Cade per una buca in condominio: l’Amministratore è responsabile?

23 01 2017

Oltre al condominio, anche l’Amministratore risponde (in proprio) nel caso di caduta di una persona nel cortile condominiale dovuta ad un buca non segnalata?
(fonte: http://www.laleggepertutti.it/)

L’ipotesi è quella della caduta di un inquilino in una buca, non percepibile e non segnalata, fonte di pericolo occulto, situata nel cortile antistante la propria abitazione, all’interno dell’area condominiale. In questo caso il danneggiato può proporre azione risarcitoria anche nei confronti dell’Amministratore del Condominio, oltre che del Condominio stesso?

Quanto a quest’ultimo non vi sono infatti dubbi in ordine alla sua qualità di custode ricadendo il potere di gestione, controllo e vigilanza delle cose comuni in primis sull’insieme dei condòmini che agiscono attraverso l’organo assembleare e le relative delibere. Tuttavia nel caso ipotizzato non può escludersi a priori la concorrente responsabilità dell’Amministratore condominiale che, per mandato ed ai sensi dell’art. 1130 c.c. n. 4, tale controllo doveva parimenti necessariamente esercitare. Invero la giurisprudenza (di legittimità e di merito) è concorde nell’interpretare estensivamente la disposizione del n. 4 dell’art. 1130 nel senso che, oltre gli atti conservativi necessari ad evitare pregiudizi per questa o quella parte comune, l’Amministratore ha il potere-dovere di compiere analoghi atti per la salvaguardia dei diritti concernenti l’edificio condominiale unitariamente considerato; che spetta al condominio provvedere, tramite i suoi organi di rappresentanza, alla manutenzione ed alla riparazione dei beni di sua proprietà.

In adesione a tale impostazione, la Suprema Corte, in un arresto (Cass. 16 ottobre 2008, n. 25251), ha osservato come la legge preveda che il condominio debba avere un amministratore. La figura dell’amministratore nell’ordinamento non si esaurisce nell’aspetto contrattuale delle prerogative dell’ufficio.

A tale figura il codice civile, e le leggi speciali imputano doveri ed obblighi finalizzati ad impedire che il modo d’essere dei beni condominiali provochi danno di terzi. In relazione a tali beni l’Amministratore, in quanto ha poteri e doveri di controllo e poteri di influire sul loro modo d’essere, si trova nella posizione di custode. Ciò si verifica in particolare quando, come nella fattispecie per cui è causa, l’Assemblea decide di appaltare lavori a terzi: in tal caso il controllo dei beni comuni nell’interesse del condominio deve infatti considerarsi attribuito all’Amministratore quante volte, da un lato, l’appaltatore non è posto in una condizione di esclusivo custode delle cose sulle quali si effettuano i lavori e dall’altro l’Assemblea non affida l’anzidetto compito ad una figura professionale diversa dallo stesso amministratore. Questi allora deve curare che i beni comuni non arrechino danni agli stessi condomini od a terzi, come del resto ha già riconosciuto la giurisprudenza allorché ha considerato l’Amministratore del Condominio responsabile dei danni cagionati dalla sua negligenza, dal cattivo uso dei suoi poteri e, in genere, di qualsiasi inadempimento degli suoi obblighi legali o regolamentari: si pensi in specie ai danni derivanti dalla negligente omissione delle necessarie riparazioni al lastrico solare od al tetto, decise da una delibera assembleare e non attuate dall’Amministratore (Cass., 17 maggio 1994, n. 4816; Cass. 14 giugno 1976, n. 2219; ma v. anche Cass., 20 agosto 1993, n. 8804).

Tale indirizzo, tendenzialmente più rigoroso rispetto al passato, è del resto espressione dell’evoluzione della figura dell’Amministratore di Condominio, i cui compiti vanno incrementandosi, da far ritenere che gli stessi possano venire assolti in modo più efficace dalle società di servizi, all’interno delle quali operano specialisti in settori diversi, in grado di assolvere alle numerose e gravi responsabilità ascritte allo stesso Amministratore dalle leggi speciali.

(Cass. 24 ottobre 2006, n. 22840; v. anche, in materia, Cass., 23 gennaio 2007, n. 1496; si segnalano, fra le leggi speciali il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, in materia di acqua e inquinamento; il D.L. 25 giugno 2008, n. 112, in materia di Certificazione energetica; il Decreto Min. Svil. 22 gennaio 2008, n. 37 in materia di impianti; la L. 27 marzo 1992, n. 257 e il D.M. 6 settembre 1994 sulla bonifica dall’amianto; il D.Lgs. 30 maggio 2008, n. 115 in materia di coibentazioni; il D.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37 sul 1 certificato di prevenzione incendi e manutenzione degli impianti; ed i relativi Decreti Min Int. 16 maggio 1987, n. 246 e 1 febbraio 1986, contenenti le corrispondenti norme tecniche; il D.P.R. 30 aprile 1999, n. 162: sulla manutenzione degli ascensori e sulle relative verifiche, certificazione Ce e tenuta del libretto d’impianto; il Dpr 26 agosto 1993 n. 412 e il D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 551 sulla nomina del terzo responsabile degli impianti di riscaldamento; il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 sulla frequenza obbligatoria da parte del portiere del corso d’informazione su rischi, pronto soccorso e prevenzione incendi; il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 sulla durata dei lavori, rischiosità e idoneità delle imprese e verifica della redazione del piano di sicurezza e di coordinamento)

(fonte: http://www.laleggepertutti.it/)





Un desiderio chiamato sicurezza …

29 03 2011

Sicurezza, sicurezza, sicurezza … tanto anelata, tanto desiderata quanto (sembra) irrangiungibile! Tante volte, in passato, ne abbiamo parlato (qui, ad esempio).

Purtroppo, anche recentemente, sono tornati in azione i “topi d’appartamento” che hanno colpito anche nel nostro condòminio. Sarà un caso, ma da quando gli edifici abbandonati dell’ex Area-Gover sono tornati ad essere abusivamente occupati da persone senza fissa dimora sono ripresi anche questi piccoli atti di (insostenibile) criminalità quotidiana.

E’ in questo contesto, proprio perché il fenomeno continua ad assumere i connotati di un vero e proprio problema di “quartiere” e non si intravedono soluzioni concrete a breve, che è stato organizzato un incontro pubblico, lo scorso Venerdì 25 marzo 2011, tra i residenti della zona (raccolti all’interno del Comitato Insieme per Quaracchi) ed alcuni rappresentanti del SILP GCIL della Polizia di Stato.

In questo ritaglio di giornale (Il Nuovo Corriere di Firenze, domenica 27 marzo 2011, pagina 1 e pagina 4) un breve resoconto dell’incontro.





Furti: svaligiare gli alloggi con la chiave nella toppa. Possibile??

26 02 2008

Sembra andare per la maggiore la nuova “moda” dei ladri fiorentini: svaligiare gli alloggi con la chiave nella toppa. Dopo che anche un “nostro” condòmino ha, putroppo e suo malgrado, sperimentato questa novità avevamo scritto un post, qualche giorno fa, con alcuni suggerimenti utili.

Anche oggi, sulla stampa, ci sono notizie allarmanti su questa nuova “tecnica” adottata da questi delinquenti.

Questo è quanto riportato sull’edizione del «Il Firenze» (pagina 23):

È allarme furti in abitazione. Diversi colpi delle ultime ettimane sono stati messi a segno con lo stesso modus operandi: laddove la chiave viene lasciati infilata nella toppa (dall’interno), i malintenzionati armati di appositi attrezzi riescono, dopo aver svitato e successivamente rimontato il cilindretto, ad aprire la porta senza lasciare segni di scasso. In questo modo sono penetrati all’interno dell’abitazione di una 34enne di Sesto Fiorentino mentre la donna stava dormendo. I ladri dopo aver sottratto denaro e alcuni oggetti di valore, sono fuggiti al volante dell’auto della padrone di casa dopo essersi impossessati delle chiavi appoggiate su una credenza.
La polizia suggerisce ai cittadini di non lasciare mai infilata la chiave nella toppa (altrimenti i ladri riescono a neutralizzare anche la mandate) e di chiudere anche con un chiavistello.

[Fonte: Il Firenze]

Questo, invece, l’articolo apparso su «La Nazione» (pagina XVII):

Ladri ‘FANTASMA’ in azione a Sesto Fiorentino. La polizia è certa di aver identificato una nuova tecnica ideata da malintenzionati per entrare nelle case e compiere furti. I ladri entrano dalla porta principale di notte, e quando se ne vanno richiudono la porta e risistemano tutto per non lasciare segni evidenti di effrazione. Così non è facile capire come hanno fatto ad entrare in casa. Ma lo ha capito un trentaquattrenne di Sesto, M.F., che ha sporto denuncia contro ignoti dopo che i ladri ‘fantasma’ gli hanno sottratto denaro in contanti, oggetti preziosi e le chiavi dell’auto con la quale poi sono anche fuggiti. I ladri entrano in azione nel cuore della notte, fra le 2 e le 5. La tecnica messa a punto dai malfattori consiste nello svitare la borchia esterna del cilindro serratura della porta, e nell’agganciare la chiave, nel caso sia stata lasciata inserita nella porta dall’interno, con delle pinze a scatto o del tipo usato dai chirurghi, ruotandolo fino ad aprire la serratura. All’uscita, dopo aver svuotato l’appartamento, se possibile rimettono le cose a posto in modo da garantirsi un eventuale futuro obiettivo. «Si hanno notizie di alcuni furti in appartamento che possono essere ricondotti a questa modalità» ammettono al commissariato di polizia di Sesto Fiorentino senza fornire numeri precisi. La polizia, che invita i cittadini a collaborare per fornire ogni indicazione utile a risalire agli autori dei furti, dà anche alcuni consigli: rimuovere la chiave dalla serratura durante la notte o installare un chiavistello di sicurezza.
[Fonte: La Nazione]





Come difendersi dai furti, rendendo la casa in cui viviamo più sicura?

14 02 2008

Possibile o impossibile? Certo, non è una cosa facile … molto dipende dall’abilità degli eventuali ladri.

Adottando semplici ma importantissime precauzioni, si possono evitare visite indesiderate o, comunque, rendere più ardua l’impresa del laintenzionato di turno.

Ecco alcuni suggerimenti utili:

  • accertiamoci che la porta sia sicura (la scelta migliore è una porta blindata con lo spioncino),
  • le finestre è meglio che siano dotate di maniglie con serratura, cerniere ben salde e inferriate,
  • se è possibile installiamo un sistema di antifurto elettronico collegato con i numeri di emergenza,
  • non teniamo in casa grosse somme di denaro, gioielli e altri oggetti di valore. In caso contrario riponiamoli in una cassaforte che dovrebbe essere murata in un punto ben nascosto dell’appartamento,
  • se si è in casa mettere la catena di sicurezza alla porta e prima di aprire è bene guardare dallo spioncino per accertarsi dell’identità di chi è fuori,
  • se abbiamo bisogno di una copia delle chiavi di casa rivolgiamoci ad un ferramenta di fiducia ed evitiamo di scrivere nome ed indirizzo sul portachiavi,
  • dopo aver chiuso la porta, dall’interno, non lasciare mai le chiavi nel serratura,
  • se perdiamo le chiavi cambiamo subito la serratura,
  • non aprire la porta a sconosciuti anche se vestono un uniforme o dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità,
  • non mandiamo i bambini ad aprire la porta,
  • anche se viviamo soli, sulla segreteria telefonica registriamo sempre il messaggio al plurale. La forma migliore è: “in questo momento non possiamo rispondere”,
  • quando usciamo di casa chiudiamo sempre la porta a chiave e non nascondiamo le chiavi all’esterno,
  • se ci si assenta per lunghi periodi, non farlo sapere ad estranei, ma informare i vicini, chiedendogli di tenere d’occhio l’abitazione,
  • non lasciamo detto sulla segreteria telefonica per quanto tempo saremo assenti,
  • non far accumulare la posta nella cassetta delle lettere, indica una prolungata assenza. Chiedere ai vicini di ritirarla,
  • se si ricevono spesso telefonate anonime, prestargli attenzione, potrebbe essere un modo per controllare quando in casa non c’è nessuno.




Sgomberato l’ex oleificio Nucci in via Pistoiese

18 09 2007

Sgomberato a Firenze l’ex oleificio Nucci, rifugio di immigrati [fonte: ANSA]
Gli agenti della polizia municipale hanno sgomberato, il giorno 12/9/2007, l’ex oleificio Nucci in via Pistoiese. Lo stabile, abbandonato da 40 anni [ndr: non è un errore, sono davvero 4o – quaranta anni!], era divenuto rifugio dei senza fissa dimora. Nell’edificio gli agenti hanno trovato 4 donne e 5 uomini di nazionalita’ rumena: per tutti e’ scattata la denuncia per invasione di terreni e danneggiamento. La riqualificazione, approvata dalla giunta comunale, prevede il recupero dell’edificio per realizzare 50 appartamenti.

Domanda per il sig. Sindaco di Firenze, per il sig. Comandante dei Vigili Urbani di Firenze e per la sig.ra Presidente del Q5: ma per l’edificio abbandonato di via del Pesciolino, ex-Gover, anch’esso occupato abusivamente e rifugio di persone (ahimè!) senza fissa dimora, quando farete qualcosa ??
Perchè questo ripetuto, continuo, totale silenzio??

Ricordate la Petiozione in atto ?? E’ questa, la potete leggere qui (https://pesciolino.wordpress.com/2007/07/16/firma-la-petizione/)

I cittadini firmatari della Petizione (ad oggi sono questi: vedi qui, ma le adesioni continuano a crescere) vi chiedono una risposta. Una risposta concreta, semplice, possibilmente circostanziata. Ringraziamo il Presidente del Q5, dott.ssa Collesei, per la sua risposta (che si può leggere qui) ma ci pare un pò troppo “generica”; abbiamo bisogno di risposte CONCRETE e, ci auguriamo, veloci. Siamo determinati, andremo avanti …

Questo spazio è a disposizione: ad ogni risposta sarà dato ampio spazio. Restiamo in attesa …





Un articolo che ci riguarda …

20 08 2007

Ieri, domenica 19/8/2007, è uscito (sulla Cronaca di Firenze de Il Giornale) un articolo che parla dei nostri “disagi” e problemi quotidiani. Che continuano, nostro malgrado, a peggiorare: leggere per credere … la disavventura (chiamiamola così) di una signora che abita nel Condominio, scippata la sera di ferragosto.

Qui sotto è riportato il testo integrale dell’articolo: chi volesse scaricarlo (in formato JPG) può cliccare qui.

Raffica di furti alle Piagge – I cittadini: «Abbiamo paura»

Petizione di 120 famiglie residenti: «Troppi irregolari dormono nelle fabbriche abbandonate della zona»

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Assemblea straordinaria (autogestita)/2

10 07 2007

Come annunciato nel post precedente, appuntamento confermato per questa seraore 21:00 nel cortile interno.

Un solo punto all’ordine del giorno: SICUREZZA, UN BENE COMUNE: COME TUTELARLO ALLA LUCE DI RECENTI FATTI? RACCOLTA DI PROPOSTE PER LA REALIZZAZIONE DI UNA “PIATTAFORMA” DI (IPOTETICI) INTERVENTI, CHE DOVRANNO ESSERE ECONOMICAMENTE QUANTIFICATI, DA PORTARE POI ALL’ATTENZIONE DELL’ASSEMBLEA DI CONDOMINIO PER LE DECISIONI FINALI.

Intervenite numerosi …