Maledetta rotonda …

13 08 2009

“L’avevo detto, io!”.  Molti abitanti della zona avevano più volte sollevato dubbi sulla pericolosità della rotonda (che, se si vuol essere precisi, proprio rotonda, nel senso di circolare, non è), senza però essere ascoltati. Così come per i cordoli spartitraffico, da qualche giorno spariti per il rifacimento del manto stradale e la nuova asfaltatura (nella speranza che non vengano poi riposizionati). Ma adesso le “chiacchiere stanno a zero”. Dopo il tragico incidente nel giorno della Befana (leggi qui) le parole bisogna solo riflettere … riflettere bene.

E’ notizia di oggi (leggi qui e qui)) la presunta difformità fra il progetto della rotonda e la successiva realizzazione. Questi alcune frasi estrapolate dall’articolo apparso su La Nazione edizione Firenze:

Firenze, 12 agosto 2009 – La rotonda di via Pistoiese, dove la notte di Befana morirono tre ragazzi in un terribile incidente stradale, fu realizzata in modo difforme da quanto prevedeva il progetto originario. Lo dice la parola stessa: rotonda doveva essere ma rotonda non è. Ha invece forma ellittica e, secondo il consulente del pubblico ministero Leopoldo De Gregorio, proprio quella forma provocherebbe una sorta di inganno visivo negli automobilisti che vi si avvicinano per impegnarla. In sostanza, l’ellisse in quel punto non permette ai guidatori di rendersi correttamente conto di quanto si deve frenare il proprio mezzo per fare una manovra corretta.

E’ una svolta importante nell’inchiesta condotta dal pm De Gregorio sulla Befana di sangue in via Pistoiese: se da un lato, infatti, il magistrato inquirente ha chiuso l’inchiesta a carico di Gianmarco Tani, il 19enne che quella notte guidava la Lancia Y che si trasformò in una bara; dall’altro lato, invece, De Gregorio ha aperto un secondo fascicolo, al momento relativo a ignoti, che si basa proprio sul lavoro del suo consulente, il quale ipotizza appunto difformità fra il progetto e la realizzazione della rotonda. Un colpo di scena che apre, sulla vicenda, nuovi e clamorosi scenari: chi infatti dovesse essere ritenuto responsabile di errori materiali nella realizzazione finale della rotonda, rischia di essere incriminato per concorso in omicidio colposo plurimo aggravato.

[…] Sul colpo persero la vita due ragazze di 16 anni, Margaux Page e Francesca Sacchetti; pochi giorni dopo, in ospedale, si spense la pur forte fibra di Mario Magnolfi, 19 anni. Filippo Salocchi, seduto davanti, si salvò per miracolo: nel decollo della macchina, e prima dello schianto fatale sull’albero, venne buttato fuori dall’abitacolo. Il guidatore, il 19enne Tani, riportò gravi ferite ma riuscì a cavarsela. […]

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