Il mistero del fumo irritante/Cronistoria di una settimana tipo

15 11 2007

“Il Barbagianni”, cittadino residente nella zona, ci invia un ulteriore contributo, la cronistoria di una settimana tipo.

Pubblichiamo un estratto del suo Diario …

Caro Diario, ti ricordi, tanti anni fa? Il sabato e la domenica l’Impianto [di conglomerati bitumonosi, ndr] era chiuso. Negli altri giorni il lavoro era svolto solo di giorno e almeno di notte il rischio di essere “impolverati” o “intossicati” durante il sonno non esisteva … Poi i tempi sono cambiati, le richieste dei Clienti sono evidentemente aumentate e sono iniziati i turni anche di notte. Lavorazioni che in genere iniziano in seconda serata, quando i “vicini” sono di fronte alla televisione o già sono andati a letto. Può però capitare che qualcuno “molto irritato”, non prenda sonno e si fermi per ore ad ammirare lo spettacolo del fumo che illuminato dalle luci del cantiere esce dal camino e non solo. E’ uno spettacolo unico! Sembra l’eruzione dell’Etna; il fumo offusca la luna rossa che si staglia dietro il camino. Difficile da descrivere: sarebbe bello poterlo filmare a futura memoria … peccato non possedere una telecamera per le riprese notturne …

Lunedi 16 Settembre 2007
Dopo una giornata relativamente tranquilla verso le ore 22,00 circa, l’Impianto viene riattivato. L’intenso “pennacchio” di vapore/fumo in uscita dal camino, illuminato dai soliti fari alogeni collocati alla sommità della “torre” e chiaramente visibile e comunica ai cittadini che il lavoro è ripreso. I “mezzi meccanici” che spostano materiale e caricano l’impianto, sono in frenetico movimento. Nel loro continuo e veloce spostamento le luci dei fari, che si spostano nel buio, sembrano delle “grandi lucciole”, una emette “luce bianca“ e l’altra “luce gialla”. Almeno all’inizio, segnalano anche con un suono, bip-bip-bip, la loro posizione; poi dopo mezz’ora il suono cessa ma queste “lucciole” continuano a “svolazzare“ nel cantiere tra cumuli di materiale e le tramogge alla base dell’impianto. Alle ore 23,00, al fumo che esce dalla ciminiera, si associa, dal basso, un grande fumo che avvolge completamente la “torre”. Una vera “eclisse”. Il culmine si raggiunge alle ore 23,30 circa quando la luce dei fari alogeni posti in cima alla torre è quasi completamente offuscata. Esco sul balcone … lo spettacolo è unico, c’è una bellissima luna rossa sul retro del camino. Percepisco in modo forte l’aroma classico e tipico del bitume. Meglio rientrare subito in casa e chiudere, ermeticamente, tutte le finestre. E’ passata da poco la mezzanotte. Il fumo diffuso va attenuandosi, il “pennacchio” del camino è molto flebile ed i fari sono di nuovo diventati visibili. L’eclisse è finita e anche le “lucciole” hanno cessato di volare e hanno spento i “motori” ed i loro”fari”. Nella zona, nonostante una certa benvenuta ventilazione, la “fragranza” del “giaggiolo-bitume ” e congeneri continua ad essere ancora percepita per circa un’altra ora.

Martedi 17 Settembre 2007
Nel pomeriggio, nella zona, spira un forte vento proveniente da Nord-Ovest, direzione Monti della Calvana – Scandicci. Prendendo a riferimento la direzione del “pennacchio” il vento, oggi favorisce i residenti di Peretola. Sono sfavoriti i residenti nel Campo Nomadi del Poderaccio, i Vigili del Fuoco distaccati nella Caserma del Ponte all’Indiano e i residenti di Mantignano. Dagli enormi cumuli di materiale presenti nel cantiere, stoccati a cielo aperto, ad ogni folata di vento si sollevano delle grandi nuvole di polvere: tanto “borotalco” gratuito per le persone e le piante, gli orti, le abitazioni circostanti! Verso le 16,00 a sostegno del “pennacchio” di fumo che esce dal camino giunge il “classico” ed intenso fumo generalizzato, che il vento si incarica di disperdere nella stessa direzione del “borotalco”. Vista la situazione e dopo consultazione con alcuni residenti in zona verso le 16,15 viene contattata telefonicamente la Provincia di Firenze, richiedendo, ove possibile, di effettuare un immediato sopralluogo all’impianto. Veniamo messi in contatto con il funzionario che segue le emissioni e al quale viene di nuovo illustrata la situazione. Il funzionario, scusandosi, dichiara la sua impossibilità a corrispondere alla richiesta di sopralluogo per carenza di personale reperibile al momento da poter inviare sul posto. Avrebbe, così ha asserito, comunque contattato il Cantiere/Impianto per capire cosa stesse succedendo, considerato che il 9 Agosto in corso di sopralluogo effettuato dalla Provincia non è stato riscontrato fumo diffuso. Verso le ore 17,30 la situazione ha iniziato a “normalizzarsi”. Insieme ad altre persone abbiamo attraversato il Ponte all’Indiano e siamo andati in “trasferta, al Poderaccio, in via dell’Argingrosso n.4 . Abbiamo visto tante cose in quell’area che dal punto di vista igienico sanitario e ambientale, a ns. parere, richiederebbero una attenta valutazione da parte di diverse Autorità. E’ difficile accettare che possa essitere in una città come Firenze (e sulle rive dell’Arno) un così alto livello di degrado ambientale ed igienico-sanitario: e non può certo essere colpa dei residenti nel campo nomadi … . Questa però è un’altra stori. Oggi interessano i “fumi del bitume” che stanno entrando nei ns. polmoni e quindi meglio evitare distrazioni. Alle 19,00 l’impianto risulta in “stand by”, il cancello chiuso con catena e lucchetto, le pale meccaniche, alias le “lucciole” della sera prima ferme e silenziose. Poi alle 22,30 circa, come è successo ieri sera tutto viene riattivato, vengono messe in moto le pale meccaniche che caricano l’Impianto. Le “lucciole” si spostano rapidissime da un punto all’altro dell’area del cantiere; non si percepisce il suono (bip-bip) dei segnalatori di sicurezza, in genere funzionanti su tali mezzi. Forse non vogliono fare rumore e disturbare i vicini di casa! Dopo le 23,00 ancora fumo diffuso, molto più denso ed intenso della sera prima e un’altra “eclissi”. Caro Diario: due “eclissi” nello stesso posto a distanza di 24 ore, un fenomeno unico dell’Universo che potrebbe interessare gli scienziati dell’osservatorio di Arcetri. Vista l’ora tarda, forse non è il caso di scomodare astronomi, limitiamoci a segnalare la situazione al Pronto Intervento Vigili Urbani e richiediamo loro di intervenire sul posto per verificare cosa stia succedendo. Ma anche loro, come altri, causa la carenza di personale non possono
garantire una verifica immediata. Hanno preso però l’impegno di segnalare la questione al loro nucleo di vigilanza ambientale e all’ARPAT, che ha competenza in merito ai controlli ambientali. Il seguito per i cittadini è identico al punto precedente: di nuovo il bruciore agli occhi, l’irritazione della gola, tosse.

Mercoledi 17 Settembre 2007
Dalle ore dalle 22,00 alle 24,00, replay dei giorni precedenti. Non percepiti i segnalatori di sicurezza delle pale meccaniche in frenetico movimento. Alle ore 23,40 ancora una volta una grande coltre di fumo avvolge l’impianto, dentro la quale svolazzano silenziose, ma lampeggianti le solite “lucciole”.

Giovedì 20 settembre 2007
Accade quello che è successo nei giorni precedenti . Di nuovo, replay!

Venerdi 21 settembre 2007
Alle 22,30 sono entrati in funzione i soliti mezzi meccanici “ silenziati”. Alle ore 23,17 l’altezza dei fumi in uscita dal camino centrale ed “pennacchio” illuminato evidenziano un ruolino di marcia dell’Impianto molto spinto. Alle 23,30 inizia un frenetico carosello delle “lucciole” tra i cumuli di materiali collocati a nord dell’impianto, zona alla sponda SX dell’Arno, e successivamente in altre parti del Cantiere. Almeno due pale meccaniche, operano vorticosamente ai piedi della “torre metallica”, facendo presumere una forte alimentazione del “sistema produttivo”. Alle ore 23,46 una grande massa di fumo, in aggiunta al pennacchio, si origina dalla base dell’impianto dei conglomerati. Le luci alogene poste in cima risultano offuscate. Terza “eclissi” notturna in pochi giorni! Il vento spinge il fumo verso Peretola (Via del Pesciolino-Via Molise-Via Pistoiese); gli “aromi di bitume” sono questa notte a disposizione gratuita dei cittadini, in particolare di coloro che hanno lasciato le finestre aperte. La luna rossa, vista da Peretola, sembra toccare il “camino”. E’ talmente bella che ti invita ad uscire sul balcone per ammirarla. Purtroppo non è stata una felice idea! L’aria è infatti irrespirabile … Poco più di 10 minuti all’esterno sono sufficienti per ritrovarmi con una forte irritazione alla gola, sentire gli occhi bruciare ed iniziare a tossire. Alle ore 0,15 la quantità di fumo dispersa nell’ambiente è enorme e l’aria è ancora di più irrespirabile. La situazione viene segnalata verso le ore 00,20 telefonicamente al Pronto Intervento Vigili Urbani. Viene di nuovo richiesto di inviare una pattuglia a verificare cosa sta accadendo. Si ottiene la stessa risposta ottenuta Martedi 17 settembre avanzando analoga richiesta di intervento: le emissioni non sono competenza dei Vigili Urbani. Le pale meccaniche continuano il loro carosello intorno al “totem” e a mezzanotte e mezzo un’altra grande eruzione di fumo denso e acre, sprigionata dall’impianto e fa bella mostra di sé illuminato dalla luna. A questo punto continuiamo il “monitoraggio democratico di base”, nella speranza di vedere circolare intorno all’impianto, oltre a quello delle “lucciole”, anche i lampeggianti della pattuglia dei Vigili Urbani o di altre forze allertate in proposito e mandate sul posto. Alle 00:48 vediamo passare un treno sulla linea Firenze-Pisa -Livorno che costeggia il “vulcano” sull’altra riva dell’Arno ; l’eruzione sembra si vada attenuando. Poco dopo le ore 01,00 di notte squilla il telefono di casa. Dall’altra parte da un Ispettore dell’ARPAT reperibile per l’emergenze al quale i Vigili Urbani hanno passato la segnalazione e fornito il mio recapito telefonico per chiedermi informazioni. L’ispettore mi ha detto che risiedeva fuori Firenze e che per arrivare sul posto gli occorreva quindi circa un ora di tempo. A quell’ora l’Impianto era ormai stato spento e il movimento delle pale meccaniche all’interno del cantiere, a quanto dato vedere, cessato. Ho ringraziato e lasciato all’interlocutore di decidere; ho suggerito comunque di andare entrambi a dormire perché ormai la verifica a “fenomeni” in corso non era più fattibile. Sono le ore 1,30 quando andiamo a letto, ipotizzando che tra poche ore il “pasto precotto ” della notte sarebbe stato “riscaldato” e che i clienti (camion) avrebbero fatto la fila a ritirarlo.

Sabato 22 settembre 2007
Sono circa le 7,30; alzo la “tapparella” della finestra di camera e mi godo l’Impianto che “fuma e riscalda “. Avevo ipotizzato bene! Per tutta la mattina e fino all’ora di pranzo la “produzione” viene caricata sui camion che fanno continuamente la spola tra l’impianto e destinazione a noi ignote. Chissà cosa asfaltano di tanto urgente nella zona!? Un amico che ha seguito dalla finestra il percorso dei camion, ipotizza che stiano andando verso la superstrada FI-PI-LI (Firenze-Pisa-Livorno). Può essere, visto che da tempo sono in corso lavori stradali che non finiscono mai, che le polemiche sono all’ordine del giorno e che quindi qualcuno abbia dovuto accelerare per concludere i lavori su quella che ormai è stata ribattezzata la “Salerno-Reggio Calabria” della Toscana. Il pomeriggio e la notte di sabato l’impianto è stato spento.

Domenica 23 settembre 2007
La mattina di domenica e fino al primo pomeriggio l’impianto è stato rimesso in funzione. Il via vai di autotreni molto intenso, al pari delle “fumatelle” e ogni tanto si percepiscono trasportati dal vento i soliti “Aromi di bitume”. I camion che attraversano il Ponte all’Indiano, sembrano imboccare la rampa di accesso della FI-PI-LI (Firenze-Pisa-Livorno). Forse a ragione il mio amico…. Sono le ore 23,30 delle di domenica l’impianto è ancora una volta rientrato in funzione. Meglio chiudere le finestre e andare a dormire. Il film è sempre lo stesso al pari dell’inquinamento. Le proteste e le segnalazioni dei cittadini continuano. Ma le risposte continuano a non arrivare …

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