“Il mistero del fumo irritante”: ancora un articolo che ci riguarda

15 02 2008

Dopo l’articolo apparso sul numero di Gennaio 2008 (ne avevamo già parlato anche qui), Informa Firenze (edito da EDIMEDIA srl) torna sull’argomento con un ulteriore (e significativo) contributo nel numero di Febbraio 2008 (pagina 7).

L’articolo, scritto da Gianni Somigli (al quale, per la semplicità con cui ha scritto l’articolo e per la competenza dimostrata va tutta la nostra stima ed apprezzamento), ben descrive gli aspetti tecnici emersi dalle rilevazioni di Arpat, contenute nel “famoso” verbale/documento del 23 ottobre 2007.

L’articolo è riportato, integralmente, sotto. Questa, invece, è l’articolo in formato .pdf per chi desidera scaricarlo.

Fumi inquinanti: “Conglobit fuorilegge”
I tecnici Arpat certificano i sospetti dei cittadini sempre più preoccupati

Via del Pesciolino: “fumi irritanti, un altro mistero all’italiana?” era la domanda con cui si apriva l’articolo uscito su INFORMA Firenze di gennaio. Una domanda che, col passare del tempo, sta diventando sempre più retorica. Perché i misteri all’italiana sono un caso a sé. Non sono come i misteri “normali”, quelli seri, quei bei misteri in cui le cose non si sanno e i colpevoli non si conoscono, al pari della dinamica dei fatti. No: i misteri nostrani si caratterizzano perché tutti sanno tutto, ma nessuno di coloro che dovrebbero agire muove un dito. Fare liste? Superfluo. Ci sono misteri che ormai fanno parte della letteratura; fatti che hanno segnato momenti fondamentali nella vita dello Stato italiano e degli italiani. Ma la quotidianità è segnata da battaglie più “piccole”, che suscitano meno clamore; vicende “piccole” che piccole non sono, dato che riguardano la lotta di cittadini che si battono per i propri diritti. In primis, quello alla salute. E forse può suscitare anche ironia, ma in uno Stato denominato “di diritto”, non è forse lecito attendersi un comportamento limpido da parte delle istituzioni?

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Diritti, questi, che vengono rivendicati a gran voce dagli abitanti di via del Pesciolino, alle Piagge. «Magari ci sbagliamo noi, magari quei fumi non sono nocivi o inquinanti, magari ci siamo inventati tutto». I sospetti (e le denunce) hanno da sempre avuto un obiettivo preciso: la Conglobit SPA, fabbrica di bituminosi posta sulla riva opposta dell’Arno. Sulle emissioni della sua “ciminiera”; sui rifiuti stoccati nell’area; sugli orari di lavorazione e così via (le informazioni complete sulla vicenda su INFORMA Firenze gennaio, pag. 3 e https://pesciolino.wordpress.com ). «Vorremmo che venissero effettuati dei controlli da chi di dovere e che ci venisse dimostrato che abbiamo torto. Noi saremmo molto più tranquilli» dicevano qualche tempo fa in via del Pesciolino, spazientiti per le mancanze dell’Amministrazione. Sul sito si iniziava, in modo velato e ironico, a adombrare strane connivenze tra controllati e controllori, «visto che spesso sono le Amministrazioni Pubbliche (che dovrebbero tutelarci) i principali clienti di quei gestori che estraggono ghiaia e producono conglomerati (guarda gli appalti, i subappalti e le trattative private) […]». Ma i sospetti dei cittadini di via del Pesciolino si rafforzano. Ora, infatti, finalmente ci sono i documenti che parlano. Documenti ufficiali e pubblici che veramente hanno dell’incredibile. Anche se non è semplice, cerchiamo di procedere con ordine, carte alla mano. Il 26 luglio e il 3 ottobre 2007, in seguito all’esposto presentato ai Carabinieri dai cittadini e per le reiterate proteste, alcuni tecnici dell’Arpat hanno effettuato due diversi sopralluoghi presso l’impianto della Conglobit. Da essi sono emersi due aspetti. Il primo legato alla gestione dei rifiuti; il secondo riguardante le emissioni in atmosfera e le relative autorizzazioni. Gestione dei rifiuti: i tecnici hanno accertato illeciti ed elevato a Conglobit due multe e l’ingiunzione a mettersi in regola, trattando correttamente i rifiuti. Le irregolarità riguardavano i registri di carico e scarico rifiuti, i canaletti di scolo, addirittura è stato accertato che l’area è stata anche una sorta di discarica a cielo aperto di rifiuti urbani non differenziati arrivati nottetempo, che ben poco hanno a che fare con la lavorazione dell’asfalto. Il secondo aspetto, quello delle emissioni, è però seriamente pericoloso per la salute pubblica. I tecnici dell’Arpat hanno rilevato che, dal quadro riassuntivo delle emissioni fornito da Conglobit «emergono informazioni non chiare alla luce di quanto rilevato presso l’impianto e riportato nel certificato». Ad esempio, il camino che sul certificato risulta di 8 metri è in realtà alto 18 metri. Soprattutto, una durata emissione presumibilmente doppia rispetto a quelle dichiarata ed autorizzata in modo implicito. Proprio riguardo alle autorizzazioni, Arpat ha verificato che l’impianto risulta autorizzato solo in via tacita e che la documentazione presentata risale al 1994, quando l’impianto era totalmente differente dall’attuale configurazione. La conclusione dei tecnici Arpat è che Conglobit provveda a presentare documentazioni adeguate. Solo in seguito si potrà passare al rilascio di un’autorizzazione esplicita. Tutto questo po’ po’, sufficiente ad allarmare anche il più menefreghista, è stato comunicato ai dirigenti di Provincia, Comune, Asl e dirigenti Arpat in data 23 ottobre con un documento interno firmato dal dottor Donato Piattoli, responsabile servizio subprovinciale Firenze Sud Est; in seguito, il 23 novembre, dopo pressanti richieste il documento (leggermente modificato, ma sostanzialmente uguale) è stato reso pubblico e indirizzato anche ai cittadini a firma ancora di Piattoli e della responsabile del dipartimento provinciale di Firenze, dottoressa Maura Ceccanti. La risposta dalla Provincia è arrivata dopo poco la prima comunicazione. Con l’atto dirigenziale 3677 del 5/11/07, firmato dalla dirigente Francesca Forni, la P.O. Gestione rifiuti e bonifica siti inquinati della Provincia di Firenze prendeva atto che Conglobit Spa aveva risolto le problematiche relative alla gestione dei rifiuti e che, pertanto, il procedimento nei suoi confronti era da ritenersi chiuso. Direte voi: e i fumi? Spariti dagli atti. La parte del resoconto dei sopralluoghi Arpat relativa alle emissioni e all’autorizzazione esplicita non è stata minimamente presa in considerazione, nonostante la sua gravissima importanza. Certo, si sa che ora, in genere, è il momento in cui entra in gioco la solita tiritera delle competenze. Tuttavia, la situazione denunciata da Arpat certifica ciò che i cittadini avevano sospettato da sempre. Qualcuno, forse, ha il dovere istituzionale di ascoltare l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Toscana. Figurarsi lo stupore e la rabbia dei cittadini. Dopo tutto l’impegno profuso, dopo essere riusciti a smuovere qualcosa, tutto si è conclude con l’ennesimo scarica-barile. Come se tutto questo non bastasse, il 22 gennaio scorso, una delegazione di cittadini di via del Pesciolino avrebbe dovuto essere ricevuta da Fabio Roggiolani, consigliere regionale dei Verdi e presidente della Commissione Sanità della Toscana. “Avrebbe”, perché Roggiolani non si è presentato all’incontro, rendendosi irreperibile. «Adesso abbiamo le prove che i fumi sono nocivi e che Conglobit non dispone dei permessi necessari – dicono da via del Pesciolino –. Se finora i nostri erano dubbi, ora parlano i documenti; gli stessi documenti che dimostrano come l’Amministrazione, soprattutto la Provincia, non intervenga là dove segnalato da Arpat». «Noi ci chiediamo ancora: perché? Dicono che a pensar male ci s’azzecca. Torniamo a riflettere sul rapporto clientelare tra controllori e controllati, dato che Conglobit Spa appartiene ai maggiori asfaltatori fiorentini, quelli che spesso o quasi sempre vincono le gare d’appalto. Ma soprattutto torniamo a riflettere – proseguono – su come venga trascurata sistematicamente la salute nostra, delle nostre famiglie, dei nostri figli». «Quello che fa rabbia è anche il comportamento dei nostri politici, quelli che almeno a parole si rifanno ad una tradizione ambientalista. Tanti proclami, tante dichiarazioni “acchiappa-voto”, ma poi, al momento di agire, non si vede nessuno. Non escludiamo – concludono gli esasperati cittadini – di ricorrere a mezzi di protesta più efficaci ed eclatanti». E noi di INFORMA Firenze, come sempre, seguiremo e daremo conto degli sviluppi di una vicenda che somiglia sempre più ad un classico “mistero all’italiana”.

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One response

21 06 2008
“Verso la Piana, là dove l’aria si fa fatica a respirare” « Condominio di via del Pesciolino

[…] i temi trattati nel dossier. Già in passato si era occupato di temi similari; ne avevamo parlato qui e […]

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