Compravendita della casa: i soldi adesso li trattiene il Notaio. Si chiama “Deposito prezzo dal Notaio”, ecco come funziona

1 09 2017

La c.d. “Legge sulla Concorrenza” (Legge 4 agosto 2017, n.124che modifica la Legge 27 dicembre 2013, n. 147 – pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.189 del 14 agosto 2017 ed entrata in vigore il 29 agosto 2017) ha introdotto, tra le altre cose, nell’ambito della compravendita immobiliare il cosiddetto “Deposito prezzo dal Notaio” (art. 1, commi 63 e seguenti).

Secondo la norma appena entrata in vigore, quando avviene la compravendita di un immobile (quindi dell’abitazione), l’importo del prezzo di vendita viene trattenuto dal Notaio fino al momento dell’effettiva trascrizione della vendita e, quindi, fino al definitivo passaggio di proprietà dal venditore all’acquirente.

Ma, di fatto, come funziona?
Cosa prevede la norma?
Quali sono le novità?
Proviamo a fare chiarezza …

La legge prevede che da adesso, al momento dell’acquisto dell’immobile, tutte le somme corrisposte dalla parte acquirente alla parte venditrice (oltre a quelle dovute a titolo d’imposte dalle parti) potranno confluire su un apposito conto corrente del Notaio, destinato proprio a ricevere (esclusivamente) queste somme. Questo conto corrente verrà usato dal Notaio esclusivamente a questo scopo e gli interessi che matureranno sulle somme depositate non saranno riconosciuti al Notaio ma saranno (dalla Banca) versati in un Fondo per le piccole e medie imprese. Questo conto corrente sarà impignorabile, non entra in successione né nell’eventuale comunione dei beni con il coniuge del Notaio. Altra importante novità, il Notaio, su richiesta di una delle controparti, non può rifiutarsi di custodire e tenere in deposito il saldo del prezzo che l’acquirente deve corrispondere al venditore fino a quando non sia eseguita la formalità della trascrizione della vendita immobiliare. Inoltre, di comune accordo, la parte acquirente e quella venditrice potranno affidare al Notaio il deposito delle somme necessarie a estinguere eventuali passività gravanti sul venditore (esempio, immobile acquistato con un Mutuo ancora in ammortamento: l’acquirente versa la somma concordata così che una parte di questo venga girata alla Banca per l’estinzione del debito e la cancellazione dell’ipoteca).

La normativa ha effetto retroattivo; si applica cioè anche ai compromessi stipulati prima del 29 agosto 2017, data di entrata in vigore della Legge. Pare inoltre che, secondo i primi pareri, il venditore non possa includere nel compromesso una clausola con cui impone il versamento del prezzo pattuito sul proprio conto corrente invece che quello del Notaio; questa “deroga” non può essere ammessa perché in contrapposizione al cosiddetto «ordine pubblico di protezione», l’insieme di norme finalizzate a tutelare il contraente più debole (nel caso, l’acquirente).

[Fonti: Il Sole24Ore e La Legge per tutti]

 

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