Rifiuti Zero: una petizione per sostenere la legge di inziativa popolare che elimini gli inceneritori in Toscana

12 06 2013

Una petizione per sostenere una legge di iniziativa popolare che elimini gli inceneritori in Toscana: è quella lanciata da Rete Toscana e indirizzata al Presidente della Regione (Enrico Rossi) ed all’Assessore Regionale all’Ambiente (Annarita Bramerini).

In queste settimane la Regione Toscana, con l’approvazione del nuovo Piano regionale dei Rifiuti, ha l’opportunità di fermare per sempre i pericolosi, dannosi e inutili inceneritori. La Rete Toscana per la Legge d’iniziativa popolare Rifiuti Zero ha pertanto lanciato una petizione popolare (leggi qui) per al Presidente della Regione Toscana e all’Assessore all’Ambiente, di concepire un Piano che elimini una volta per tutte l’utilizzo degli inceneritori  e quindi capace di adottare pienamente e senza tentennamenti la moderna “Strategia Rifiuti Zero” fondata sulle ormai famose 4R (Riduzione, Raccolta, Recupero, Riutilizzo dei rifiuti stessi).

Lo ha annunciato Fabio Lucchesi, portavoce della Rete che ha continuato: “I vantaggi, sono sotto gli occhi di tutti, sono una maggiore salubrità considerata l’eliminazione delle diossine dalle emissioni della bruciatura e l’aumento del l’occupazione vista l’adozione del Porta a porta (vedi Capannori e altri comuni in Toscana, le più grandi San Francisco o Camberra nel mondo)“.

La Rete chiede di firmare la petizione, destinatari dell’invito tutti i cittadini e le cittadine che mettono al centro la salute e i diritti della persona prima dell’interesse economico di pochi gruppi industriali. La petizione è on line e si può sottoscrivere qui.

Sottoscrivi la petizione on line

I firmatari della petizione chiedono alla Regione Toscana di concepire un Piano che elimini una volta per tutte l’utilizzo degli inceneritori e che adotti la moderna Strategia Rifiuti Zero

(Fonte: http://www.nove.firenze.it e http://www.obiettivotre.com/)

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Inceneritore «I cipressi» di Selvapiana (Rufina): il Tribunale Regionale accoglie i ricorsi contro l’ampliamento

5 03 2010

Una buona notizia. Da Repubblica, edizione Firenze, di oggi:

IL TAR boccia l’inceneritore. Il tribunale regionale accoglie alcuni dei ricorsi contro l’inceneritore «I cipressi» di Selvapiana alla Rufina che, da 9.000 tonnellate, dovrebbe essere ampliato fino a bruciarne circa 68.000. Secondo il tribunale così come è stato autorizzato, sulla base delle carenti procedure di Via (valutazione di impatto ambientale) e di Aia (autorizzazione integrata ambientale) fatte fare dalla Provincia, l’ampliamento non può essere fatto. Un duro colpo al piano provinciale dei rifiuti che, basato sui tre termovalorizzatori dell’area fiorentina (Case Passerini, Testi e Selvapiana ) era già in stallo. Per Case Passerini siamo solo all’inizio della progettazione, Testi è fermissimo, ora Selvapiana è bocciata. Anche se l’assessore provinciale Crescioli assicura: «La pianificazione provinciale resta salda. L’illegittimità individuata dal Tar si basa solo su un vizio di procedura». I ricorsi anti inceneritore accolti sono quelli di Italia Nostra e di Francesco Giuntini Antinori, proprietario della fattoria di Selvapiana, produttrice del Chianti Rufina e di olio extravergine, sul cui territorio si estenderebbe il grande impianto a pochi metri dalla Sieve. Ora i ricorrenti applaudono, insieme all’associazione Valdisieve che raccoglie circa 250 abitanti e agli avvocati Ceruti, Del Re e Manetti. La seconda sezione del Tar annulla le procedure di Via e di Aia perché ritiene insufficienti le indagini sulla qualità del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee. «Oltretutto — fanno notare gli avvocati — in una zona considerata a più alto rischio idraulico della Toscana». Pochi metri dalla Sieve, appunto. C’è di più. Mancano, secondo il Tar sufficienti notizie sulla quantità e la tipologia dei rifiuti da conferire. «Il tribunale — dice Ceruti — ci ha dato ragione anche sulla scarsa compatibilità ambientale dell’impianto per l’eliminazione degli inerti da costruire accanto all’inceneritore e perché la rete di teleriscaldamento, che sarebbe dovuta servire come compensazione all’inquinamento prodotto dall’impianto, è rimasta lettera morta ». Il Tar ha anche censurato il parere esclusivamente «orientativo» della soprintendenza sulla compatibilità paesaggistica dell’inceneritore perché bisogna dire sì o no e non rimanere a mezza strada. Se la Provincia ricorresse al consiglio di Stato avvocati e comitati promettono di affilare le armi: «La Provincia sostiene che si tratta dell’ampliamento di un impianto già esistente, mentre noi abbiamo dimostrato, tra l’altro, come si sia davanti invece a un nuovo impianto che sorgerebbe accanto a quello vecchio, cento metri di estensione lungo la statale, una ciminiera alta 62 metri e dai 30 ai 50 metri di distanza dalla Sieve». Ribatte Crescioli che il Tar ha censurato «non la Provincia, ma il parere della soprintendenza» che «dei 5 ricorsi promossi ne ha accolti solo due facendo salva la pianificazione provinciale sui rifiuti, compreso il ricorso alla termovalorizzazione, non censurando in alcun modo la localizzazione dell’impianto, nè le sue dimensioni o caratteristiche strutturali». L’assessore conclude spiegando di non escludere il ricorso al Consiglio di Stato.





Inceneritore di “Case Passerini”: importante convegno a Campi Bisenzio

31 03 2008

SABATO 5 APRILE alle ORE 21,15 presso la “LIMONAIA” della VILLA MONTALVO a CAMPI BISENZIO (via Limite, 15) si terrà un convegno dal tema “INCENERITORE medici in prima linea”, a sostegno della neonata Lista Civica per le elezioni amministrative comunali (COMITATO CIVICO CAMPIGIANO NO INCENERITORE). Lista della quale Stefano Montanari è capolista.

L’invito è per tutti …





Inceneritori/8

7 02 2008

A distanza di tempo, oltre 6 mesi, anche su questo Blog si torna a parlare di Inceneritori (ne avevamo parlato qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui: questo, invece, il sito del Coordinamento dei Comitati della piana Firenze Prato e Pistoia).

L’argomento, visto quanto è recentemente accaduto in Campania, è sulla bocca di molti e più attuale che mai.

Su un noto Blog italiano (anzi, sul Blog più letto in Italia, quello di BeppeGrillo.it), è apparso oggi un post che definire inquitante è davvero poco: è da brividi!

Il titolo del post è “Le previsioni del cancro“. Viene visualizzata, e commentata, una carta geografica, presa a prestito da Google Maps, che riporta la mappa degli inceneritori in Italia messi a confronto con «la riduzione dell’aspettativa di vita media (in mesi) a causa di antropogenici PM 2,5».

Questo, nonostante le alternative agli inceneritori (leggere e diffondere): documento in formato pdf.

Altri documenti da consultare: Elenco inceneritori: APAT, rapporto rifiuti 2006 e mappa della diminuzione dell’aspettativa di vita: IIASA.

Questo è il testo integrale del post.

Gli inceneritori spuntano nelle Regioni italiane come l’amanita falloide. Svettano da lontano. Oggetti di design. Ci fanno pure le gite scolastiche. Sono i funghi velenosi dei partiti. Non è necessario coglierli per morire. Basta respirarli. Vengono raccomandati in televisione in programmi condotti da presentatori imbelli. Leggi il seguito di questo post »





Inceneritori/7

6 06 2007

Questo articolo di Repubblica, edizione odierna, è inquietante … si parla della nostra salute, della nostra e quella dei nostri figli. E la salute, con la S maiuscola, si sa … è il bene più prezioso che abbiamo.

Perchè farsi rovinare l’esistenza da un “termovalorizzatore” (o, nel gergo popolare, chiamato inceneritore) dietro casa, visti i grossi problemi di inquinamento che comunque ci sono?

Quali soluzioni proporre?

Solo per informazione, riporto il link ad un video che ci riguarda da vicino: non risolve, da solo, il problema. Ma l’informazione è alla base di una società civile e, i fatti, bisogna conoscerli: soprattutto quando ci interessano in prima persona.

Buona visione.





Inceneritori/6

23 03 2007

Riporto il testo, integrale, dell’articolo apparso oggi sul quotidiano “il Firenze”.

“Polveri ultrafini causa di ictus”, l’inceneritore torna sotto accusa.

Questione di dimensioni: non sempre i guai maggiori derivano da grandi cose. Spesso sono le misure piccole, o piccolissime, a generare le peggiori conseguenze. Soprattutto quando si parla di inquinamento e delle sostanze che immettiamo nei nostri polmoni. Ed infatti: conoscevamo la pericolosità delle Pm10, le famigerate polveri fini, ma poco ancora si sapeva delle polveri ultrafini. Particelle infinitesimali i cui effetti sulla salute dell’uomo sono ancora in gran parte sconosciuti. Anche se qualche informazione in più cominciamo ad averla. Uno studio pubblicato sull’ultimo numero di una delle più quotate riviste neurologiche a livello internazionale, la statunitense Stroke, ha infatti dimostrato che le polveri ultrafini possono provocare un ictus cerebrale. Soprattutto a causa dell’aumento progressivo delle temperature medie (effetto serra) che ne favorisce l’azione patogena. I ricercatori del National Public Health Institute di Kuopio (Helsinki) per dimostrare la loro tesi, hanno preso in esame 3.265 casi di ictus, arrivando alla convinzione che proprio le polveri ultrafini sono tra i principali agenti di questa patologia, che può insorgere appena dopo due ore dall’esposizione a materiale particolato. E tra i principali “produttori” di nanopolveri ci sono proprio i termovalorizzatori, ovvero quegli inceneritori di ultima generazione, di cui tanto si discute in Toscana e soprattutto a Firenze, dove, proprio l’altro ieri, l’assessore provinciale all’Ambiente Luigi Nigi, ha annunciato l’apertura di una campagna per spiegare i vantaggi della termovalorizzazione attraverso uno sportello capace di offrire «informazioni complete e scientifiche ». «Sarebbe interessante se attraverso lo sportello, Nigi mettesse a disposizione dei cittadini la traduzione della ricerca pubblicata da Stroke» dice Ornella De Zordo, capogruppo di Un’altracittà Un altromondo impegnata da sempre per una gestione dei rifiuti virtuosa in grado di fare a meno dell’incenerimento. Per De Zordo «si tratterebbe di un’azione doverosa, sempre che la Campagna informativa non sia solo fumo negli occhi dei più ingenui».

Ne va della salute di tutti, nostra e dei nostri figli: è ora di dire basta!

Altri post precedenti: leggi qui, qui, qui, qui e qui.





Inceneritori/5

9 02 2007

“Mortalità per linfomi non Hodgkin nel periodo 1981-2001 in comuni italiani con inceneritori di rifiuti solidi urbani”

Per chi vuole, questa è una ricerca (a cura di Fabrizio Bianchi e Fabrizio Minichilli, Sez. di epidemiologia, Istituto di fisiologia clinica, CNR, Pisa) datata 30 Agosto 2006. L’articolo è anche disponibile in formato PDF.

Agghiacciante … buona lettura, per chi desidera farlo.