Detrazioni (36% o 55%) per lavori di manutenzione: se non lavoro più, le rate mancanti posso detrarle?

16 12 2008

Le quote residue, se non si producono redditi e quindi non si paga Irpef, si perdono.

Trattandosi di una detrazione dalle imposte sul reddito (Irpef, per le persone fisiche), la detrazione del 36% per le spese di ristrutturazione degli immobili residenziali, così come quella del 55%, è riconosciuta solo in presenza di reddito e quindi di capienza di imposta. Ovvero, se nell’anno di imposta non esiste un importo Irpef che si dovrà pagare almeno pari all’imposta detraibile per i lavori di ristrutturazione effettuati, la parte eccedente va persa, non può essere portata a scomputo nell’anno successivo. Infatti, si parla di “detrazioni d’imposta” e non di “crediti d’imposta”. La differenza, anche se può sembrare leggera, in realtà è molto netta.

Un modo, più teorico che pratico, per trasferire il diritto alle detrazioni (rimanenti) è quello di effettuare una donazione della proprietà dell’immobile, caso applicabile tra coniugi. Ma, fatti 2 conti, forse il “gioco non vale la candela” …

(Fonte: IlSole24Ore – L’esperto Risponde)

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