Gli imprevisti e le emergenze si gestiscono meglio con il «Consiglio di Condominio»

21 09 2015

Durante l’estate in condominio le attività non si fermano. Non soltanto vi è da curare,
come sempre, l’erogazione delle spese, l’osservanza del regolamento, la tutela delle
parti comuni e la gestione dei servizi condominiali, ma si presentano specifiche
situazioni connesse alla stagione e alle sue caratteristiche.

Così, ad esempio, molti interventi sulle parti comuni (in particolare quelli che
riguardano i tetti e le coperture) devono, necessariamente, essere eseguiti nel periodo
estivo per evitare che le piogge o altri imprevisti metereologici possano comprometterne
la corretta esecuzione e i risultati.

Inoltre, l’apertura delle finestre imposta dal clima più caldo può accentuare i problemi
legati a immissioni di rumore (magari durante feste svolte sui terrazzi) e/o di fumi e
odori (a causa di inopportune grigliate).

Infine, gli appartamenti lasciati vuoti dai loro occupanti, che sono andati in ferie,
possono attirare i ladri, spesso facilitati dalle finestre aperte, e, quindi, se sono anche
presenti ponteggi per l’esecuzione di interventi di manutenzione in facciata o sulla
copertura, si possono verificare furti, rispetto a cui le sentenze hanno attribuito la
responsabilità, oltre che all’impresa esecutrice, anche al condominio, ai sensi dell’articolo
2051 del Codice civile, per l’insufficente controllo sulle parti comuni oggetti dei lavori e
di cui esso è custode.

Quindi, in sostanza, durante il periodo feriale, vi possono essere eventi imprevisti che
richiedono un intervento immediato, e anche se l’amministratore si è diligentemente
organizzato, cercando di prevenire le emergenze e lasciando i propri recapiti, a volte è
necessaria una presenza fisica e concreta per risolvere i problemi insorti e tutelare gli
interessi comuni.

Proprio per questo, nel Regolamento di molti condominii è previsto il “Consiglio di
Condominio” deputato, da un lato, ad affiancare e coadiuvare l’Amministratore nelle
decisioni per le quali non vi è il tempo sufficiente a convocare l’assemblea, e, dall’altro,
a risolvere i problemi più urgenti e/o di minor rilievo.

Tale organo, che, prima della riforma, era previsto esclusivamente dai singoli
regolamenti, e, spesso, quindi, disciplinato in modo diverso da un condominio all’altro,
ora, a seguito delle modifiche introdotte dalla legge 220/2012, è espressamente
menzionato dall’ultimo comma dell’articolo 1130 bis del codice civile, il quale prevede
che «l’assemblea può anche nominare, oltre all’amministratore, un consiglio di
condominio composto da almeno tre condomini negli edifici di almeno dodici unità
immobiliari» il quale «ha funzioni consultive e di controllo».

Insomma, il condominio che non lo ha dovrebbe proprio istituirlo, anche in assenza di
una previsione del regolamento condominiale. Infatti, sono proprio i consiglieri che,
durante il periodo feriale, mantengono i contatti con l’amministratore, sostituendolo per
le necessità più urgenti.

(Fonte, IlSole24Ore)


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