Liquami sospetti …

22 03 2014

… e parecchio, parecchio maleodoranti! In un canale di raccolta delle acque pluviali ci finoscono, al momento, acque che proprio limpide non sono. Ma non interviene nessuno?

1796439_614060112002085_1190348394_nSi tratta di liquami la cui provenienza rimane dubbia (ma poi non così dubbia …). Sicuramente anche parecchio maleodorante: inoltre si sta creando un habitat naturale per zanzare & affini.

Ma nessuno interviene ?? Possibile ?? Anche questa è Firenze!!





Rifiuti Zero: una petizione per sostenere la legge di inziativa popolare che elimini gli inceneritori in Toscana

12 06 2013

Una petizione per sostenere una legge di iniziativa popolare che elimini gli inceneritori in Toscana: è quella lanciata da Rete Toscana e indirizzata al Presidente della Regione (Enrico Rossi) ed all’Assessore Regionale all’Ambiente (Annarita Bramerini).

In queste settimane la Regione Toscana, con l’approvazione del nuovo Piano regionale dei Rifiuti, ha l’opportunità di fermare per sempre i pericolosi, dannosi e inutili inceneritori. La Rete Toscana per la Legge d’iniziativa popolare Rifiuti Zero ha pertanto lanciato una petizione popolare (leggi qui) per al Presidente della Regione Toscana e all’Assessore all’Ambiente, di concepire un Piano che elimini una volta per tutte l’utilizzo degli inceneritori  e quindi capace di adottare pienamente e senza tentennamenti la moderna “Strategia Rifiuti Zero” fondata sulle ormai famose 4R (Riduzione, Raccolta, Recupero, Riutilizzo dei rifiuti stessi).

Lo ha annunciato Fabio Lucchesi, portavoce della Rete che ha continuato: “I vantaggi, sono sotto gli occhi di tutti, sono una maggiore salubrità considerata l’eliminazione delle diossine dalle emissioni della bruciatura e l’aumento del l’occupazione vista l’adozione del Porta a porta (vedi Capannori e altri comuni in Toscana, le più grandi San Francisco o Camberra nel mondo)“.

La Rete chiede di firmare la petizione, destinatari dell’invito tutti i cittadini e le cittadine che mettono al centro la salute e i diritti della persona prima dell’interesse economico di pochi gruppi industriali. La petizione è on line e si può sottoscrivere qui.

Sottoscrivi la petizione on line

I firmatari della petizione chiedono alla Regione Toscana di concepire un Piano che elimini una volta per tutte l’utilizzo degli inceneritori e che adotti la moderna Strategia Rifiuti Zero

(Fonte: http://www.nove.firenze.it e http://www.obiettivotre.com/)





TAV: oltre 1milione di metri cubi di materiale di scavo da smaltire …

29 12 2010

Molti sono i dubbi riguardo alla definitiva destinazione di almeno 1,5 milioni di metri cubi di terre di scavo provenienti dai lavori per la stazione e il passante del nodo fiorentino dell’Alta Velocità, e già adesso emergono le prime irregolarità nella gestione delle terre di cui era stata già individuata la destinazione.

E’ quanto afferma il consigliere comunale del gruppo Spini Tommaso Grassi.

La gestione delle terre di scavo – dice Grassiè un enorme problema che è stato già evidenziato da casi illustri a Firenze, a partire dalle terre della messa in sicurezza del Mugnone messe a deposito a meno di 10 metri dalle case in via Piemonte e via Molise, che molti dubbi continua a creare a noi e ai residenti della zona, per poi passare alle terre erroneamente smaltite in via del Pesciolino proveniente dai cantieri dei campini della Fiorentina a Campo di Marte, passando per i ritrovamenti di un anno fa nel sottosuolo dei terreni lungo i lungarni di Firenze. Adesso la notizia pubblicata da alcuni giornali stamani getta ancora più ombre su una gestione leggera e approssimativa, che fa emergere la mancanza di controlli preventivi e di procedure precise e controllate che permettano di fermare in anticipo esempi di illegalità come quelli presenti a Scarperia con le terre dell’Alta Velocità. Ci chiediamo – conclude Grassiinfine se nei progetti di RFI fosse mai esistita la destinazione ‘Scarperia’ per le terre dell’Alta Velocità. Non ci dicano che è stato un errore. Da ora in poi dovremo seguire i camion per verificare che rispettino le indicazioni e le prescrizioni ? Speriamo proprio di porre al più presto fine a questi problemi mettendo una pietra sopra all’intero progetto dell’Alta Velocità nel nodo di Firenze che risulta, giorno dopo giorno, sempre più dannoso, pericoloso, costoso, inutile e non vorremmo aggiungere presto aggiungere anche l’aggettivo ‘illegale’.”

[Fonte: Altracittà]





Via Piemonte, ancora non ci siamo …

28 08 2010

In relazione alla nota vicenda di via Piemonte (per chi si fosse perso qualche puntata, qui ci sono tutti i post precedenti) è recentemente apparso un articolo su “Il Reporter” (http://www.ilreporter.it/), a pagina 8 dell’edizione di Agosto 2010 (per chi ne fosse sprovvisto, qui si può trovare l’articolo), nel quale si parla di ” … un’Area verde per ripartire …”.

Ben vengano aree verdi nei quartieri della nostra città. Leggendo l’articolo si ha però la sensazione che i veri problemi emersi, e segnalati a più riprese ed a più soggetti dai cittadini, vengano affrontati solo marginalmente.

Questa è la risposta de “Il Comitato dei cittadini di via Piemonte” alla Redazione de “Il Reporter” che vale la pena leggere per intero. Abbastanza articolata, non brevissima, ma con tanti spunti interessanti per capire davvero le ragioni dei cittadini della zona. Buona lettura …

Spettabile Redazione,
l’ultimo numero di Reporter sulla discarica di via Piemonte sembra rivolto più a convincere o confortare se stessi che altri. Affermare però che quanto sta accadendo non è un’opera d’arte, ma neppure niente di pericoloso, che senso ha? Una discarica di rifiuti non è un’opinione, nasce a fronte di un sistema normativo certo.
L’utilizzo delle terre di scavo è possibile solo in “regime di deroga” alla generale disciplina sui rifiuti, subordinato alle prescrizioni del D.lgs. 152/2006 e D.lgs. 4/2008, pena l’esclusione dalla deroga stessa. Condizione imprescindibile è che non siano frammiste a rifiuti speciali, come i fanghi e i materiali da demolizioni edili e stradali, non ammessi a deroga e da smaltire direttamente in discariche controllate.
Ebbene, dal febbraio al settembre 2009 sono state scaricate in via Piemonte più di 80 mila tonnellate di terre del Mugnone miste a cumuli di fanghi e materiali edili e stradali (blocchi di cemento, pezzi di asfalto, ceramiche e mattoni, materiali ferrosi, ecc.), documentati giorno dopo giorno da immagini e filmati acquisiti dalla autorità giudiziaria, che hanno sommerso un’area di oltre 12.000 mq., alzando di tre metri e mezzo il livello dei terreni.
La stessa l’ARPAT, campionando dei cumuli scaricati di circa 300 tonnellate, denunciò alle autorità competenti la presenza di materiali edili, cui fece seguito lo smaltimento (certificato da appositi formulari) di 78,5 tonnellate di rifiuti speciali, pari nientemeno al 26%. Un dato certo indicativo, ma dà la misura e la natura della “roba” che ha determinato l’esclusione dal “regime di deroga”, trasformando in discarica abusiva un’intera area in riva d’Arno.
Non competono a questo Comitato giudizi conclusivi, ma le sentenze confermano un indirizzo costante: l’esclusione delle terre di scavo dal “regime di deroga” comporta automaticamente l’inapplicabilità dell’art. 186 del D.lgs. 152/2006 per il loro utilizzo. Questo hanno denunciato i cittadini al Comune fin dal luglio 2009, rimasto senza risposta, e oggetto di inchiesta da parte della Procura fiorentina.
Di tutto ciò nel vostro articolo non si fà cenno, forse per non disturbare troppo il manovratore… All’insegna del “niente di anomalo”, Reporter vorrebbe assicurare i cittadini almeno sulle condizioni richieste dall’art. 186, ma tace anche qui sul fatto che manca un progetto preventivamente definito e approvato dalla amministrazione comunale per l’impiego delle terre di risulta in funzione di un piazzale/deposito ferroviario. Che manca la compatibilità con gli strumenti urbanistici, denunciata anche dall’ARPAT, avendo gli scarichi coperto 5.000 mq. di area vincolata a verde pubblico e 7.000 mq. di “area ferroviaria a raso” senza varianti al PRG. Che manca la conformità analitica delle terre di scavo in rapporto alla destinazione di via Piemonte e alle matrici dei terreni censiti ad uso agricolo. Il responso dell’ARPAT è che tutte le terre scaricate si caratterizzano in Col. B, incompatibili quindi con la parte a verde pubblico e utilizzabili solo in siti di natura commerciale/industriale, ma l’area ferroviaria, come la stessa ARPAT ebbe a rilevare, non è destinata nel PRG “ad “impianti” ferroviari.
Perché allora affermare che tutto va bene, quando la Cassazione penale ha stabilito che “… in mancanza, anche di una sola delle condizioni previste dalla norma, va senz’altro applicata la disciplina sui rifiuti”?. Manca perfino la relazione finale ex art. 186 sulla gestione delle terre di scavo da parte di RFI spa, a più di dieci mesi dalla conclusione del terrapieno, e ben oltre il termine di un anno fissato per il loro utilizzo, scaduto il quale le terre di scavo sono per legge da considerare rifiuti. E tuttavia nessuna ordinanza di sgombero è stata presa dal Comune…
Potremmo fermarci qui, sopra una discarica di rifiuti infatti non si può costruire né progettare alcunchè. Ma le ultime vicende hanno aggravato lo sconcerto e la rabbia degli abitanti, più di 400 famiglie che vivono nei sei grandi casseggiati che si affacciano intorno.
A dicembre fu avanzata al Comune la proposta di invitare RFI spa a presentare un piano dettagliato di sondaggi e prelievi esteso all’intera area di via Piemonte, condiviso naturalmente dall’ARPAT. Ma il Comune preferì commissionare una analisi delle terre (esclusi quindi i fanghi e i materiali da demolizioni edili e stradali ai quali non è applicabile l’art. 186) allo stesso laboratorio di fiducia di chi ha gestito l’operazione di via Piemonte, disattendendo un elementare principio di imparzialità e terzietà nell’esercizio di una funzione di controllo.
Con alcuni prelievi da un fazzoletto di terra pari al 4% di tutta la superficie del terrapieno, tale laboratorio ha annunciato che nell’area a verde le terre di scavo sono in Col. A. Un risultato, come si è detto, completamente opposto a quello consegnato un anno fa al Comune dall’ARPAT, l’Agenzia deputata per eccellenza alla protezione ambientale, per la quale tutte le terre scaricate in via Piemonte rientrano invece in Col. B. Come la mettiamo?
Dopo mesi di silenzio, il 21 aprile, i cittadini hanno mostrato in audizione alle Commisioni ambiente e qualità urbana del Comune la realtà di via Piemonte: le immagini di come era, cosa è stato scaricato, come è oggi. La Commissione ambiente approvò un odg di sospensiva del cantiere, senonchè una settimana prima la Giunta comunale aveva già dato il via ai lavori con una sostanziale “sanatoria”, senza attestare cioè la conformità dei materiali scaricati e del cantiere alle disposizioni di legge. Una specie di condono “fatto in casa”.
Su questo vuoto, di garanzie e adempimenti, peraltro non sanabili, viene deliberato (a posteriori) il completamento dell’operazione come variante al Progetto di “Adeguamento idraulico del torrente Mugnone”, coinvolgendo Regione e Provincia, che quel Progetto sottoscrissero, nella costruzione di un deposito ferroviario che nulla ha da vedere con la messa in sicurezza del Mugnone, che le direttive europee proibiscono di costruire in presenza di abitati, causa le ben note vicende, e che comunque appartiene ad autonome scelte infrastrutturali di RFI spa. Il “piano gestione terre”, contenente una ipotesi del genere, fu infatti approvato solo da RFI spa, non si è mai tradotto in un progetto approvato a livello locale.
Di più. Con il benestare del Comune, l’area destinata a piazzale/deposito ferroviario viene in questi giorni delimitata dall’area a verde con un imponente muro di cemento (quasi 10 metri di altezza con il terrapieno), che attraverserà tutto il fronte stradale della discarica (oltre 250 metri), utilizzando pari pari le barriere di viale Redi (graffiti compresi), senza neppure i trattamenti di decontaminazione prescritti ai fini del reimpiego. Un impatto paesaggistico devastante e insostenibile, perfino offensivo, che chiude alla vista ogni orizzonte e altera sfacciatamente, in modo irreversibile, la natura ma anche la vita di un’area di pregio e di un quartiere, porta di accesso di Peretola alle Cascine.
A questa deriva ambientale, allo scempio di ogni decoro (ma in che mani siamo?), si aggiunga che non si tiene conto neanche del conseguente aggravamento dei rischi idrogeologici già evidenziati e denunciati, causa il dislivello e la mancanza di ogni opera di regimazione delle acque piovane. Sono bastati gli ultimi temporali per vedere il terrapieno smottare verso le strade e i caseggiati, con fanghi e detriti contaminati e inquinanti. Oltre al persistente acquitrino. Un disastro annunciato, senza alcuna tutela per la salute pubblica.
Anche se la calura ferragostana non si presta a fastidiosi interrogativi, ci sia consentita un’ultima domanda. Ma le 35 mila tonnellate di rifiuti speciali che hanno seppellito l’area a verde pubblico ai fini del costruendo piazzale/deposito ferroviario, e che adesso non servono più, perché il Comune le lascia lì, magari con la promessa di qualche alberino dintorno (se attecchisce), quando la legge impone che le terre di scavo non utilizzate devono essere rapidamente trasferite in discariche controllate?.
Con molti saluti.
Firenze, 13 agosto 2010
Il Comitato dei cittadini di via Piemonte




Il muro della “vergogna” …

14 06 2010

Non è  finita.

Ora il Comune di Firenze vuole alzare un muro sopra la discarica di rifiuti di via Piemonte utilizzando decine e decine di enormi barriere in cemento dismesse (rifiuti contaminati) e accatastate sotto il Ponte all’Indiano.

Per camuffare questa spettacolare “striscia di Gaza” in riva d’Arno saranno coperte con una lussureggiante edera finta…, di plastica. Ma sono pronti anche due o tre alberini, questi veri, da mettere sul davanti, lungo la carreggiata. Un progetto sbocciato da una originale collaborazione tra Comune e produttori di rifiuti, purché la discarica resti com’è, non un secchiello in meno.

Se le falde acquifere sono a rischio, ci penserà la provvidenza, chi può fare di più?

Dove manca ogni progetto è il deposito ferroviario, il primo in Italia a nascere sopra una discarica a cielo aperto, alta quasi quattro metri, di terre inquinate del Mugnone, tonnellate di materiali proibiti, fanghi, blocchi di calcestruzzo, rifiuti speciali da demolizioni edili e stradali, che dovevano finire in discariche controllate e invece hanno tombato anche cinque mila mq. vincolati a verde pubblico, senza autorizzazioni, né permessi, né varianti urbanistiche. Mettendo sotto i piedi leggi ambientali e direttive europee, comprese quelle che proibiscono di costruirli accanto ai caseggiati, causa le ben note vicende.

Di più, visto che trenta mila tonnellate di “roba” scaricate in eccesso nell’area a verde non sono più utilizzabili per il deposito ferroviario, si lasciano lì anche quelle, ignorando le leggi che ne impongono lo sgombero. Un colossale monumento al degrado, approdato alle Piagge, sulla via d’accesso alle Cascine, azzerando anche il parco fluviale.

Innumerevoli immagini e filmati dei cittadini l’hanno consegnato alla storia dell’abusivismo, ma il Comune vuole completarlo alla svelta, senza neppure l’ombra di un cartello.

In tempo… per le grandi celebrazioni in onore di Amerigo Vespucci che a Peretola ebbe i natali. Andrà ad arricchire la rassegna “cose dell’altro mondo” dedicata all’illustre concittadino.

Questa è la Firenze del futuro…

Con buona pace dell’ambiente, di chi ci vive e lavora, ma ancora non si rassegna e confida nei controlli e nell’azione delle autorità competenti.

[Comunicato Stampa,  Il Comitato dei cittadini di via Piemonte, Firenze, 11 giugno 2010]




“Discarica” di via Piemonte, bocciata in Consiglio Comunale una mozione che chiedeva di approfondire l’intera vicenda

9 06 2010
“La maggioranza non ha voluto approfondire i punti irrisolti”. Bocciata in Consiglio Comunale una mozione che chiedeva di approfondire l’intera vicenda.

“Nell’ottica della salvaguardia dell’ambiente e della tutela della salute dei cittadini, abbiamo presentato una mozione in cui si auspicava una sospensione dell’iter del progetto di ripristino dell’area ferroviaria, almeno fino a quando non fossero state date delle risposte chiare agli interrogativi e alle presunte irregolarità sollevate dal Comitato, sulle quali peraltro sta indagando la Procura”.

Questo il commento dei consiglieri comunali Tommaso Grassi (Spini per Firenze) e Ornella De Zordo (perUnaltracittà).

La maggioranza – hanno aggiunto i due esponenti dell’opposizione – ha negato qualsiasi problema sui dubbi che avevamo sollevato riguardo alla correttezza dell’iter autorizzativo che aveva visto – nelle more della modifica della Legge sulla disciplina ambientale – da una parte il soggetto privato di Rfi autorizzarsi da solo il progetto della messa a dimora delle terre provenienti dal Mugnone, nonostante le numerose e pesanti obiezioni che Arpat aveva avanzato, e dall’altra il Comune di Firenze che è stato incapace di tutelare la collettività e di governare la vicenda. Basti pensare che quando Rfi chiese agli uffici comunali un parere sulla compatibilità urbanistica, il Comune ha risposto su tutt’altro aspetto. Una gestione carente e deficitaria che non può essere risolta piantando alberi su un terreno che ancora presenta materiale estraneo e su cui ancora nutriamo seri dubbi, e ponendo divisori tra la sede ferroviaria e il ‘giardino’ dei pannelli di cemento che per oltre un anno sono stati sul Viale Redi, ed adesso appaiono intrisi di sostanze inquinanti.”

Per noi la questione non è assolutamente archiviata e continueremo ad occuparcene a fianco dei cittadini” hanno concluso Grassi e De Zordo.





Via Piemonte, presentata una nuova interrogazione

28 05 2010

«Subito nuovi controlli dell’Arpat in Via Piemonte. Serve un intervento di bonifica dell’area».  I consiglieri regionali del PdL Paolo Marcheschi e Jacopo Ferri hanno presentato un’interrogazione alla giunta e all’assessore competente per sollecitare un intervento urgente di bonifica dell’area. «Chiediamo — sostengono Marcheschi e Ferri — che Arpat faccia nuovi accertamenti sui materiali stoccati nel cantiere, e di intervenire quanto prima per bonificare l’area».

Da inizio 2009, nonostante le proteste, e le denunce del Pdl in Comune e in Regione (nonchè dei cittadini residenti nella zona, che hanno anche presentato un Esposto alla Magistratura competente), la questione della discarica abusiva in via Piemonte a Le Piagge è ancora irrisolta.

[Fonte: LaNazione – Firenze]

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