L’ABC della nuova riforma del condominio

28 01 2011

E’ argomento di questi giorni, ne parlano un pò tutti. E’ stata approvata dal Senato (ma non ancora dalla Camera) il testo relativo alla c.d. “riforma del condominio”: questo il testo della nuova proposta di legge. Nella sostanza, la nuova “riforma” del condominio riscrive una buona parte degli articoli da 1117 a 1139 del Codice Civile e da 61 a 72 delle Disposizioni di attuazione.

La prima novità riguarda gli impianti di ricezione radiotelevisiva e accesso a internet (anche wi-fi); da adesso sono classificati tra le parti comuni e pertanto per la loro installazione è sufficiente 1/3 dei millesimi e la maggioranza degli intervenuti in Assemblea.

Altra novità è rappresentata dall’innovativa regolamentazione riguardante la cessione delle parti comuni. Da adesso si parlerà di «sostituzione delle parti comuni» e  «modifica della destinazione d’uso» (sempre che  sia venuta meno o «cessata l’utilità ovvero è altrimenti realizzabile l’interesse comune»). In questi casi, ovvero nel caso di sostituzione o modificazione, possono essere approvate con la maggioranza degli intervenuti in assemblea, che rappresentino almeno due terzi dei millesimi. La delibera verrà redatta come un atto pubblico (pena la nullità) e dovrà “compensare” i condomini «che la sopportino diminuzione del loro diritto». Ad esempio, locali precedentemente adibiti a portineria, così come anche sottotetti abbandonati e/o non più utilizzati, potranno essere venduti dal Condominio a terzi.

Un aspetto che interessa l’Amministratore: questi, nel momento in cui accetta la nomina, dovrà prestare (se richiesto dai Condomini), una polizza assicurativa «a garanzia degli atti compiuti nell’espletamento del mandato»; il rifiuto a prestare tale garanzia comporta la decadenza dall’incarico. I massimali di tale assicurazione dovranno essere pari (almeno) al totale delle spese ordinarie annuali, e dovranno essere adeguati in caso di lavori straordinari deliberati in seguito. In questo modo il Condominio potrebbe essere “protetto” da Amministratori disonesti. Meno amministratori disonesti, sicuramente, ma chi pagherà, alla fine, il costo di questa polizza Assicurativa? Il professionista, cioè l’Amministratore? Sicuramente, sarà lui il contraente. Ma tale costo sarà poi scaricato sui singoli condòmini? Chissà … certo, il dubbio è più che lecito.

Altra semplificazione riguarda le delibere assembleari che hanno attinenza con il risparmio energetico: sarà sufficiente la maggioranza degli intervenuti che rappresentino, però, almeno 1/3 dei millesimi complessivi. In questo contesto si inserisce anche  la possibilità di staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato, non pagandone più i consumi.

Altro tema interessante, infine, l’obbligo per l’Amministratore (anche su richiesta di un solo condòmino) della verifica del rispetto delle norme di sicurezza nelle parti comuni (ed anche in quelle individuali), avvalendosi nel caso di un professionista specifico.

Si segnala, per approfondimenti, un articolo del IlSole24Ore (fonte da cui è ripreso questo post) ed uno di CondominioWeb.


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5 responses

3 03 2011
Riforma del Condominio: cosa cambia per l’Assemblea condominiale « Condominio di via del Pesciolino

[…] riforma del Condominio (ne avevamo già parlato qui) ancora non è realtà, ma prosegue l’iter parlamentare per la […]

1 04 2011
luigi fratus

Buongiorno, ieri sera nel condominio dove abito abbiamo fatto un’ assemblea straordinaria per la dismisione dell’impiantodi riscaldamento centralizzato. Dei 12 condomini 10 eravamo presenti e in 9 volevamo staccarsi dal centralizzato . l’amministratore ha affermato che sia con le leggi vigenti sia con la nuova proposta de legge approvata dl Senato ,tutti i condomini dovranno comunque pagare tutti i costi e ripeto tutti i costi derivanti dal consumo di gas ,energia elettrica, manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria anche chi si si stacchera’. E’ vero quanto ha dichirato ? e’ possibile avere un commento su quanto sostiene? grazie
luigi

28 04 2011
Fred

Ci sono alcuni aspetti che dovrebbero essere approfonditi (ad esempio, quello relativo alla perizia, giurata, termotecnica in relazione ai possibili squilibri sull’uso degli impianti post distacco). C’è una sentenza della Cassazione Civile, la n. 26822/2008, che potrebbe essere interessante approfondire.

Saluti,
Lorenzo

27 07 2013
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4 08 2013
Chara

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