Il mistero del fumo irritante

1 08 2007

E’ uscito un articolo sulla cronaca di Firenze de La Nazione (27/7/2007, pagina VI) che ha evidenziato un problema che molti di noi hanno, putroppo, sperimentato in prima persona: “Via Pistoiese, il mistero del fumo che irrita“.

Siamo ancora lontani dalla soluzione ma, almeno, il problema comincia ad essere portato all’attenzione anche dei mezzi di informazione e, pertanto, se ne comincia a parlare (speriamo) seriamente.

Questo tema è anche un punto importante e centrale della “nostra” Petizione: questo il post che ne parla, questo il testo integrale della Petizione e da qui la si può firmare. Inutile ricordare che, chi ancora non l’avesse firmata, è caldamento invitato a … firmarla, ovvio no?

Tutte le Istituzioni cittadine sono state informate della Petizione, ARPAT incluso; alcuni di noi, cittadini esasperati, hanno anche scritto personalmente all’ARPAT stesso (a questi indirizzi e-mail, pubblici: dip.fi@arpat.toscana.it ; protocollo@arpat.toscana.it ; dirgen@arpat.toscana.it ; urp@arpat.toscana.it ; aria.fi@arpat.toscana.it ; amianto.fi@arpat.toscana.it) che, anche se in modo interlocutorio, ha risposto. Non è molto, ma è pur sempre qualcosa … .

In ogni caso la nostra determinazione è, e rimane, sempre alta, altissima: “non passa lo straniero“, nel senso che, visto che si parla della nostra salute e di quella (ancora molto più importante) dei nostri figli, non molleremo fino alla completa soluzione del problema e fintanto non avremo tutte le risposte richieste.

L’articolo, in versione integrale, apparso su La Nazione, cronaca di Firenze, a pagina VI:

Via Pistoiese, il mistero del fumo che irrita

Da due mesi gli abitanti avvertono bruciore agli occhi: vani tutti i sopralluoghi

DA DUE MESI, quasi tutte le mattine, tra le sette e le otto. Sono tanti gli abitanti della zona compresa tra Peretola, via Pistoiese, Le Piagge, via di Cammori, più spostata verso la Pratese, ad aver lamentato irritazione agli occhi e bruciori, colpi di tosse. E fino a quando le scuole sono state aperte, anche insegnanti e studenti hanno chiesto più volte un intervento risolutore. La causa o le cause? Ancora un mistero. Le innumerevoli segnalazioni giunte ai carabinieri di Peretola, come alla polizia municipale, all’Arpat, e i vigili del fuoco, parlano di un fumo acre, o del caratteristico odore di plastica bruciata, come pure di zolfo. E proprio i pompieri sono intervenuti ieri mattina per un sopralluogo durante il quale sono stati impiegati gli specialisti del nucleo Nbcr (nucleare, biologico, chimico e radiologico). Dotati di strumenti appositi, hanno effettuato rilevazioni dell’aria per stabilire le sostanze presenti. L’accertamento è durato poco più di mezz’ora. Dai risultati ufficiosi non sembra che siano state individuate sostanze tossiche. I vigili del fuoco, già chiamati altre volte, avevano fatto presente ai richiedenti che si doveva intervenire in tempo reale, e che quindi la squadra sarebbe partita in corrispondenza dei casi di «intossicazione». Così è stato, ma l’accertamento non ha rilevato alcunché di strano, di nocivo, di pericoloso. E però ripetuti sopralluoghi e segnalazioni significano pur qualcosa. Poco più di una settimana fa, ad esempio, la polizia municipale era intervenuta su segnalazione di una persona che segnalava fumo denso in zona, di gomma bruciata. Poteva essere ritenuto causa del problema, «complice» magari la direzione del vento?

I VIGILI URBANI al comando degli ispettori Cellino e Bardi erano andati a dare un’occhiata. Il controllo aveva riguardato un capannone, già sede di una fabbrica abbandonata, da tempo «abitato» soprattutto da romeni. Anche in questo caso, non sarebbe stata individuata alcuna traccia significativa. E però le ipotesi si rincorrono. E con le ipotesi, le «tracce» suggerite dai cittadini. L’ultima: il fumo sembra provenire da un cantiere edile. Certo la zona, per così dire variegata, si presta al ’giallo’: tra baracche di nomadi, impianti abbandonati o per la raccolta di inerti, attività industriali (una fonderia), e/o artigianali: tutti sono altrettante piste da seguire. Si è pensato anche ai filamenti che contengono il rame, l’«oro rosso», bruciati in grandi quantità per estrarne il metallo, preziosissimo per la sua duttilità e i molteplici impieghi. Ma è una ipotesi come tante, forse neanche quella più fondata.
«Solo noi dell’Arpat — spiega il responsabile dell’attività di controllo in zona, ingegner Piattoli — abbiamo già affettuato 7-8 sopralluoghi, come oggi (ieri, ndc) a un cantiere, indicato da alcuni cittadini come un possibile punto di partenza del fumo, e in anche in Oltrarno. Il problema esiste ormai da due mesi e non abbiamo trovato la causa. Peraltro siamo in pochi, chiederemo un aiuto al Comune per poter fare più sopralluoghi. Uno, a sorpresa, per individuare il «colpevole», potrebbe scattare in tempi ristretti.

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3 responses

6 08 2007
Il mistero del fumo irritante/2 « Condominio di via del Pesciolino

[…] mistero del fumo irritante/2 6 08 2007 Avevamo scritto di questo mistero dell’estate 2007 in un precedente […]

22 08 2007
Il mistero del fumo irritante/4 « Condominio di via del Pesciolino

[…] 22 08 2007 Quarta puntata del mistero dell’estate (queste i precedenti post: prima, seconda, […]

15 10 2007
Il mistero del fumo irritante/5 « Condominio di via del Pesciolino

[…] mistero del fumo irritante” durante l’estate? Se volete, potete rileggerli qui: [*] primo, secondo, terzo e quarto. Nel quarto post si riprendeva, integralmente, un Comunicato di Arpat, […]

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