuti alta quasi quattro metri. Un colossale monumento al degrado e all’abusivismo. Il cartello dei lavori riportava “Adeguamento idrico del Mugnone”, ma l’unico collegamento con il Mugnone è che l’area di Via Piemonte è servita per scaricare terre di risulta che dovevano finire in discariche controllate, lontane da Firenze, con pesanti oneri di gestione. Un disastro annunciato, giorno dopo giorno, in mezzo agli odori nauseanti, i rumori, le vibrazioni insostenibili dei trattori e dei rulli che compattavano la “roba”. Durante l’estate si sono messi perfino a macinare all’aperto le vecchie traversine di cemento, senza alcuna garanzia sull’assenza di amianto, con le polveri trasportate fin dentro le abitazioni. Ma dove sono finiti i cumuli delle traversine triturate? A luglio gli abitanti hanno denunciato tutto questo al Comune, nel tentativo di scongiurare processi irreversibili contro l’ambiente e le falde acquifere. Ma i rifiuti e il degrado hanno continuato a prendere la stessa strada. Ora i cittadini, riuniti in assemblea, hanno accertato che le analisi dei materiali scaricati dimostrano una concentrazione di inquinanti proibita, superiore cioè ai limiti (colonna A) tassativamente prescritti dalla legge, trattandosi interamente di terreni agricoli, in parte vincolati a verde dal piano regolatore. Come è possibile seppellire cinquemila metri quadri di verde pubblico senza che nessuno muova ciglio? E poco importa se, all’inizio di Via Piemonte, il cartello del Comune continua a vantare le magnifiche sorti del “parco fluviale dell’Arno”. Ma nessuno intende rinunciare a sacrosanti diritti. L’assemblea dei cittadini si è espressa in direzione di misure urgenti, che obbligano per legge alla bonifica dell’area. Sopra una discarica di rifiuti, sulla quale è in corso l’inchiesta della Procura, non è possibile costruire né progettare alcunchè. Il Comune ha responsabilità dirette e poteri per rimuovere i danni provocati da una gestione illecita dei rifiuti. Ma anche da inefficienze, mancanza di controlli, verifiche. Si tratta non solo di uscire dall’emergenza, ma di ripristinare in tempi rapidi la qualità ambientale di un’area di indiscutibile pregio naturale e paesaggistico, porta di accesso di Peretola alle Cascine. Questa è la strada che i cittadini intendono percorrere. Del futuro dell’Arno e la sua città.  Firenze, 27 novembre 2009

Per conoscenza ai cittadini viene allegata la tabella riepilogativa del materiale originato dai lavori di adeguamento e bonifica del torrente Mugnone interessanti il tratto da viale Redi fino allo sbocco in Arno, piazzale dell’Indiano.

Fonte dati: registro rintracciabilità terre e materiali di resulta acquisito dal Comitato, insieme ad altra documentazione riguardante il cantiere di via Piemonte nel mese di settembre 2009.

La richiesta di accesso agli atti era stata inoltrata , dai cittadini residenti in questa zona, al Comune di Firenze il 22 maggio 2009. Il Comitato, non avendo ottenuto risposta nei termini di legge documentazione amministrativa , ha presentato il 25 giugno 2009,attraverso l’Ufficio del Difensore Civico del Comune di Firenze, richiesta per il riesame del diniego di accesso alla documentazione amministrativa , frapposto dal Comune, che essendo stata accolta ha consentito di prendere visione ed estrarre copia,in base alla normativa vigente,degli atti amministrativi concernenti il cantiere aperto in via Piemonte. Oltre al Comune di Firenze il 25 settembre 2009 è stata inoltrata la richiesta di accesso agli atti all’Agenzia Regionale di protezione ambientale della Toscana (ARPAT),in quanto aveva effettuato, nei mesi di aprile e maggio 2009 ispezioni al cantiere e prelievo di alcuni campioni di materiale. ARPAT, il 21 ottobre 2009, ha reso disponibile e fornito copia della documentazione.

Queste alcune foto dell’Assemblea.

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Assemblea Pubblica: sviluppi dell’iniziativa contro la discarica abusiva

26 11 2009

VENERDI 27 NOVEMBRE 2009

dalle ore 17,30 alle ore 19,30

presso la “Saletta” gentilmente concessa

dalla Parrocchia di San Biagio a Petriolo

via San Biagio a Petriolo n. 18 (angolo Via Pistoiese) Peretola, Firenze

ASSEMBLEA PUBBLICA ORGANIZZATA DAL COMITATO SPONTANEO (DI VIA PIEMONTE,VIA MOLISE, VIA SARDEGNA, VIA PUGLIA, VIA SICILIA) APERTA A TUTTI I CITTADINI INTERESSATI.

Ordine del Giorno: SVILUPPI DELL’ INIZIATIVA CONTRO LA DISCARICA DI MATERIALI E TERRE DEL MUGNONE IN VIA PIEMONTE





Nuova pista pedonale e ciclabile: inaugurazione

19 11 2009

Venerdì 20 novembre 2009, alle ore 12:00, con ritrovo all’incrocio tra via della Sala e via Lazio, verrà inaugurata la nuova pista pedonale e ciclabile lungo la Goricina (da via Molise a via della Sala).

La nuova pista è lunga 1,35 km (ovvero 1.350 mt) ed è collegata a quella che corre lungo il fiume Arno e che arriva fino ai Renai di Signa. E’ stata realizzata con materiali naturali, per non alterare lo stato dei luoghi, ed è corredata da circa 50 pali per l’illuminazione fotovoltaici (immagazzinano energia solare di giorno e la “restituiscono” di notte). Per la prima volta, nel Comune di Firenze, è stato realizzato un impianto che permette di perseguire risparmi energetici a tutto vantaggio dell’ambiente circostante.

Interverranno l’Assessore alla Mobilità del Comune di Firenze, Massimo Mattei, l’Assessore alla Mobilità del Comune di Firenze, Cristina Scaletti , ed il presidente del Quartiere 5, Federico Gianassi.





Cosa fare quando i rumori provocati da alcuni condòmini disturbano la quiete degli altri?

9 11 2009

Talvolta un vicino compie azioni rumorose, ripetutamente, anche in orari notturni o per lungo tempo.

Non vengono rispettati gli orari tipici del riposo.

Talvolta si hanno problemi di musica ad alto volume, o di altri rumori di vario tipo dovuti ai fatti più diversi (spostamento di brande e letti, lavoro notturno nelle abitazioni, calpestio con suole in legno o tacchi in metallo, realizzazione di feste domestiche, ecc).

Cosa si può fare quando i rumori provocati da alcuni condòmini disturbano la quiete di altri abitanti? Come si può stabilire se il volume della musica o della televisione, o delle voci è troppo alto? Ci sono limiti alle feste domestiche?

I regolamenti di condominio prevedono in genere orari da rispettare negli appartamenti per tenere sotto controllo le rumorosità di qualunque genere. Non vi sono particolari limitazioni alle feste domestiche, fatto però salvo il rispetto della quiete altrui, e lo svolgimento di attività che non siano vietate da leggi nazionali e altre normative locali. I condòmini disturbati possono chiamare direttamente le forze dell’ordine, per fare cessare immediatamente la confusione. In caso di disturbo continuato nel tempo, oltre a richiami scritti dell’Amministratore di condominio, è possibile citare in giudizio i trasgressori. E’ possibile contattare ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) per la misura dei decibel raggiunti dai rumori; il suo intervento può essere richiesto sia dal singolo cittadino che da un giudice. ARPA provvederà a effettuare i rilievi ed i controlli di merito; se risultano superati i limiti previsti dalla legge, verrà imposto di adeguarsi ai valori limite di rumore previsti dalla legge. Sempre i tecnici ARPA verificheranno in seguito se è avvenuto il risanamento e, nel caso in cui accertino la continuazione dell’attività rumorosa, è prevista una sanzione amministrativa fino a 10.329 € (art.10 L.Q. 447/95). Può essere inoltrata informativa di reato all’Autorità Giudiziaria competente (giudice unico – art. 650 del Codice Penale) per inosservanza di un provvedimento dell’autorità. Il singolo cittadino può rivolgersi al Giudice di Pace (art.7 C.P.C.) per ottenere il rispetto dell’art.844 del Codice Civile che, regolando i rapporti di vicinato, vieta le immissioni, le esalazioni, i rumori e gli scuotimenti che superano la “normale tollerabilità”. Non è necessaria l’assistenza di un legale e per questa materia il Giudice di Pace è competente qualsiasi sia il valore della controversia; il Giudice potrà inibire immediatamente l’attività rumorosa, oppure imporre, se tecnicamente possibile, determinati accorgimenti tecnici che riducano il fastidio provocato. Il trasgressore potrà essere condannato al risarcimento dei danni nei confronti di coloro che hanno dovuto subire il fastidio provocato dal rumore. Nei confronti di chi provoca rumore può anche essere intentata una causa penale sulla base dell’art.659 del Codice Penale. Il disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone (ad esempio a causa di schiamazzi notturni provenienti dai frequentatori di un locale, o dall’abuso di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche). L’art.659 C.P. è disposto a tutela della quiete pubblica e privata e colui che viene riconosciuto colpevole di reato è sottoposto ad una serie di “spiacevoli” conseguenze. L’azione penale inizia con un atto di denuncia-querela presentato alla Polizia Giudiziaria (ad es. Carabinieri, Polizia) che lo trasmette immediatamente alla Pretura (competente in base all’art.7 c.p.p.) perché proceda agli accertamenti volti a verificare la sussistenza del reato.

(Fonte: Rete Civica del Comune di Reggio Emilia)

Aggiornamento: vedi anche qui (Fonte: Il CondominioWeb)





“Un bacione a Firenze”; una giornata dedicata alla pulizia collettiva della città

11 09 2009

Sono oltre cento le associazioni che hanno già aderito a “Un bacione a Firenze”, la giornata dedicata alla pulizia collettiva della città, che si terrà sabato 12 settembre 2009 dalle 10:00 alle 12:00. Associazioni che opereranno insieme a singoli cittadini e commercianti, per adesso, in 105 luoghi cittadini. Ma potrebbero essere anche di più. La partecipazione sembra, infatti, destinata ad aumentare viste le numerose telefonate di adesione che continuano ad arrivare in questi giorni allo 055-055 e le tante e-mail che i fiorentini inviano all’indirizzo manda@unbacioneafirenze.net (fonte: Ufficio Stampa, Comune di Firenze).

Uno dei 105 luoghi cittadini scelti è il giardino di via del Pesciolino. Questo è la comunicazione che il Presidente del Q5 ci ha inviato:

Cari Amici,
il Comune di Firenze ha organizzato per la giornata di domani una iniziativa di pulizia della città dal titolo “un bacione a Firenze”. La speranza è che vi partecipino amministratori e cittadini, insieme. Il tutto per sensibilizzare e sensibilizzarci.
Il Quartiere 5 ha aderito indicando alcuni luoghi nei quali intende trovarsi con i consiglieri per fare pulizia. Tra tali luoghi abbiamo scelto il giardino di Via del Pesciolino.
L’iniziativa si svolge dalle ore 9 alle ore 13, in particolare dalle ore 10 alle 12.  Se vorrete partecipare per noi sarà motivo di grande piacere. In via del Pesciolino sarà presente stabilmente la consigliera Glopria Innocenti. Nella speranza di incontrarVi domani vi invio un caro saluto.
Il Presidente Q5, Federico Gianassi

L’appuntamento, per tutti, è per sabato 12 settembre 2009. Interveniamo numerosi!





“La destra non sa cosa fa la sinistra”: ma, allora, è vero?

23 04 2009

Oggi, dal quotidiano La Nazione, edizione di Firenze (questo l’articolo integrale):

“… Inaugurati stamani gli 8 chilometri di percorso pedociclabile lungo la riva destra dell’Arno da fare in bicicletta o a piedi, dalle Cascine (viadotto all’Indiano) a Signa (ingresso Parco Renai). All’inaugurazione erano presenti l’assessore all’ambiente di Palazzo Vecchio e dagli assessori all’ambiente di Signa e Campi. Il percorso realizzato in un po’ meno di due anni di lavori (costo complessivo circa 1milione 300mila euro) con 6 aree di sosta sistemate a verde con arbusti e alberi autoctoni e sedute in pietra, è in stabilizzato di cava, con tratti di pista in sacatrasparent di colore rosso lungo il parcheggio di via Piemonte e in prossimità della passerella dell’Indiano. Nella zona del parco dei Renai un tratto di pista è stato realizzato in asfalto rosso.Nella zona pertinente al Comune di Firenze, in via Piemonte, è stato realizzato un parcheggio scambiatore con 76 posti auto. A margine del parcheggio è stata recuperata un’area vasta di 7000 metri quadri attrezzata a verde, tavoli da pic-nic e posti bici. Un altro parcheggio per 25 posti per ciclomotori e motocicli è stato fatto in via S. Biagio a Petriolo presso l’imbocco della passerella dell’Indiano. L’intervento di realizzazione della pista ha comportato anche il recupero dei cinque sottopassi che servono da collegamento fra la pista e la città. E’ stata migliorata l’illuminazione, rifatti gli impianti fognari, rinnovata la pavimentazione stradale con il ripristino dei parametri murari in pietra, mattoni, cemento armato. E nel sottopasso di via S. Biagio a Petriolo è stato possibile realizzare un percorso pedonale differenziato da quello carrabile. E poi la segnaletica. In prossimità degli accessi alla pista sono stati collocati pannelli a colori che illustrano il percorso, fontanelli di acqua potabile. Nelle aree di sosta sono stati collocati pannelli in pietra lavica smaltata illustrativi e descrittivi della flora, della fauna e dei luoghi più particolari e curiosi che si vedono dall’altra sponda. …”

Tutto vero. In gran parte, almeno. Sicuramente è un’ottima cosa, una “ricchezza” per Firenze, per la sua periferia e per tutti i cittadini. Un’opportunità in più, un modo diverso per raggiungere posti interessanti, per fare una passeggiata all’aria aperta; una “sgambata fuori porta”, in bici o a piedi, divertente e simpatica. Alcuni aspetti, però, lasciano perplessi: il pic-nic sotto il Ponte all’Indiano, dove sono stati allestiti spazi ad hoc (ma la location, sinceramente, non è delle migliori). Oppure le fontanelle di acqua potabile che, però, di acqua (ancora) non ne erogano. Dettagli …

L’aspetto però molto inquietante è che, veramente, sul serio, “la destra non sa cosa fa la sinistra“. A destra della ferrovia, un percorso pedociclabile nuovo di zecca, costato 1 milione e 300 mila euro, quello di cui si parla nell’articolo. A sinistra della ferrovia, quindi a non più di 8/10 metri lineari da questo “magnifico” percorso, la Goricina, canale di deflusso di acque, abbandonata a se stessa così come le scarpate prospicenti. E non solo: sul primo tratto del percorso, quello che affianca via Piemonte, “strani” lavori delle Ferrorie dello Stato che tanto scalpore e tanta indignazione hanno fatto emergere nei cittadini della zona (ne avevamo parlato qui).

Mentre gli abitanti di via Piemonte, via Sardegna, via Molise, etc. si dannano l’anima per capire perchè il loro “ambiente” quotidiano cambia così radicalmente, longitudinalmente, a soli 10 metri di distanza in linea d’area, ciclisti e podisti beatamente si godono il “nuovissimo” percorso pedociclabile … E’ proprio vero, destra e sinistra non sono la stessa cosa …





Centro Culturale di via del Pesciolino: è stato pubblicato il bando per l’affidamento della gestione

6 04 2009

Dopo i lavori di ristrutturazione di uno degli edifici all’ex Gover, la struttura del Quartiere 5 che già ospitava il centro culturale è ora pronta per ospitare nuovamente le attività culturali.Il Consiglio di Quartiere 5 ha indetto un bando di gara per selezionare l’associazione culturale che gestirà per tre anni le attività. Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro le 13,00 del prossimo 17 aprile presso la sede del Quartiere 5 in via Lambruschini, 33.Il bando di gara per la gestione delle attività culturali all’ex Gover (in via del Pesciolino, 26/a) è per tre anni rinnovabili per altri tre.La struttura, parzialmente arredata, ha un grande locale adibito a sala teatro con tutte le attrezzature per la messa in scena di opere teatrali, ha una gradinata per il pubblico, camerini, magazzini e servizi.Ci sono tre sale per le prove musicali e i servizi igienici.La gestione sarà assegnata all’associazione la cui proposta avrà ottenuto il maggior punteggio assegnato secondo i principi indicati nel bando di gara, in funzione del minor costo sostenuto dal Quartiere 5.

[fonte: Comune di Firenze, Ufficio Stampa]





Amianto: qualcuno (finalmente!) ha capito che il problema è serio …

18 03 2009

Immobile sottoposto a sequestro

… ed ha fatto la prima mossa. Concreta. Perentoria. Ufficiale.

Ciò che rimane del sito industriale “ex-Gover” adesso è sotto sequestro, così come disposto dal Nucleo Operativo Ecologico (NOE) del Comando Carabinieri per la tutela dell’Ambiente di Firenze.

Tante, tantissime volte abbiamo segnalatato il problema. Anche sulle pagine di questo Blog, in più situazioni (ad esempio, qui, qui, qui ed anche qui) abbiamo chiesto all’Amministrazione cittadina di intervenire per tutelare la salute dei cittadini della zona.

Abbiamo fatto anche un accorato appello al signor Sindaco di Firenze (leggi qui), abbiamo promosso una Petizione popolare, abbiamo anche presentato un Esposto alla Procura della Repubblica di Firenze.

Inizialmente, non siamo stati presi in considerazione. Poi abbiamo avuto qualche risposta (poche, per la verità) di circostanza. Per dovere istituzionale. Poi, mentre le segnalazioni continuavano, abbiamo provato sulla nostra pelle la sensazione di essere ignorati, quasi come se non esistessimo, come se fossimo invisibili. Dopodichè abbiamo ricevuto indicazioni che minimizzavano il problema, lo riconducevano a delle semplici pratiche amministative/burocratiche, quasi fosse un non-problema e, anzi, il problema fossimo noi. Poi è arrivato l’interessamento dei media. Hanno parlato di noi, e delle nostre “battaglie”, i quotidiani locali, poi sono arrivate le televisioni regionali ed infine, ed è storia recente, quelle nazionali. Il resto lo ha fatto il periodo pre-elettorale che la città sta vivendo. “Triste” come considerazione, ma putroppo questa è la realtà dei fatti …

Ed adesso, dal 17 marzo 2009, il sito industriale “ex-Gover” è sotto sequestro, a dimostazione delle denunce e segnalazioni fatte dai cittadini e del pericolo che, oggettivamente, lo stesso rappresenta anche per la salute degli abitanti della zona. E non dimentichiamo che ad appena 50 metri (ripeto, cinquanta metri) in linea retta ci sono 2 asili comunali frequentati da decine di bambini di età compresa tra i 2 anni e mezzo ed i 6. Bambini. Il nostro futuro.

Per chi volesse approfondire e verificare di persona lo stato del sito industriale ex-Gover, e per chi volesse osservare anche il contesto urbanistico in cui lo stesso è inserito, questo è un video, girato il 18 marzo 2009, interessante da guardare.

Torneremo sull’argomento, ovviamente, appena ci saranno aggiornamenti, nella speranza di poter annunciare, a breve, anche l’effettivo smaltimento di tutto l’amianto ancora presente.

Aggiornamento.

Breve rassegna stampa della notizia, ripresa da alcuni quotidiani. Repubblica, La Nazione, Il Firenze.





Il rispetto per la cittadinanza non è nè di destra nè di sinistra …

25 02 2009

… è, semplicemente, un dovere dell’Amministrazione pubblica, visto che alla fine sono davvero i cittadini a pagare. E loro, senza ombra di dubbio, pagano sempre. Ma, questo almeno bisogna concederglielo, in silenzio non ci stanno: anzi! Ed il Comitato “Gli amici di via del Pesciolino” è dalla loro parte …

25022009_repubblica_copertinaSu Repubblica di oggi, nell’edizione cittadina, c’è un articolo che parla dei disagi della zona, mettendo l’accento su problemi che, più e più volte, in passato, sono stati denunciati da questo Blog. Con risultati, sinceramente, deludenti: ma questo non è certo imputabile ai cittadini.

Abbiamo dedicato 2 post, o articoli, al degrado (” a go-go “, come ci siamo permessi di definirlo) della zona: chi fosse interessato può leggerli, qui e qui. Risultati? Insoddisfacenti.

Abbiamo anche denunciato la presenza, a cielo aperto, di una fabbrica abbandonata, interamente coperta di AMIANTO (leggi qui). Ma non solo: a questo va aggiunto che la stessa è posizionata a non più di 50/100 metri da un complesso residenziale di circa 300 famiglie, a non più di 25/50 metri da una scuola materna comunale ed è confinante ad un nuovo giardino pubblico in corso di realizzazione (i lavori sono in fase di ultimazione)! Risulati? Nessuno.

Abbiamo denunciato anche un uso non propriamente oculato dei fondi pubblici, quando abbiamo documentato la presenza di un parcheggio in corso di realizzazione, di fatto abbandonato a se stesso (leggi qui). Risultati? Nessuno.

Non vedo, non sento, non parlo. Sembra questo il messaggio che arriva dall’Amministrazione cittadina.

Di seguito si riporta il testo dell’articolo di Repubblica. Accadrà qualcosa? Lo speriamo vivamente anche se, visti i precedenti, lo scoraggiamento è forte. Ma non noi molleremo … mai!

Se gli avessero detto cosa succede si sarebbero agitati meno. Non gli sarebbe piaciuto, ma si sarebbero sentiti «rispettati». Invece gli abitanti di via Molise e via Piemonte alle Piagge 1, dall´altra parte della Pistoiese di fronte al borgo di Peretola, non possono che arrabbiarsi di fronte ai lavori delle ferrovie e fare tutte le peggiori congetture.  Lungo il tratto finale di via Piemonte che costeggia i binari ferroviari della linea Fi-Pi-Li arrivano uno dopo l´altro i camion della ditta Vangi, girano all´altezza di via Molise e scaricano terra a lato dei binari dove i trattori la spianano. Piano piano l´area, di proprietà delle ferrovie, cresce e dal piano di campagna si alza verso quello dei binari. Ma perché? «Non si sa. Noi sentiamo il rumore e le vibrazioni, respiriamo la polvere ma nessuno ci spiega niente», dicono Lido Ballati e Ciro De Quattro che stanno in via Molise e sono in pensione, Ballati qualche lavoretto da biologo lo fa ancora: «Non siamo le ronde, ma ho il tempo di andare a piedi e vedere. Scopro molte cose che non vanno». Via Molise e via Piemonte, da dove si vedono in lontananza i tiranti del ponte dell´Indiano, si ribellano al frastuono e al polverone che copre i condomini davanti a cui gli abitanti hanno piantato mimose, cedri del Libano e magnolie. «Informare i cittadini! Sindaco dove sei?», recitano i cartelli per strada. Alcuni in rima: «Cosa fanno nessuno lo sa, forse un giorno si saprà». Altri furibondi: «Ma o che non si deve mettere il cartello di descrizione lavori?».
(continua a leggere …)





“Disagio AEROPORTO: la questione è riaperta anche nelle Istituzioni”

15 12 2008

A che punto siamo? Quali sono le proposte in discussione? Quali sono le aspettative della cittadinanza?

Si discute molto su questo tema; già in passato, in diverse occasioni, ci siamo occupati di queste problematiche. Ad esempio, leggi qui.

A queste, ma anche ad altre domande, sarà data una rispota all’ASSEMBLEA PUBBLICA, martedì 16 dicembre 2008 alle ore 21,00 presso il circolo Libertà in via di Brozzi, 56 – Firenze (qui, esattamente). Assemblea organizzata dai rappresentanti LUDA/SMS di Peretola – Legambiente – Amici della Terra – Comitati Spontanei di zona.

Interverrano i responsabili dei raggruppamenti politici in lista alle prossime elezioni comunali del 2009.

La partecipazione è libera. Incontriamoci per la sicurezza e la salute di tutti noi.

Per ulteriori informazioni, scrivi a vespuccino@alice.it







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